Cresce l’imbottigliato nel Monferrato

di Daniele Becchi

Docg e rosati spingono verso l’alto il vino monferrino, che registra un +5% di imbottigliato rispetto al 2020.

Alla data del 31 maggio l’imbottigliato complessivo delle tredici Denominazioni tutelate dal Consorzio Barbera d’Asti ha segnato il maggiore incremento degli ultimi quattro anni, pari al 5% rispetto al pari periodo dello scorso anno. In territorio positivo tutte le Docg sottoposte al controllo dell’ente di Costigliole d’Asti, con la Barbera d’Asti che progredisce del 1,4%, il Ruché di Castagnole Monferrato del +5,7%, il Nizza del 32,5% e il Terre Alfieri del 38,2 %. Cresce anche il Piemonte Doc (8,1%), di cui brillano le tipologie rosate, a dimostrazione del sempre maggiore interesse nei loro confronti da parte dei consumatori.

L’incremento sensibile dell’imbottigliato conferma la solidità delle nostre aziende, che anche in periodo di restrizioni hanno dimostrato un’ottima tenuta – dichiara Filippo Mobrici, presidente del Consorzio –. Questo mette in evidenza la salubrità del nostro comparto e delle nostre imprese, sottolineando quanto, in condizioni di relativa normalità, i nostri vini siano proiettati a esprimersi sempre di più. Registriamo inoltre con soddisfazione la tenuta dei prezzi all’ingrosso di vino sfuso, un elemento che riguarda il valore e dal quale non possiamo prescindere, anche per remunerare dignitosamente il vigneto”.

“Quella dei vini rosati è una tendenza diffusa alla quale anche il nostro territorio si dimostra capace di rispondere con successo. Parliamo di una tipologia che cresce negli apprezzamenti, perfetta per un consumo estivo. Il Monferrato è anche questo, una proposta trasversale che riesce a intercettare i gusti dei consumatori e a offrire una proposta variegata” conclude Mobrici commentando la crescita del Piemonte Doc Rosato (+171,2%) e del Monferrato Doc Chiaretto (39,4%).

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