Millennials e GenZers credono in un nuovo modello di sostenibilità

di Federica Borasio

Il report firmato Enpaia e Censis rivela una crescente sensibilità delle nuove generazioni verso i temi dello sviluppo sostenibile, di cui l’agricoltura è parte essenziale.

Fondazione Enpaia e CENSIS hanno presentato il terzo Osservatorio del mondo agricolo dal titolo “La riscoperta dell’agricoltura nella youth economy”, che fotografa il rapporto di millennials e genZers con la terra, la produzione e il consumo di cibo, l’impresa e il lavoro in agricoltura. Dalle interviste compiute emerge chiara la nuova vocazione green delle generazioni più giovani, che si mostrano pronte a rilanciare i valori di un’agricoltura sostenibile nel perimetro della youth economy dopo l’esperienza dell’emergenza sanitaria.

Per 9 giovani su 10 sostenibilità ambientale e lotta al riscaldamento globale sono la priorità nell’agenda italiana del futuro prossimo, e l’agricoltura è, a sua volta, il settore che prima e meglio degli altri ha interpretato tali priorità. Si capisce così perché il 60% della generazione Z considera gli agricoltori il soggetto che più degli altri ha operato per rendere il sistema alimentare sostenibile. Meno convinti invece i millennials, tra cui questa percezione è condivisa dal 48% degli intervistati. L’agricoltura sostenibile si traduce anche in concrete opportunità lavorative, con l’88,7% dei millennials intervistati che si dichiara convinto che essa generi occupazione di qualità, con valori che crescono all’89,5% tra i giovanissimi della generazione Z.

Per il 51,7% per cento dei giovani l’agricoltura si rilancerà prima di altri settori nel post Covid-19 e per l’82% la sua ripresa sarà decisiva per quella di altri ambiti oggi in difficoltà, dal turismo alla filiera del food, con valori che restano trasversali a millennials e genZers. Quasi il 91,7% dei giovani italiani è, inoltre, favorevole a dare aiuti alle imprese agricole che scelgono di investire nelle tante forme di sostenibilità ambientale.

Dai risultati è emerso che i giovani si stanno riavvicinando all’agricoltura non in quanto riscoperta del passato, ma perché rappresenta un sistema di pratiche e valori in sintonia con il mondo che vorrebbero, fatto di attenzione ad ambiente, persone e comunità, molto diverso dalla società in cui si sono abituati a vivere. Nonostante il 60,2% degli intervistati sia convinto che il percorso verso la crescita nel post Covid-19 sarà lungo e difficile e il 43,3% teme di perdere il lavoro, i giovani mostrano un’inattesa tenacia: l’89,8% ritiene che per questa fase così difficile ci si debba sforzare per realizzare i propri progetti e raggiungere i propri obiettivi.

Millennials e generazione Z hanno idee precise su come vogliono vivere nei prossimi anni, tra digital e sostenibilità. Il 58% farà i propri acquisti ricorrendo all’e-commerce e a farlo saranno i giovani della generazione Z (70,2%) più dei millennials (54,6%). Il 62,8% dei giovani aumenterà l’attenzione a ridurre gli sprechi, con quote analoghe tra generazione Z (60,7%) e millennials (63,5%); il 46,4% farà la raccolta differenziata dei rifiuti (il 45,5% della generazione Z ed il 46,7% dei millennials); il 32,2% acquisterà prodotti locali e a km zero per ridurre l’inquinamento (il 26,7% tra la genZ e il 34,2% tra i millennials). Infine il 32,1% eviterà acquisti di prodotti e/o confezioni in plastica (il 43,8% tra la generazione Z ed il 27,9% tra i millennials).

Secondo il presidente della Fondazione Enpaia, Giorgio Piazza “I dati dell’Osservatorio dimostrano ancora una volta come il settore agricolo costituisca un asset strategico per l’economia nazionale e per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese. L’agroalimentare è il settore del futuro e sarà il traino per la ripresa economica del Paese post pandemia. A mio avviso – aggiunge Piazza – sono tre i cardini su cui puntare: innovazione tecnologica, sostenibilità e giovani. Soprattutto bisognerà sostenere concretamente questi ultimi, convinti che il percorso post Covid sarà lungo e difficile, ma al tempo stesso determinati nel realizzare i propri progetti e raggiungere i propri obiettivi. Stabilità del lavoro e protezioni sociali costituiscono le maggiori incertezze delle nuove generazioni, ma anche il terreno su cui verranno misurate le istituzioni e la rappresentanza politica”.

Per il Presidente del CENSIS, Giuseppe De Rita Per tornare a crescere non basteranno Stato, piani dall’alto e tanti soldi: fondamentale sarà stimolare la voglia di fare impresa degli italiani combattendo la tentazione psichica ad accucciarsi, a valutare il rischio come minaccia e a cercar sempre e solo protezione. Ecco perché i giovani sono pronti a giocarsela in agricoltura, sono un esempio concreto di come ripartire dal basso, dalla voglia di fare delle persone. Su questo è importante puntare, tutto il resto, inclusi i piani con tanti finanziamenti, servono d’aiuto”.