L’Amarone torna a crescere sui mercati (+38% imbottigliato)

di Daniele Becchi

Marchesini: premiate le misure contenitive adottate dal Consorzio. Bene anche il prezzo medio e le giacenze, in calo dell’8%.

Il Consorzio Valpolicella riferisce della ripresa delle sue Denominazioni, che nei primi cinque mesi dell’anno registrano una crescita degli imbottigliamenti pari al 18% su base annua, per un corrispettivo di circa 30 milioni di bottiglie. Il dato supera del 14% anche l’imbottigliato registrato dalla denominazione nei primi 5 mesi del 2019. A guidare questo fenomeno è stato l’Amarone, che vola nei 5 mesi a + 38% nonostante un gennaio-Covid balbettante (-24,5%). Si tratta, secondo l’analisi del Consorzio, della miglior performance mai registrata nell’ultimo decennio per il prodotto premium della Valpolicella. “In totale – ha detto il presidente del Consorzio, Christian Marchesinisono 7,4 milioni le bottiglie di Amarone immesse sul mercato nel periodo, 2 milioni in più rispetto allo scorso anno. Segno che il business è ripartito molto bene per il nostro vino di punta. E se il dato a volume è premiante, anche il valore lascia ben sperare dopo il recente incremento del prezzo dello sfuso (+4,5%) registrato nei listini della Camera di Commercio di Verona. Un combinato disposto – ha concluso Marchesini – generato da una parte dalle misure contenitive adottate dal Consorzio nell’ultimo biennio, dall’altra dalla vivacità commerciale di molte piccole imprese, che si sono mosse repentinamente su terreni inusuali come e-commerce e Gdo”.

Torna a correre anche l’imbottigliamento del Valpolicella, che mette a segno un +14% grazie anche a una forte accelerazione nel mese di maggio (+48%); segnalato in ripresa il Ripasso, che chiude i 5 mesi dell’anno a +12%. Bene anche il fronte delle giacenze, in contrazione per tutte le tipologie. Il -8% registrato rispetto allo scorso mese di maggio equivale a oltre 5 milioni di bottiglie in meno in cantina.

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