Approvare la legge sul bio per non perdere il primato nazionale

di redazione

Appello congiunto delle associazioni italiane affinché l’iter di approvazione della legge non subisca stop deleteri per l’economia nazionale.

Mentre non accenna a placarsi la discussione attorno al testo della nuova legge sul Bio, che, ricordiamolo, deve essere approvato senza modifiche dalla Camera dei deputati per diventare legge, le associazioni che rappresentano la produzione bio e biodinamica lanciano un appello unitario affinché la norma, ritenuta fondamentale dalle medesime, non si incagli nei palazzi della politica. “All’agricoltura biologica serve una legge che la valorizzi ulteriormente e orienti il settore, cresciuto fortemente negli ultimi anni. Una legge che spinga la ricerca, la formazione, il sistema dei controlli. E questo non solo perché c’è un mercato sempre più aperto a prodotti puliti e buoni, ma soprattutto perché cresce la consapevolezza dei cittadini sui danni apportati all’ambiente e alla salute dai decenni d’industrializzazione selvaggia dell’agricoltura, un’attività che invece vive dell’equilibrio ambientale e naturale. Se il nostro Paese facesse altre scelte, perderebbe l’occasione unica offerta dal Green Deal europeo, che con la strategia Farm to Fork e il Piano d’azione Europeo per il biologico mira a una crescita consistente del settore e prevede di conseguenza un adeguato sostegno economico dedicato a questa agricoltura sostenibile certificata” questa la sintesi di una nota congiunta firmata Aiab, AssoBio e FederBio.

Ma il via libera finale della norma potrebbe essere ostacolato a vari livelli, soprattutto dall’alzata di scudi di una parte del mondo scientifico sull’equiparazione del biologico con il biodinamico. “Una polemica che – come spiega lo stesso appello – ha pochi motivi di essere. L’agricoltura biologica è normata e certificata nell’Unione europea ormai da 30 anni, così come l’agricoltura biodinamica, tanto è vero che le normative riconoscono le pratiche agronomiche e i preparati della biodinamica”, sottoposta anch’essa al sistema di certificazione obbligatorio, ed è per questo che i prodotti biodinamici riportano il logo europeo del bio”.

Le associazioni spiegano che i prodotti biologici e biodinamici sono ottenuti sulla base di normative trasparenti e sottoposti a controlli e certificazione da parte di organismi accreditati, autorizzati e vigilati da Autorità pubbliche nazionali. “In realtà – proseguono le associazioni – la biodinamica nel disegno di legge è stata inserita proprio in quanto già oggi certificata biologica. Gli stessi preparati biodinamici, descritti come pratiche esoteriche, sono in realtà mezzi tecnici iscritti nell’elenco dei prodotti ammessi per il biologico dai Regolamenti UE e regolarmente autorizzati al commercio dai decreti ministeriali in vigore nel nostro Paese”.

Secondo le associazioni il disegno di legge approvato dalla Camera nel 2018 e dal Senato a maggio 2021 è una straordinaria occasione per l’agricoltura italiana, già leader in Unione europea e nel mondo per la produzione biologica. Le nuove politiche europee per il Green Deal, con la strategia Farm to Fork e il Piano d’Azione Europeo per il biologico, mirano infatti a una crescita consistente del settore e prevedono di conseguenza un adeguato sostegno economico dedicato al bio. “Solo i Paesi europei che sapranno attrezzarsi per cogliere anche questa opportunità – conclude l’appello – potranno utilizzare risorse economiche per il sostegno all’agricoltura, la promozione dei prodotti alimentari e la ricerca che l’Unione europea ha espressamente vincolato all’agricoltura biologica, con il Piano d’Azione Europeo per il biologico approvato recentemente”.