Villa Saletta e il Chianti che non ti aspetti sulle colline pisane

di Elena Morganti

La cantina-fattoria di Palaia (proprietà UK) lancia un tour in 6 tappe italiane di alta ristorazione. Ecco la nostra degustazione delle etichette firmate da David Landini.

Villa Saletta va in tour in quattro città italiane – Arco (Tn), Milano, Verona e Roma – per presentare i propri vini in abbinamento con la cucina di grandi chef. Villa Saletta Tour vedrà la realizzazione di sei cene aperte al pubblico (dal 25 giugno a fine ottobre) in alcuni esclusivi ristoranti italiani: Peter Brunel ad Arco (Tn), Glass Osteria a Roma, All’Oro sempre a Roma, IYO Experience a Milano, Osteria la Fontanina a Verona e Giancarlo Morelli dell’Hotel Viu Milan a Milano.

INVESTIMENTO DA 250 MILIONI

L’azienda di Palaia, sulle colline pisane, è una bella realtà di 720 ettari di proprietà della famiglia inglese Hands. Vino e agricoltura sono il fil rouge di un imponente progetto che darà vita, nell’antico borgo trecentesco Villa Saletta, a una proposta di hospitality lusso.

Con un investimento di 250 milioni di euro, di cui 60 milioni già investiti per l’acquisizione della tenuta avvenuta nel 2000, per la costruzione della cantina provvisoria e per l’espianto e l’impianto delle vigne, si lavorerà affinché questa antichissima tenuta risalente al 980 d.C., data del primo resoconto scritto sulla produzione di vino nella sue terre, possa non solo tornare a nuovo splendore ma diventare una realtà virtuosa, promotrice del vino di qualità, legata e connessa con il territorio.
La cantina attuale, progettata dallo studio Rossiprodi, sorge in località Montanelli a Palaia in provincia di Pisa.

La parte agronomica, già attiva, è dal 2015 sotto la direzione dell’enologo ed agronomo David Landini, toscano di origini, che è anche direttore di Villa Saletta dove si producono vini da uve sangiovese, cabernet franc, cabernet sauvignon e merlot allevate in pari proporzione su 30 ettari, di cui 17 a regime. I vigneti arriveranno ad un massimo di 40 ettari.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Landini, che ha alle spalle importanti collaborazioni tra cui Antinori, Frescobaldi, Bertani Domains, firma i vini, di cui attualmente si producono 100mila bottiglie annue. Abbiamo degustato una selezione delle etichette dell’azienda che attualmente produce: lo Spumante Rosè, il Rosato, il Chianti Superiore e gli Igt Toscana Chiave di Saletta, Riccardi, Giulia e 980 AD. Vini che vanno dai più briosi e versatili a quelli più importanti, passando per sfumature di frutto succose e seducenti, morbidezze vellutate, ma anche schiettezze che ricordano uno dei territori più celebri della provincia di Siena.

Spumante rosé, metodo classico millesimato 2014

Uvaggio: 100% sangiovese da uve di un unico vigneto della tenuta
Vinificazione e affinamento: 4 anni di riposo sui lieviti, sboccatura a mano e dosaggio zero.

Di un rosa tenue luminoso, tendente al dorato e con numerose bollicine persistenti e paffute. Al naso regala aromi delicati di pasticceria, croissant, crema e note di fiori secchi. In bocca rivela una piacevole vena sapida, che gioca con la pastosità della bolla e con una rotondità conferita anche dall’affinamento della cuvée, in parte maturata in tonneaux. Il finale sfuma in una gradevole sensazione minerale. Perfetto per un aperitivo saporito, senza temere capperi né acciughe e ideale con i frutti di mare, non solo come antipasto ma anche in un primo piatto, come una pasta allo scoglio, oppure – perché no – con un primo condito con ragù bianco di cortile.

Rosé 2020 (Spumante rosato italiano) campione da vasca

Uvaggio: 25% sangiovese, 25% cabernet franc, 25% cabernet sauvignon, 25% merlot, da grappoli selezionati a mano
Vinificazione: separata per ciascuna varietà. Diraspatura e contatto di 8-12 ore con le bucce a bassa temperatura, poi spremitura e fermentazione in acciaio inossidabile
Affinamento: maturazione sur lie in acciaio a una temperatura costante di 16°C per 6 mesi, poi blend delle varie cuvée e imbottigliamento

Rosa tenue e lucente nel calice, al naso presenta un bouquet vivace e tra aromi di ciliegia, note agrumate e accenni minerali. L’ingresso al palato è morbido, ma il vino si rivela subito fresco e sapido, con un piacevole ritorno dei sentori agrumati avvertiti all’olfatto. Una sensazione che accompagna il sorso fino al finale, tra richiami gessosi e sfumature amaricanti che ricordano la buccia d’arancia. Da provare a tutto pasto per divertirsi con l’abbinamento a piatti diversi, dalle insalate a base di frutti di mare, anche con pomodori secchi e sapori decisi, ai primi piatti con sughi rossi di pesce, fino ai secondi come la carne bianca ai ferri.

Chianti Docg Superiore 2016

Uvaggio: 94% sangiovese, 3% cabernet sauvignon, 3% merlot
Vinificazione: separata per le diverse varietà. Diraspatura, fermentazione a una temperatura tra i 26° e i 28° C in vasche di acciaio inox con periodo di contatto con le bucce di circa 2 settimane per il sangiovese e 20 giorni per merlot e cabernet sauvignon. Malolattica in barrique e in vasche d’acciaio inox.
Affinamento: 14 mesi in botti di rovere di Slavonia e barriques di secondo passaggio

Rosso rubino vivo e di bella trasparenza. Il bouquet racconta un vino ancora giovane e vivace, tra aromi intensi di frutto maturo – una ciliegia asprigna -, sentori lievemente ematici e note stuzzicanti di ginepro. Al palato rivela un frutto succoso e una bella freschezza che allieta la beva. Il tannino è morbido, anche se ha ancora strada da fare, e il gusto richiama sensazioni di spezia dolce e delicate sfumature boisé. Un sorso rotondo ed equilibrato, con un carattere che strizza l’occhio a Montalcino e che accompagna bene un primo piatto ricco a base di carne o un secondo gustoso. Carne ai ferri sì, ma aromatizzata con un battuto di erbe o accompagnata da una salsa saporita.

Chiave di Saletta, Toscana Igt 2015

Uvaggio: 50% sangiovese, 20% cabernet sauvignon, 20% cabernet franc, 10% merlot
Vinificazione: fermentazioni separate per le diverse varietà di uve
Affinamento: 14 mesi in barrique di rovere francese, solo in parte nuove e successivo assemblamento delle masse prima dell’imbottigliamento

Di colore rosso rubino profondo, al naso rivela aromi di piccoli frutti, amarena, frutti di bosco, note di foglia di pomodoro e di tabacco, liquirizia e una balsamicità mentolata. Al palato entra vellutato e regala un sorso rotondo, tra sensazioni di affinamento, richiami di liquirizia e una trama tannica setosa. Acidità e sapidità giocano in equilibrio fino al finale, lungo e balsamico. Un vino per piatti strutturati, come cacciagione e umidi, ma anche formaggi stagionati.

Saletta Riccardi, Toscana Igt 2016

Uvaggio: 100% sangiovese, grappoli selezionati a mano solo nelle migliori annate
Vinificazione: diraspatura, spremitura delicata e fermentazione del mosto a temperatura controllata in tini troncoconici di rovere per 3 settimane, poi fermentazione malolattica in botte
Affinamento: 24 mesi in barrique di rovere di Slavonia, nuove, di primo e secondo passaggio
Di un bel rosso rubino intenso e vivace, al naso si apre lentamente tra aromi di frutto pieni e succosi, note dolci di affinamento, ricordi di cuoio e di inchiostro. In bocca è fresco e richiama una nota sapida di sottofondo, presente anche in altri vini della tenuta. La trama tannica è morbida e il frutto ritorna anche al palato in tutta la sua pienezza, bilanciato da sensazioni più austere che vanno verso la liquirizia. Un sorso come un vestito da sera, di velluto e con uno strascico lunghissimo e seducente.

Saletta Giulia, Toscana Igt 2016

Uvaggio: 60% cabernet franc, 40% cabernet sauvignon, solo grappoli selezionati
Vinificazione: fermentazione in parte integrale in barrique nuove e in parte in piccole vasche di acciaio inox a temperatura controllata di 26° C con periodo di contatto con le bucce di 3 settimane. Fermentazione malolattica in barrique di rovere francese e successivo blend delle diverse masse
Affinamento: 24 mesi in barrique e 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione

Rosso rubino vivace e deciso, al naso regala un profumo intenso di amarena, tanto che sembra di addentarla. Un’amarena succosa, dolce, quasi sciroppata, tra note vanigliate e boisé. Al palato è vellutato e avvolgente, di bella freschezza, con tannino levigato e un calore che scalda sul finale. La sensazione di frutto si mescola alle note di affinamento e sfuma in un finale lungo, dai ricordi di cacao. Da abbinare a piatti complessi e profumati, cacciagione in umido o un agnello cotto lentamente, preparato con prugne, mele o frutta secca.

980AD, Toscana Igt 2015

Uvaggio: 100% cabernet franc
Vinificazione: pressatura soffice, fermentazione integrale in barrique di rovere di Allier e fermentazione malolattica in barrique di rovere francese nuove
Affinamento: 24 mesi in barrique e tonneaux di rovere francese e ungherese e almeno 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione

Di un rosso rubino scuro e profondo, quasi impenetrabile. Al naso regala un bouquet ampio con aromi di ciliegie dolci e mature, mirtillo, amarena e uva spina nera, tra note di liquirizia e foglia di pomodoro e sensazioni di affinamento, con spezie dolci e balsamiche. Il sorso è caldo e vellutato, con un tannino morbido che avvolge il palato, bilanciato da una freschezza vivace. Il finale è lungo e speziato, con ritorni balsamici e mentolati. Da abbinare a piatti complessi e dal gusto intenso, come brasati, stufati e umidi di cacciagione, ma anche con formaggi di lunga stagionatura e grande persistenza gusto-olfattiva.