Approvata la zonazione del Chianti Classico

di Daniele Becchi

Undici unità geografiche aggiuntive che distinguono il territorio di produzione del Gallo Nero in aree più ristrette e dotate di maggiore omogeneità. Modificato anche l’uvaggio della Gran Selezione, che vede crescere al 90% la percentuale minima di sangiovese.

Castellina, Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve, Lamole, Montefioralle, Panzano, Radda, San Casciano, San Donato in Poggio (comprensivo dei territori di Barberino Tavarnelle e Poggibonsi), Vagliagli: queste le undici sottozone, in termini tecnici UGA – Unità Geografiche Aggiuntive, individuate dal Consorzio Chianti Classico all’interno del proprio territorio di produzione e approvate dall’assemblea dei soci a larghissima maggioranza. Obiettivo dichiarato di questa modifica, che per adesso riguarderà solamente la Gran Selezione, è suddividere il territorio di produzione in aree più ristrette e dotate di maggiore omogeneità, per arrivare ad indicare in etichetta il nome del borgo o della frazione dove il vino ha origine.

L’iniziativa consentirà, stando a quanto dichiarato dal Consorzio, di rafforzare la comunicazione del binomio vino-territorio, aumentare la qualità in termini di identità e territorialità, consentire al consumatore di conoscere la provenienza delle uve e stimolare la domanda attraverso la differenziazione dell’offerta. L’introduzione del nome del villaggio in etichetta servirà infatti ad intercettare e soddisfare l’interesse dei consumatori che, in numero sempre maggiore, desiderano approfondire la conoscenza del rapporto fra i vini del Gallo Nero e il loro territorio di origine.

E’ il territorio che fa la differenza: è da sempre uno dei nostri motti preferiti – osserva Giovanni Manetti, presidente del Consorzio -. Quello del Chianti classico è un territorio davvero unico dove il vino rispecchia il territorio come un’immagine fotografica in negativo, e per questo è così importante sia preservare il suo contesto ambientale e paesaggistico che poterlo raccontare al consumatore, nelle sue varie sfaccettature, anche attraverso l’etichetta“.

Nel corso dell’assemblea è stata approvata anche una modifica al disciplinare per quanto riguarda l’uvaggio del Chianti classico Gran Selezione, aumentando dall’80 al 90% la percentuale minima di Sangiovese, ed eliminando in caso di blend l’utilizzo dei vitigni internazionali a bacca rossa. Resta invece possibile impiegare vitigni autoctoni, fino al 10%.

Consigliati