Il sistema cooperativistico punta deciso sul Biologico

di Carlo Spagnolo

Tra certificazione bio e volontarie cresce il numero di cooperative agroalimentari che investe in sostenibilità e rispetto dell’ambiente.

Un’indagine realizzata da Alleanza Cooperative Agroalimentari su un campione rappresentativo delle proprie associate, ha rivelato che il 61% delle cantine cooperative interpellate è attualmente assoggettata al metodo di produzione biologica e che il 51% ha già conseguito uno standard di certificazione volontaria. Dalle interviste è inoltre emerso che tra coloro che non hanno ancora aderito ad uno schema di certificazione, l’80% si dichiara intenzionata in futuro ad aderire.

Il campione individuato è composto da cooperative operanti in diverse regioni italiane e con classi di fatturato disomogenee, che rappresentano nell’insieme oltre il 70% del giro d’affari complessivo della cooperazione. Rispetto alle cantine che hanno già una certificazione volontaria, la maggioranza (53%) ha optato per lo schema SQNPI, seguite a distanza da Equalitas (19%) e Viva (15%). Il 22% del campione ha già presentato almeno un’edizione del bilancio di sostenibilità.

L’analisi ci ha restituito risultati molto positivi – commenta il coordinatore del Settore Vitivinicolo Luca Rigottiche confermano in primo luogo il crescente appeal della produzione biologica presso le nostre associate. Rispetto alla certificazione volontaria, i dati dimostrano la necessità che si metta ordine tra i vari schemi esistenti e che si promuova uno standard unico di sostenibilità, avendo cura che le imprese già certificate con uno dei sistemi esistenti non debbano sostenere ulteriori costi diretti e indiretti per conseguire la nuova certificazione”.