USA e UE firmano una tregua quinquennale sui dazi alle esportazioni

di redazione

I rappresentanti dei due governi trovano l’accordo per mettere fine alla guerra commerciale che tanto ha inciso sugli scambi tra le due sponde dell’Atlantico.

A margine del recente G7 Stati Uniti e Ue hanno firmato una tregua sui dazi per cinque anni, trovando un accordo sulla vicenda Airbus-Boeing. Una decisione questa tanto inattesa quanto foriera di importanti risvolti economici, visto che salva, per la sola Italia, mezzo miliardo di euro di export italiano tra formaggi, salumi, liquori, agrumi e succhi di frutta, che da ottobre 2019 a febbraio 2021 hanno subito dazi aggiuntivi del 25%.

Una notizia molto positiva per tutto il nostro agroalimentare che dà avvio ad una nuova stagione – afferma il sottosegretario alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio – Gli Stati Uniti rappresentano per l’Italia il primo mercato extra-Ue, e sono il principale buyer di vino al mondo”.

“Lo stop di cinque anni a dazi e altre ritorsioni tariffarie tra Unione europea e Stati Uniti non solo rappresenta un’ottima notizia per le aziende e i lavoratori italiani ed europei, ma sancisce soprattutto l’avvio di una nuova stagione di relazioni diplomatiche e commerciali tra le due sponde dell’Atlantico, con riflessi consistenti anche per l’interscambio di prodotti agroalimentari”. Così Paolo De Castro, membro S&D della commissione Commercio internazionale del Parlamento Ue, commenta l’accordo raggiunto.

Per la Presidente di Federvini Micaela Pallini si tratta di un passo di grande importanza per il rilancio di uno dei settori di punta del Made in Italy nel mondo “E’ una bellissima notizia, visto che gli Stati Uniti rappresentano il nostro principale mercato di esportazione, anche per quanto riguarda gli aperitivi, i liquori e gli amari italiani. Negi ultimi anni la crescita era stata esponenziale. Poi l’arrivo dei dazi ha rappresentato una durissima battuta d’arresto, a cui si è aggiunta la crisi pandemica che ha bloccato le attività fuori casa. Adesso ci aspettiamo un rapido rimbalzo. Ecco perché il congelamento dei dazi ci fa ben sperare, ma non basta per una futura crescita duratura”.