Glifosato: quattro paesi europei chiedono il rinnovo dell’autorizzazione all’uso

di redazione

Ungheria, Paesi Bassi, Svezia e Francia si schierano a favore del controverso pesticida che in Italia rimane vietato nelle zone frequentate dalle persone.

Le autorità europee EFSA e ECHA hanno nei giorni scorsi ricevuto un documento di 11.000 pagine, redatto dalle autorità nazionali di Francia, Ungheria, Paesi Bassi e Svezia, che sostiene il rinnovo dell’autorizzazione quinquennale all’uso del glifosato nell’UE, in scadenza a dicembre 2022. Stando al documento redatto dalle autorità dei quattro paesi, note come note come AGG – Assessment Group of Glyphosate, il glifosato non sarebbe né cancerogeno, né mutageno né tossico per la riproduzione, pur non mancando dubbi circa il suo impatto sulla biodiversità, tema sul quale raccomandano ulteriori approfondimenti.

Una presa di posizione in parte inattesa, specialmente da parte del governo francese, il cui presidente Macron nel 2017 promise di vietare il glifosato entro tre anni e che, in tempi più recenti, ha introdotto incentivi per dimezzarne l’uso entro il 2022. Il glifosato ha attualmente una classificazione armonizzata come causa di gravi lesioni oculari e come tossico per la vita acquatica con effetti di lunga durata. Non esiste invece alcuna classificazione per mutagenicità delle cellule germinali, cancerogenicità o tossicità riproduttiva. La proposta dei quattro Stati membri non prevede una modifica alla classificazione esistente.

La fase finale della valutazione spetta adesso alle due autorità europee, che pubblicheranno i documenti sui loro siti web e avvieranno, a partire dal prossimo settembre, una consultazione on line. Raccolti i commenti, Echa e Efsa stileranno le loro conclusioni, attese tra circa 12 mesi. Sarà quindi la Commissione europea a preparare una proposta legislativa sulla base dei pareri scientifici, da presentare ai paesi membri.

In Italia resta il divieto di uso del glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie, ma anche l’utilizzo nei campi per accelerare la maturazione e la raccolta. “L’Italia che può contare sull’agricoltura più green in Europa deve porsi all’avanguardia nelle politiche di sicurezza alimentare nell’Unione Europea e fare in modo che – sottolinea la Coldiretti in una nota – le misure precauzionali introdotte a livello nazionale riguardino coerentemente anche l’ingresso in Italia di prodotti stranieri come il grano proveniente da Stati Uniti e Canada dove viene fatto un uso intensivo di glifosato proprio nella fase di preraccolta secondo modalità vietate in Italia dove la maturazione avviene grazie al sole. Con l’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada (CETA) nel 2020 le importazioni di grano canadese in Italia sono aumentate del 70% rispetto all’anno precedente per un totale di circa 1,7 miliardi di chili ma il problema – conclude la Coldiretti – riguarda anche fagioli, lenticchie e ceci provenienti soprattutto da Paesi come gli Stati Uniti e il Canada dove vengono fatti seccare proprio con l’utilizzo del glifosato”.