L’Abruzzo del vino che valorizza il vitigno

di Lucia Immacolata Migliaccio

Una selezione degli assaggi che hanno lasciato il segno alla degustazione in anteprima dei vini accompagnati dal Consorzio Vini d’Abruzzo.

Con la consapevolezza del proprio patrimonio paesaggistico, di cultura ed enogastronomia, l’Abruzzo riaccende i riflettori su un grande museo all’aperto, fatto di panorami tra mare e campagna mozzafiato, punteggiato di borghi, abbazie, eremi e castelli, masserie, bagli che odorano ancora di storia, di fatica. E si racconta attraverso il vino che diventa la voce narrante del territorio.

L’assaggio di più di 200 etichette rende impossibile non notare gli enormi passi in avanti dell’intero comparto vitivinicolo abruzzese. Accanto ai capisaldi Pepe, Masciarelli, Cataldi Madonna, Zaccagnini, altri sono emersi per classe e qualità, seguendone le orme e confermando l’intento di eccellere con costanza, vendemmia dopo vendemmia. E così, oggi Abbazia di Propezzano, Ausonia, Barone Cornacchia, Cirelli e tante altre realtà vanno a rafforzare l’olimpo dell’eccellenza abruzzese.
Tutti con l’obiettivo comune di interpretare al meglio i due vitigni che legano con forza il loro nome all’Abruzzo, il Montepulciano ed il Trebbiano, ai quali si affiancano con molte soddisfazioni i vitigni locali, quali Passerina, Pecorino, Cococciola e Montonico.

ESPERIENZE DI VINO

Dalla Costa dei Trabocchi alle alture aquilane, ogni cantina ha saputo trovare la propria strada, migliorando la qualità di ciascuna etichetta con l’obiettivo di mostrare ai turisti le tante facce di questa terra e l’ampia proposta enologica.
L’appeal dell’Abruzzo si arricchisce infatti di numerosi format: trekking nei vigneti, degustazioni all’aperto, gustosi pic-nic in vigna, e quello proposto da Tenuta Oderisio è “sintesi” perfetta tra enogastronomia, bellezze e natura. Ma anche safari fotografici e degustazioni armonizzate dalle campane tibetane, esperienza molto particolare proposta dall’Azienda Fontefico che mira ad aprire le porte della percezione per arrivare a toccare il vino nella sua essenza più profonda. Tassello importante nella mappa dell’enoturismo di qualità in Abruzzo è rappresentato dal Castello di Semivicoli di proprietà della famiglia Masciarelli, con il suo maestoso profilo nel comune di Cascacanditella: un vero e proprio Château bordolese, luogo di incontro e confronto creativo tra cultura, arte e vino.

TRA MONTAGNA E MARE

Da un punto di vista fisico, il territorio abruzzese è collocato tra gli imponenti massicci del Gran Sasso d’Italia e della Majella, la gran madre di tutte le montagne dell’Appennino e, sul versante opposto il mare Adriatico. Il paesaggio collinare è coperto da pergole a perdita d’occhio, localmente chiamata “capanna” oltre che tendone” ma tecnicamente pergola abruzzese.

Il padrone di casa è il Montepulciano, vitigno incredibilmente generoso, con immensa carica polifenolica e, la sua dotazione aromatica che così nitidamente ricorda la ciliegia con le sue plurime declinazioni, da indubbie soddisfazioni: al consumatore che vi approccia ed al contadino che riesce a coltivarlo anche in condizioni difficili. Questo vitigno, a torto o ragione, è diventato il simbolo della regione Abruzzo anche se coltivato in regioni limitrofe, sopravvivendo alla storica confusione con il Nobile di Montepulciano o imponendosi alla base della Docg Conero e del Rosso Piceno superiore.
È un vitigno che affascina per la sua duttilità: dai meravigliosi rosati, Cerasuolo, a rossi giovani da consumo immediato, sino a grandi rossi da invecchiamento.

Sinonimo di territorio sono anche i vini prodotti a base di Pecorino o Passerina, Cococciola o Montonico, sempre più scelti dai produttori e apprezzati dai consumatori. E lo sono senza dubbio quelli a base di Trebbiano, vini poliedrici, profumati di macchia mediterranea, di frutti esotici, di straordinaria acidità, da consumarsi in gioventù, alcuni, o da conservare decenni, altri, per apprezzarne le caratteristiche di longevità. Nella versione Riserva, invece, più strutturata e imponente, si presentano con ampiezze aromatiche intense, complesse, intriganti e di calibro.

DEGUSTAZIONI IN ANTEPRIMA

Impressiona considerevolmente il fatto che i vini assaggiati in anteprima – bollicine, bianchi, rosati e rossi – siano tutti perfettamente riconducibili al vitigno di provenienza. Hanno inoltre dimostrato tutti di aver subito una lavorazione stilisticamente corretta. I vini infatti risultano cristallini, puliti, fragranti.  Dall’assaggio, in ordine alfabetico, ecco i 15 vini che hanno colpito di più quest’anno.

Cococciola

Marchesi de’ Cordano, Lusciabli 2017

Affina in anfore di terracotta per 12 mesi.

È un vino estroso, dal carattere autentico e ben definito. Giallo dorato brillante, al naso articola delicate note di fiori di zagara e scorze d’arancia, che si mescolano a sentori di macchia mediterranea e frutta esotica e pan brioche. La bocca è vivace, ritmata da una piacevole lama acida che rende il sorso salino e scattante. Finale ammandorlato di buona persistenza.

Montonico

Sciarr, Abruzzo Montonico 2019

Affinamento finale in bottiglia per almeno tre mesi.

Nella zona della provincia di Teramo che confina con il pescarese, c’è un vino che nel tempo si era perduto e che adesso, invece, ha ritrovato la strada smarrita: il Montonico, pregevole vitigno autoctono che grazie all’azienda agricola Sciarr è tornato al suo antico splendore. Giallo paglierino, presenta marcati sentori iodati, con profumi tendenzialmente floreali ed erbacei incorniciati da note di drupe croccanti. Il sorso è duraturo, si beve con facilità, ma non è frivolo. Si fa apprezzare anche per la versatilità di abbinamento gastronomico.

Pecorino

Abbazia di Propezzano, Colli Aprutini 2020

Acciaio per minimo due mesi più 12 mesi di bottiglia.

Paglierino luminoso con riflessi verdolini. Profumi di erbe aromatiche e cenni salmastri lasciano poi spazio a frutta gialla e agrumi. Freschezza e sapidità in bocca, in un bel corpo mai in affanno ed un finale in linea con i toni fruttati del naso.

Ausonia, Machaon 2018

Affinamento in bottiglia per sei mesi.

Giallo paglierino con evidenti riflessi dorati. Intrigante olfatto che sotto una cornice primariamente salina fa emergere profumi vivi e pulsanti di mela limoncello, nespola, biancospino e cipria. Comunque, caldo e mediterraneo, senza concessioni all’esotico. L’approccio gustativo apparentemente morbido è subito incalzato da decisi rilievi sapidi ed anche agrumati con quadro che si irrigidisce via via che si avvicina la persistenza appena ammandorlata.

Trebbiano d’Abruzzo

Cataldi Madonna, Malandrino 2020

Maturazione in acciaio.

Un calice paglierini svela aromi di mele gialle, fiori di campo, erbe aromatiche e cenni di pesche. Leggiadro, piacevole, fresco ed immediato in bocca, caratterizzato da una vibrante vena sapida che orienta il retrolfatto su sentori agrumeti. Finale minerale.

Chiara Ciavolich, Fosso Cancelli 2019

Affina per circa 2 anni in anfore di terracotta ed in parte botti di rovere di Slavonia da 15hl usati.

È un trebbiano intrigante, distintivo, lungo e rotondo, morbido e strutturato, provvisto di un finale sapido e molto lungo. Energetico. Regala delicati sentori floreali come i fiori di sambuco e note di carattere come lo zenzero.

Cirelli, Anfora 2018

Affinamento in anfora per 12 mesi.

Veste gialla intensa, virante verso il dorato. Naso affascinante nonostante la sua sostanziale severità: cumino, rosmarino, agrumi, fiori di campo essiccati, tarassaco, ghisa. Il sorso è compatto, la materia di cui è naturalmente dotato è bilanciata perfettamente da freschezza e sapidità. Il ritorno ammandorlato accresce la complessità del liquido, che siede alla tavola di tutti in giorni, partecipandovi in modo coinvolgente e dinamico.

Tenuta Terra Viva, Sup. Mario’s 46 2018

Affina 12 mesi in botte grande, 6 mesi in fusti di acciaio e almeno 6 mesi in bottiglia.

Paglierino con luminosi riflessi dorati. Intenso e ricco, conquista con profumi floreali di fiori di campo e ginestra, aromi fragranti di frutta a polpa bianca, con sfumature di erbe aromatiche come salvia e timo, di delicate spezie e pepe bianco. Di buona struttura e intensità aromatica, ha un sorso lungo e ampio, con un frutto maturo ed espressivo, bel bilanciato da un finale sapido e di vibrante freschezza.

Sciarr, Tenuta del Professore riserva 2015

Affinamento in botti di rovere di Allier da 30 hl dove rimane per 18 mesi. Oltre a sei mesi in bottiglia.

Oro ma carico di riflessi verdolini, presenta uno stile mari e monti: crusca, fieno secco, polvere di caffè, inserite in un corredo fresco e luminoso di agrumi, erbe e fiori di campo. Ulteriormente rafforzati da un sorso dritto e dalla potente stoffa sapida. Persistente.

Cerasuolo d’Abruzzo

Fontefico, Fossimatto 2020

9 mesi in acciaio e 3 di bottiglia.

Dal colore intensissimo, carico e luminoso, questo Cerasuolo è fresco ed immediato nelle percezioni di rosa canina, lamponi, bacche di bosco e ciliegia. Dalla verve sapida in evidenza al palato, strutturato e marcato da una golosa persistenza fruttata. È un vino che sorprende per la sua freschezza anche a distanza di tanto tempo.

Masciarelli, Villa Gemma 2020

Staziona sulle fecce fini per tre mesi fino all’imbottigliamento.

Questo Cerasuolo, come nome impone, dal colore cerasuolo intenso con riflessi violacei, esprime sensazioni olfattive incentrate su note di lamponi freschi e pompelmo rosa, accompagnate da nuance floreali di glicine e lilla. Palato fresco come annunciato dai profumi, di struttura ricca, di volume e ben bilanciata da una buona sapidità; lunga la via fruttata.

Tenuta Terraviva, Giusi 2020

6 mesi di acciaio e 3 di bottiglia.

Rosa intenso, con leggeri riflessi arancio. Fedele alla consuetudine, asseconda il carattere del vitigno e propone un vino dalla personalità decisa, che conquista con aromi avvolgenti di frutti di bosco e una limpida freschezza espressiva. Al palato esprime una piacevole ricchezza fruttata, ricca e succosa, che si traduce in un sorso morbido e avvolgente, ben bilanciato da una chiusura sapida e di vivace freschezza. È un vino dalla vocazione gastronomica.

Montepulciano d’Abruzzo

Barone Cornacchia, Ris. Vigna le coste 2016

Affina in botti di rovere di Slovenia di capacità da 30 ettolitri per 14/18 mesi e successivamente in bottiglia per 6 mesi.
Profumi scuri di amarene sotto spirito, caffè, tabacco, liquirizia e genziana. Gusto serrato e ricco, con importante tecnicità e salvifica sponda acida. Persistenza lunga e speziata.

Cataldi Madonna, Tonì 2017

Affinamento in botte grande da 25hl.

Affascina la veste rubino cupo screziata di porpora cardinalizia. Non meno aristocratico l’olfatto, giocato su di un ampio spettro di spezie fini e accenti balsamici intrecciati a sentori di viola di bosco, confettura di more, ciliegia nera sotto spirito, humus, liquirizia e boisé il retrolfatto. Note terziarie in fieri. In bocca riesce a coniugare struttura di tutto rispetto e beva piacevole, grazie alla spiccata freschezza che ne bilancia a perfezione la componente alcolica, col supporto di tannini copiosi ma di estrema finezza.

Emidio Pepe, Montepulciano d’Abruzzo 2010

In vasche di cemento per due anni poi viene imbottigliato a mano con sifone e cannella di canna, senza filtrare dove viene lasciato affinare.

Rosso purpureo intensissimo e stratificato. L’approccio olfattivo speziato intenso, balsamico con piccoli frutti del sottobosco croccanti con accenti speziati. A non lasciare sguarnito il bouquet arrivano puntuali richiami alla grafite, alla terra e al sottobosco. Sorso compatto e austero, sempre trainato da una bellissima acidità e da un tannino vitale e scolpito. Immortale.