Le “sbarbatelle” che firmano un vino dal mood femminile

di Giambattista Marchetto

Claudia e Giulia Benazzoli hanno spinto l’azienda di famiglia a puntare sulle proprie etichette, con un progetto dedicato alla femminilità.

“Siamo due sorelle, e tra sorelle si condividono anche i segreti. Il segreto dei nostri vini è quello che c’è dietro l’etichetta, il lavoro che viene prima e che ha a che fare con la curiosità, la scoperta e l’amore”. Claudia (enologa) e Giulia Benazzoli (agrotecnico) introducono così alla filosofia dell’azienda vinicola di famiglia, oggi decisamente caratterizzata dalla presenza delle due “sbarbatelle” in seno all’azienda di Pastrengo, nel territorio veronese del Bardolino.

Le due sorelle hanno impresso una accelerazione al mood femminile dell’azienda. “La storia del vino, spesso coniugata al maschile, è in realtà costellata di termini femminili – evidenziano nell’introdurre il progetto Sogni di donna – Sono l’uva, la vigna, la terra, la vendemmia a far crescere il vino come fanno le madri, le nonne, le sorelle; sono loro a educarlo, a farlo diventare grande. Un grande vino”.

Oggi le donne di Benazzoli sono le due giovani imprenditrici, “ma dobbiamo ciò che siamo oggi alle tante donne del passato che ci hanno ispirate ed educate – dicono – E noi stesse possiamo essere di ispirazione alle donne in prima linea sul lavoro, donne che portano avanti tradizioni e mestieri maschili, donne che usano la loro femminilità per cambiare linguaggi e modi di settori che rischiano di invecchiare”. L’idea è dunque di raccontare Benazzoli con un linguaggio nuovo: un linguaggio al femminile. Non cliché, ma un vino “fatto da donne”.

Claudia e Giulia, ci raccontate la vostra azienda e la sua filosofia?

Siamo due sorelle. Siamo la quarta generazione di vignaiole nella nostra famiglia. Il nonno e il papà sono sempre stati produttori e commercianti di vino all’ingrosso, ma il sogno nel cassetto mio e di Giulia era poter raggiungere più persone grazie alle nostre bottiglie, e così è stato. Dal 2009 siamo fortemente coinvolte nella nostra attività avendo iniziando a produrre e vendere la nostra linea di vino imbottigliato.

Quali sono i vini che producete? Con quale filosofia?

La nostra azienda si trova nel cuore della zona di produzione del Bardolino (sponda orientale del lago di Garda) e della Valpolicella, terra di grandi rossi come l’amarone e il ripasso. Produciamo vini che raccontano da soli il territorio da cui provengono, e questa è proprio la nostra filosofia: lasciare che le nostre uve si esprimano al meglio riducendo al minimo gli interventi in cantina.

Come avete gestito un anno difficile come il 2020 e quali sono le aspettative per il 2021 e nel medio termine?

Il 2020 ci ha messo a dura prova e questo 2021 non è assolutamente da meno. La parte più difficile è stata rimanere focalizzate su quello che ci ha sempre spinto a dare il meglio, perché il non poter avere interazioni e non poter raccontare faccia a faccia la nostra storia è stato veramente duro. Ma la nostra forza è anche il nostro rapporto di sorelle, il legame della nostra famiglia e l’amore per quello che facciamo. Abbiamo imparato a non crearci aspettative, e tutto quello che arriva nel medio termine è più che positivo – per ora ci dobbiamo accontentare così, con la consapevolezza e la voglia di tornare più cariche che mai appena si potrà.

Qual è l’innovazione che vorreste apportare nella vostra azienda rispetto al passato?

L’innovazione che abbiamo apportato alla nostra azienda è stata quella di imbottigliare la nostra produzione. Sembra una cosa scontata, ma per noi non lo è. Si produceva vino, ma questo non finiva sulle tavole delle persone. Volevamo la convivialità, il poter raccontare la nostra storia, accogliere persone da tutto il mondo. Nel 2013 abbiamo aperto il nostro Wine Shop, un punto d’incontro dove scambiarsi esperienze, perché il vino non è una bevanda qualsiasi. Va apprezzato, gustato e soprattutto condiviso con gli altri.

C’è un approccio giovane al vostro lavoro? E un approccio peculiarmente femminile?

Il nostro è un approccio “Made by Women”. Crediamo in una nuova generazione di giovani viticoltori che portano il loro personale modo di essere in questa attività. Un modo nuovo e internazionale ma con solide basi nel passato, che ha il mondo come confine ma non dimentica le tradizioni di casa.

Io e Giulia ci siamo cucite l’azienda addosso e tutto qui parla di noi. Siamo due sorelle, e tra sorelle si condividono anche i segreti. Il segreto dei nostri vini è quello che c’è dietro l’etichetta, il lavoro che viene prima e che ha a che fare con la curiosità, la scoperta e l’amore. Nostro nonno e nostro papà ci hanno insegnato che essere viticoltori vuol dire questo, e vuol dire soprattutto avere rispetto. Rispetto delle tradizioni, di una vita autentica scandita dal ritmo della natura e che ha il profumo di mani abituate ad accarezzare i tralci. Rispetto del territorio, con i suoi profumi, i suoi prodotti e le sue persone.

Fate parte di una generazione digitale. Qual è il vostro approccio ad internet in termini di comunicazione e commercializzazione?

Crediamo molto nella comunicazione attraverso il mondo dei social, curiamo personalmente i nostri profili Instagram e Facebook e proprio questi canali ci hanno permesso di farci conoscere al mondo esterno. Come tutti gli strumenti devono saper essere usati, ed una presenza costante ci è servita molto anche durante il lockdown. Grazie al profilo Instagram siamo riuscite a portare molte persone sul nostro shop online, fondamentale in un momento in cui le vendite erano praticamente ferme.

Cosa significa essere giovani donne in un settore dominato dagli uomini?

Essere una donna in un settore dominato dagli uomini vuol dire semplicemente dare il massimo per riuscire ad emergere. Siamo sincere, ormai tante aziende sono condotte da donne e questa differenza non è più netta come in passato. Uomo e donna hanno potenzialità diverse, entrambe fondamentali.

Vi diverte lavorare nel mondo del vino?

Lavorare nel mondo del vino vuol dire spaziare in diversi ambiti, dalla campagna alla cantina, dall’accoglienza ai viaggi di lavoro. Non ci si stanca mai, la mente è sempre in movimento e lavorare nella propria azienda di famiglia è faticoso ma super soddisfacente.

Avete un segreto inconfessato che ci puoi rivelare?

Un segreto inconfessato? Uno solo?? 😉

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