Vino bloccato in cantina, protesta il Chianti

di redazione

Secondo Busi i ritardi nei controlli ministeriali impediscono ai produttori di vendere il vino stoccato in cantina in un momento di grande sofferenza per l’intera filiera.

Dura presa di posizione di Giovanni Busi, presidente del Consorzio Chianti, nei confronti della situazione in cui si trovano ad operare le aziende produttrici di vino che, approfittando delle previsioni contenute in un decreto Mipaaf di alcuni mesi fa, avevano richiesto lo stoccaggio del proprio vino. A causa dei ritardi con cui Agecontrol sta effettuando i controlli finali, propedeutici allo sblocco delle partite detenute da parte di Agea, le aziende non possono, secondo Busi, immettere il vino sul mercato, a ulteriore deperimento di una situazione già compromessa.

È gravissimo che il ministero non abbia organizzato i controlli durante i mesi di blocco in modo da permettere, appena possibile, di rimettere i nostri prodotti sul mercato – afferma Busi -. I produttori di Chianti hanno firmato contratti di vendita che non possono rispettare a causa dei ritardi della burocrazia, è inaccettabile. Faccio un appello al ministro Stefano Patuanelli affinché prenda atto di questa assurdità e la risolva il prima possibile. Le aziende, messe in ginocchio dal Covid, ora rischiano di non potersi rialzare per colpa della malagestione del ministero”.

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