La Sala del Torriano, due anime e un unico progetto nel Chianti Classico di San Casciano Val Di Pesa

di Elena Morganti

Definizione fragranza e piacevolezza di beva nei vini di un’azienda che sta costruendo la propria identità e che lo sta facendo bene.

L’unione di due cantine con terreni vocati in Chianti Classico, a San Casciano Val di Pesa (FI), e un team giovane e competente con l’obiettivo di crescere sempre di più a livello qualitativo, per trovare la miglior espressione possibile di Chianti del territorio.

Il progetto de La Sala del Torriano inizia quando nel 2014 Francesco Rossi Ferrini, titolare dell’Azienda Agricola Il Torriano, acquista La Sala. Si uniscono così due realtà dai possedimenti storici, i cui terreni sono passati dalle mani di vescovi e di numerose famiglie altolocate del territorio toscano, dai Giandonati nel 1260 agli Acciaiuoli nel XV secolo, fino al Granduca Alessandro de’ Medici nel 1534 e alla famiglia Corsini.

Inizia così un processo di rinnovamento, che coinvolge le tecnologie di cantina e anche la ristrutturazione dei vigneti, ma ciò che più conta è che questo si traduce in un percorso virtuoso, in cui tutto si muove a piccoli passi, alla maniera delle aziende che non partono strutturate, ma in cui l’idea su dove andare è un obiettivo chiaro e condiviso per tutti. La graduale costruzione di un’identità che armonizzi le due diverse anime aziendali, passando per la scelta del biologico e di altri espedienti sostenibili, per il lavoro in vigna e per gli esperimenti in cantina in direzione di vini eleganti e freschi, fino alla creazione di una realtà a tutto tondo che integri produzione di qualità e ospitalità in una zona che guarda Siena a due passi da Firenze.

VIGNETI, SUOLI E FILOSOFIA BIO

Oggi la proprietà può contare su 75 ettari totali costituiti da boschi, 3000 piante di ulivi e 34 ettari di vigneti. Di questi ultimi, oltre l’80% è coltivato a sangiovese mentre il restante 20% con vitigni internazionali, in particolare merlot e cabernet sauvignon. Si aggiungono varietà autoctone come il colorino e 0,4 ettari di pugnitello, da cui si stanno anche realizzando delle promettenti sperimentazioni in purezza affinate in anfora.

La collocazione dei vigneti coincide con le due aree distinte, entrambe nel comune di San Casciano Val di Pesa, che derivano dall’accorpamento delle due aziende. Quelli de Il Torriano si trovano nel crinale di Monteridolfi (dove è in cantiere il progetto per una nuova cantina), tra i 250 e i 320 metri slm, con esposizione sud. Qui l’alberese si mischia al galestro e il suolo ha una colorazione più rossa e un maggior contenuto in argilla. I vigneti de La Sala invece, si estendono in località Sorripa tra i 150 ed i 220 metri slm, dove i terreni vanno dalle tessiture più sciolte a composizioni con più accentuata presenza calcarea. Differenze queste, che permettono di giocare maggiormente sui blend in cantina, per ottenere vini freschi, fruttati e più immediati, mentre le uve provenienti dai vigneti del Torriano portano più struttura, colorazioni più intense e una maggior longevità.

Ma la qualità passa anche per un approccio sostenibile. Infatti, nel 2017 La Sala del Torriano ha iniziato la conversione al biologico, ottenendo la certificazione nel 2020. Oltre al rispetto della normativa bio, in azienda si lavora per ridurre al minimo l’impiego della plastica, e utilizzare prevalentemente energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili. Anche le lavorazioni del suolo sono ridotte allo stretto necessario e, per diminuire l’impiego degli stessi fitofarmaci consentiti in regime biologico, ci si avvale di due stazioni meteorologiche che permettono monitoraggio e interventi mirati.

VINI E MERCATI

Ad oggi dalle cantine de La Sala del Torriano escono circa 45mila bottiglie l’anno, frutto delle migliori selezioni di uve e masse, mentre il resto della produzione viene venduto sfuso. In portfolio quattro vini rossi, tra cui Chianti Classico, Chianti Classico Riserva, il Chianti Classico Gran Selezione Il Torriano, e il Rosso di Toscana Igt Campo all’Albero, ai quali si aggiunge l’Olio Extravergine di Oliva Chianti Classico Dop dagli oliveti di proprietà (anch’essi biologici).

Un’offerta che raggiunge soprattutto gli Usa, seguiti da Corea Sud, Russia, Svizzera (il quarto mercato per valore delle vendite), poi ancora Regno Unito, Germania, Austria e Taiwan. E nel 2020 il Covid non ha impedito lo sviluppo dei mercati, grazie a una maggior spinta su quelli meno colpiti dal virus e anche alla creazione di un wineclub. Uno sforzo che ha consentito di ampliare le vendite del 50%.

OSPITALITÀ

A poca distanza dai vigneti in località Moteridolfi, si trova l’agriturismo Il Torriano, posizionato nel punto più alto della strada panoramica che dal Castello di Bibbione porta a Tignanello. Qui è possibile soggiornare in quattro appartamenti in stile toscano, dotati di piscina e circondati dalla natura, con una visuale splendida sui colli circostanti. Un angolo di pace nella campagna toscana, a pochi chilometri da Firenze e non troppo distante da Siena.

DEGUSTAZIONE

Quattro etichette che guidano alla scoperta di uno stile limpido, tanto alla vista quanto all’olfatto, per vini definiti e fragranti che, con gran classe, dicono “bevimi!”.

Chianti Classico Docg 2018

Uvaggio: 95% sangiovese, 5% merlot
Vinificazione: diraspatura e pigiatura soffice, macerazione di massimo una settimana in acciaio a temperature controllate e non superiori ai 25°C
Affinamento: 15 mesi suddividendo la massa per il 50% in botte di rovere francese da 38 hl e per il 50% in piccoli serbatoi di acciaio a temperatura controllata, facilitando la micro ossigenazione. Seguono 6 mesi di riposo in bottiglia

Nel calice accoglie con un bel rosso rubino lucente, regalando al naso aromi di ciliegia matura e una nota balsamica che ricorda il ginepro, accompagnata da un’invitante sensazione pepata. Al palato è fresco e di bella beva, con una buona sapidità e un bel ritorno del frutto, per chiudere poi in un finale balsamico e piacevole. Un sorso guidato dal sangiovese ed equilibrato, che non stanca mai. Da bere a tutto pasto, specialmente con un menù alla toscana, dagli antipasti a base di crostini di fegatini e affettati, fino a primo e secondo a base di carne. Da provare anche con piatti a base di maiale, la cui grassezza può essere ben controbilanciata dall’acidità del vino.

Chianti Classico Docg Riserva 2017

Uvaggio: 90% sangiovese, 10% cabernet sauvignon
Vinificazione: macerazione di 3 settimane a temperatura controllata attorno ai 30°C, follatura e delestage per una miglior estrazione della componente polifenolica delle uve
Affinamento: almeno 18 mesi, per il 50% in botte di rovere francese da 38 hl e per il 50% in barrique francesi di terzo e quarto passaggio. Sei mesi in bottiglia prima della commercializzazione

Frutto di un’annata calda, che ha messo alla prova per individuare la giusta maturità fenolica delle uve, il Chianti Classico Riserva ha un bouquet in cui spicca un’amarena matura e carnosa, accompagnata da note balsamiche mentolate, una speziatura leggera, delicati sentori ematici e di cuoio, accenni di tabacco. Al palato è morbido, bilanciato da un grip tannico maturo e da una freschezza vivace che crea una bella tensione del gusto fino alla fine del sorso. La chiusura è calda e richiama la balsamicità e i ricordi di tabacco avvertiti all’olfatto. Un vino da abbinare a piatti strutturati e dal gusto deciso, come un secondo di cacciagione o un formaggi di lunga stagionatura.

Il Torriano, Chianti Classico Gran selezione Docg 2016

Uvaggio: 100% sangiovese raccolto a mano
Vinificazione: fermentazione di circa due settimane a partire da lieviti indigeni, macerazione di 3 settimane a temperatura controllata non superiore ai 25°C
Affinamento: 36 mesi in una singola botte di rovere francese da 38hl non tostata e almeno 6 mesi in bottiglia

Un colore rosso rubino intenso e lucente, che accoglie il naso con una ciliegia matura e dolce, ma anche prugna, piccoli frutti, accenni di tamarindo e sentori balsamici. Le note di affinamento lasciano spazio a una sfumatura aranciata, piacevole e invitante. Al palato risulta strutturato, ma anche snello e vibrante, con un tannino elegante, che asciuga senza seccare e una chiusura amaricante che ricorda a tratti la radice di genziana. Grande l’allungo finale. Un vino di classe e perfetto per piatti a base di cacciagione, importante e allo stesso tempo così piacevole nella beva, che sicuramente finirà presto una volta messo in tavola.

Campo all’albero, Toscana Igt 2018

Uvaggio: 50% merlot, 50% cabernet sauvignon da grappoli selezionati a mano in vigna
Vinificazione: macerazione di almeno 3 settimane a una temperatura controllata sotto i 30°C
Affinamento: 24 mesi in barrique di rovere francese a grana fine e bassa tostatura, di primo e secondo passaggio

Un colore rosso rubino tendente al violaceo e di bella lucentezza. Il naso parla di frutti di bosco in composta, note balsamiche di menta ed eucalipto, noce moscata e cuoio. L’ingresso in bocca è vellutato e seguito da una grande freschezza, per un gusto rotondo ma vivace, con un tannino maturo e levigato. La chiusura richiama toni di erbe amare e liquirizia.
Anche in questo caso l’abbinamento ideale è la cacciagione, ma anche un agnello preparato con spezie e frutta secca, oppure formaggi dall’affinamento lungo e dal gusto intenso, magari di pecora o di capra. Si potrebbe osare – perché no – con pietanze più esotiche e spezie orientali.