Il Bordeaux punta sul mercato Italia, partendo da Verona

di Eugenia Torelli

Crus et Domaines de France ha scelto la città scaligera per la presentazione dei vini en primeur che per un giorno ha portato nel Belpaese la place de Bordeaux.

Oltre 100 etichette dai più vocati terroir bordolesi, dal Grand Cru Saint-Emilion a Pomerol, dall’Haut-Médoc a Margaux, fino a Moulis, Saint-Julien, Pauillac, Saint-Estèphe, Pessac-Leognan e Sauternes, per scoprire l’annata 2020 en primeur ma anche il millesimo 2018 già in bottiglia, attraverso una degustazione condotta dal Master of Wine Gabriele Gorelli. Così Crus et Domaines de France, marchio della Famille Helfrich (gruppo Grands Chaise de France), ha presentato il 5 maggio scorso al mercato italiano l’annata 2020, portando per un giorno a Verona la Place de Bordeaux.

L’Italia è un mercato altamente qualificato per Crus et Domaine de France, con una presenza di clienti e critici di spessore internazionale – dice Romina Romano, country manager Italia del brand -. Quello di Verona è stato un evento privato di degustazione dei Grandi Vini di Bordeaux en primeur. Un tasting strettamente tecnico, destinato ai clienti di alto posizionamento che non potremo incontrare all’interno dei più grandi châteaux”.

CRUS ET DOMAINES DE FRANCE E LA FAMILLE HELFRICH

Attivo a Bordeaux da 5 generazioni, il marchio Crus et Domaines de France è guidato da una squadra di 25 specialisti, che gestiscono 15 proprietà della famiglia Helfrich, per un totale di 700 ettari. E sono circa 137 i produttori che hanno deciso di affidare a Grands Chais de France la distribuzione esclusiva delle etichette dei propri Chateâux. Inoltre, con il marchio Crus et Domaines de France, la famiglia è anche uno degli autorevoli négociants che presidiano la Place di Bordeaux con la vendita ‘en primeur’.

La storia della Famille Helfrich e del gruppo Grands Chaise de France inizia nel 1979 in Alsazia, regione vinicola settentrionale della Francia al confine con la Germania, nota soprattutto per i suoi vini bianchi, tra cui il Riesling.
Oggi oltre che in Alsazia, la famiglia possiede Domaine nei territori francesi più vocati per la produzione di vini fermi e Crémants, dalla Valle della Loira a Bordeaux, dal Languedoc–Roussillon fino a Provenza, Valle del Rodano, Borgogna e Jura, ma è anche partner privilegiato di altri produttori importanti delle zone più prestigiose del Paese. Un gruppo che mantiene salda la propria dimensione familiare, seppur connotato da un forte slancio internazionale che lo ha reso oggi il primo esportatore di vino francese nel mondo, con oltre 170 mercati di destinazione.

credits Andrea Liverani

IDENTIKIT DELL’ANNATA 2018 E DEGUSTAZIONE

Non è stata una stagione semplice la 2018, caratterizzata da una primavera umida e fredda, che non ha favorito l’allegagione a svantaggio delle rese, e che ha visto il verificarsi di eventi grandinigeni soprattutto nelle zone di Pessac e della riva destra. Ha seguito un’estate calda e particolarmente secca, che ha messo alla prova le viti, dando luogo anche a una maggior concentrazione nei vini.

Château de Lamarque – Haut Medoc
Uvaggio: 41% cabernet sauvignon, 41% merlot, 18% petit verdot da vigneti di circa 35 anni
Vinificazione: separata per parcella in contenitori di acciaio inox e di cemento termoregolati.
Affinamento: in barrique di rovere di Allier (40% nuove, 40% di un anno e 20% di due anni) con 3-4 travasi e chiarifica. Imbottigliamento senza filtrazione.

Il bouquet è dominato da un frutto dolce e maturo, dalla prugna ai piccoli frutti a bacca scura, con note che richiamano spezie dolci, buccia di peperone e fave di cacao appena tostate. Al palato il frutto ritorna con morbidezza e intensità, quasi da mordere, assieme a una piacevole vena sapida.

Château Petit Faurie de Soutard – Saint Emilion Grand Cru Classé

Uvaggio: 65% merlot, 30% cabernet franc, 5% cabernet sauvignon da vigne di circa 30 anni
Vinificazione: fermentazione a temperatura controllata in contenitori parallelepipedali
Affinamento: 18 mesi in botti di rovere francese, per il 60% nuove e per il 40% di un anno

Al naso un frutto maturo, dolce ed espansivo, con note vegetali e di viola, per un palato caratterizzato da una morbidezza setosa, in cui l’acidità gioca con la sapidità alleggerendo la beva. Un sorso più pronto e godibile rispetto al precedente, con un finale caratterizzato da ritorni di tabacco e di viola.

Château Yon-Figeac – Saint Emilion Grand Cru Classé

Uvaggio: 80% merlot, 14% cabernet franc, 6% petit verdot da viti di 32 anni
Vinificazione: fermentazione separata per parcelle con macerazione di 20-30 giorni
Affinamento: 12 mesi in botte di rovere, per il 40% nuove e per il 60% almeno di primo passaggio

Anche in questo caso il frutto emerge subito all’olfatto, con sensazioni carnose di prugna e amarena, che virano poi verso note più minerali di grafite e di inchiostro, accenni di tabacco e cacao. Vellutato in bocca, ma bilanciato da una decisa freschezza, mentre la mineralità cede il passo a sensazioni erbacee e mentolate che si intensificano in chiusura.

Château Haut Bages Liberal – Pauillac Grand Cru Classé

Uvaggio: 70% cabernet sauvignon, 21% merlot da vigne di circa 35 anni
Vinificazione: in contenitori di cemento, separata per parcella, con fermentazione sulle bucce di 19-22 giorni
Affinamento: 16 mesi in botti di rovere francese, per il 40% nuove e per il 40% di primo passaggio e per il 20% in anfora

Un naso intrigante di frutta fresca e asprigna, dalla fragola alla prugna e al ribes nero e note minerali che richiamano i ciottoli bagnati. Al palato una freschezza invitante allieta la beva, integrandosi con la morbidezza vellutata e carnosa e con una trama tannica importane che ripulisce il sorso sul finale, regalando una sensazione lunga e balsamica.

Château Cadet Bon – Saint Emilion Grand Cru Classé

Uvaggio: 75% merlot, 25% cabernet franc da viti di circa 50 anni
Vinificazione: in contenitori da 30-60 hl a temperatura controllata, con 3 rimontaggi giornalieri e macerazione di 25-30 giorni per il 5% della massa
Affinamento: 12 mesi in botti di rovere francese (35% nuove, 35% di primo passaggio, 20% di secondo passaggio) e per il 10% in anfora e cemento

Bouquet fresco e balsamico, in cui il frutto non si impone ma si bilancia con le altre sensazioni, dalle note floreali e di erba pepe ai tratti di grafite e liquirizia. Al palato è morbido e strutturato, ma bilanciato da una piacevole vena sapida e dall’acidità di un frutto asprigno. Il tannino interviene come la pausa che dona dinamicità a una strofa, completando un sorso di grande eleganza.

Château Dauzac – Margaux Grand Cru Classé

Uvaggio: 68% cabernet sauvignon, 32% merlot
Vinificazione: fermentazione in legno a 28°C e rimontaggi moderati
Affinamento: 15 mesi in botti di rovere francese, di cui il 65% nuove, con travaso all’occorenza

Naso invitante, godereccio, tra frutto sciroppato, speziatura di vaniglia, pepe bianco e cacao, note balsamiche di ginepro e mentolate. In bocca è velluto, ma dotato di una bella bevibilità e di una piacevole vena sapida. Una sensazione di frutto maturo e polposo stimola tutto il palato, smorzata da un tannino a tratti ancora rugoso, per poi chiudere tra richiami balsamici.

Château La Patache – Pomerol

Uvaggio: 85% merlot, 15% cabernet franc da vigne di 35-40 anni
Vinificazione: integrale in barrique per il 75% della massa
Affinamento: 15 mesi in botti, di cui il 30% nuove e il 70% di primo passaggio

Rispetto a tutti gli altri vini, qui si nota una minor estrazione, un colore più delicato. Il bouquet si orienta verso le dolcezze, dal frutto rosso – più croccante e fresco rispetto ai vini precedenti -, fino alle note di borotalco e menta piperita. Un vino realizzato attraverso vinificazione integrale, vellutato ma fresco e dalla beva scorrevole, con una trama tannica che asciuga il sorso dirigendolo verso un finale lungo e balsamico. Un vino meno concentrato che meglio risponde al gusto di un consumatore più contemporaneo.

Château Bastor Lamontagne – Sauterne

Uvaggio: 97% semillon, 2% sauvignon gris, 1% muscadelle
Vinificazione: in legno
Affinamento: 6 mesi sulle feccie

La chiusura dolce e speziata della batteria, che accoglie lo sguardo con un calice dorato e lucente. Al naso regala un bouquet che va dallo zafferano ai fiori essiccati, poi cedro candito, buccia di agrume affumicato e accenni di zenzero. Dolce al palato e di una freschezza vivace, che bilancia il sorso con classe, smorzando l’apporto glicerico della botrite. Sul finale lascia un lungo e fresco ricordo di cedro.

EN PRIMEURS 2020, L’ANNATA E I MIGLIORI ASSAGGI

Praticamente ribaltata rispetto alla 2018, la stagione 2020 è partita con temperature al di sopra della media e scarsità di precipitazioni. Il passo è poi cambiato verso la fine di agosto, grazie all’arrivo di piogge che hanno dissetato le piante e rinfrescato il clima. Nella fase finale della maturazione e in vendemmia sono stati quindi avvantaggiati i vitigni più precoci come il merlot, mentre cabernet franc e cabernet sauvignon hanno in alcuni casi faticato a raggiungere la maturazione perfetta. Ma un’annata, oltre che di eventi atmosferici è fatta anche di scelte da parte dei vigneron e di prontezza di riflessi, che hanno permesso di portare in cantina uve di buona qualità.

Ecco quindi una rassegna degli assaggi più promettenti, che sarà bello tornare a stappare tra qualche anno.

Blancs

Château Smith Haut-Lafitte – Pessac Leognan
Domaine de Chevalier – Pessac Leognan
Château Latour Martillac – Pessac Leognan

Rouges

Château Latour Martillac – Pessac Leognan
Château Smith Haut-Lafitte – Pessac Leognan
Château Siran – Margaux
Château Poujeaux – Haut Médoc
Châteaux Pédesclaux – Pauillac
Château Phelan Segur – Saint Estèphe
Château Cos Labory – Saint Estèphe
Château Petite Faurie de Soutard – Saint Emilion
Château La Gaffelière – Saint Emilion
Château La Pointe – Pomerol
Clos René – Pomerol

Sauternes

Château Suduiraut
Chât Guiraud
Chât Bastor Lamontagne