Poco ma buono, il Grillo 2020 alla prova del calice

di Elena Morganti

Una selezione di assaggi per fare il punto su un’annata stretta di volumi, ma generosa in qualità.

Si poteva prevedere già in fase di vendemmia e, una volta arrivata in bottiglia, l’annata 2020 del Grillo conferma la propria qualità. In termini di volumi il millesimo segna un record in negativo. Dalle stime del Consorzio infatti, la quantità di uva è stata la più bassa della storia dal 1848, per una totale di circa 3,7 milioni di ettolitri, da cui quasi 16,5 milioni di bottiglie. Un risultato su cui si deve considerare il peso di diversi fattori, tra cui l’effetto della siccità invernale e delle piogge di inizio giugno che hanno interessato soprattutto alcune zone dell’isola e trainato l’avvento di agenti patogeni, ma anche il controllo delle rese e la vendemmia verde operate dagli stessi produttori.

Nonostante le difficoltà – dice Antonio Rallo, presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia – i risultati complessivi del Grillo nel 2020 sono stati molto soddisfacenti e questo grazie all’impegno dei tanti produttori e al supporto del Consorzio, che non è mai mancato. Il Grillo è sicuramente tra i vitigni che hanno conosciuto maggiore crescita negli ultimi anni, in virtù di caratteristiche qualitative e di versatilità uniche: per profumi, struttura e vivacità oggi il Grillo è tra i più richiesti vini bianchi nazionali”.

E a conti fatti il risultato nel calice premia, con profumi intensi, freschezza e struttura, data anche da una certa alcolicità su cui si fa probabilmente sentire l’effetto delle alte temperature di fine luglio e inizio agosto.

DEGUSTAZIONE

Una selezione di assaggi provenienti da zone diverse della Sicilia per fare il quadro gustativo dell’annata, con anche due ‘intrusi’ classe 2019, perché il Grillo si presta anche all’attesa e a diverse sperimentazioni in affinamento.

Tenute Orestiadi Gibellina – Grillo Sicilia Doc 2020

Siamo nella Valle del Belìce, dove la terra è bianca e di media compattezza con un’elevata componente di calcare e gesso. Il microclima è asciutto e la ritenzione idrica valorizza la mineralità tipica del suolo. L’azienda, fondata nel 2008 a Gibellina (TP) e poi integrata con La Gelsomina, realtà vitivinicola dell’area etnea, ha un portfolio ampio in cui spiccano ben 3 espressioni di Grillo Doc Sicilia.

Vinificazione e affinamento: affinamento di 3 mesi in acciaio e poi almeno 4 mesi in bottiglia

Giallo paglierino tenue, dal bouquet fiorito e intenso, con aromi di litchie e frutto tropicale. L’ingresso in bocca è morbido, quasi burroso, con un’acidità che arriva subito dopo a equilibrare il sorso. Un vino strutturato e seducente, dal finale lungo che richiama le erbe essiccate.

Vaccaro – Luna, Grillo Sicilia Doc 2020

Su un terreno di tessitura media e con uno scheletro abbondante costituito da ciottoli, debolmente calcareo e con frazioni di terreni scuri e vegetali, nasce il Grillo Luna. I vigneti si trovano a circa 450 m sul livello del mare nella zona di Salaparuta (TP). Nata negli anni ’70, Vaccaro è un’azienda che mantiene ancora oggi conduzione familiare e che coltiva i vitigni del territorio, espressi in diverse linee di etichette. Luna è dedicata ai ritmi della natura.

Vinificazione e affinamento: fermentazione lenta in acciaio per 20 giorni a temperatura controllata di 11-12 C°

Giallo paglierino tenute, dal naso agrumato, che richiama i fiori d’arancio e le erbe aromatiche, mentre il frutto spicca al palato, con una pesca bianca croccante. Un sorso dotato di morbidezza e di una sapidità invitante che allunga il finale.

Mandrarossa – Costadune Grillo Sicilia Doc 2020

Ci spostiamo a Menfi (AG), dove le uve per il Grillo Costadune vengono raccolte da vigneti fino a 250 m sul livello del mare, su suoli sabbiosi e calcarei esposti a sud e sud-est. Mandrarossa è il brand ideato nel 1999 da Cantine Settesoli, con focus sull’innovazione e sulla ricerca delle specificità del terroir. La linea Costadune si concentra sull’espressività dei vitigni autoctoni.

Vinificazione e affinamento: criomacerazione delle uve a una temperatura di 5-8°C per 4-6 ore e fermentazione del mosto in vasche d’acciaio a 16-18°C per 15-20 giorni. A seguire, maturazione di 4 mesi in acciaio

Giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli ai lati del calice. Al naso spiccano note di zafferano, tra sentori agrumati, aromi di carambola e ribes. Al palato rivela subito una bella freschezza, unita a una sapidità salina avvolgente che sfuma in una chiusura lunga e piacevole.

Baglio di Pianetto – Grillo Sicilia Doc 2020

Dalle tenute palermitane di Baglio del Pianetto, arrivano le uve per due diverse espressioni di Grillo. I vigneti si trovano a un’altitudine di circa 650 m di altitudine, costantemente ventilati e sottoposti a un’elevata escursione termica tra il giorno e la notte. Le due etichette, corrispondono a due selezioni diverse e a diversi procedimenti in cantina dell’azienda ideata dal Conte Paolo Marzotto, che oggi possiede circa 160 ettari di terreni, tutti condotti in regime biologico.

Vinificazione e affinamento: pressatura soffice, illimpidimento statico dei mosti e fermentazione spontanea in acciaio a temperatura controllata (separata per raccolta). Riposo sui lieviti per 3 mesi in serbatoi di acciaio, a cui segue il blend delle basi e l’affinamento in bottiglia di almeno 2 mesi

Giallo paglierino tenue e limpido. Al naso rivela un frutto croccante, mela e litchie, note agrumate e sfumature floreali di acacia. In bocca spicca una sapidità salina che avvolge tutto il palato con una sensazione lunga e piacevole dai ricordi erbe aromatiche. Ben bilanciata la morbidezza, che non intacca la croccantezza del frutto.

Baglio di Pianetto – Timeo 2020

Vinificazione e affinamento: diraspatura e pressatura soffice, poi fermentazione a temperatura controllata in vasche di acciaio di piccole dimensioni (separata per ciascuna raccolta). Tutte le operazioni avvengono per gravità grazie alla struttura a piani della cantina. Riposo per 6 mesi sui lieviti in acciaio

Giallo paglierino tenue, con un naso più delicato rispetto alla precedente etichetta, più orientato verso il litchie e gli agrumi, la carambola e le note minerali. Al palato è croccante e di una freschezza citrina che si mescola a una nota sapida importante. Un sorso caldo e stimolante che lascia al palato ricordi gessosi, salini e di buccia di lime.

Tenuta Gorghi Tondi – Coste a Preola, Grillo Sicilia Doc 2020

I vigneti da cui proviene questo Grillo si trovano a ridosso del mare, su un terreno è pianeggiante composto da un substrato calcareo, di medio impasto tendente al sabbioso. Siamo nella zona limitrofa alla Riserva Naturale del WWF Lago Preola e Gorghi Tondi, vicino a Mazara del Vallo (TP) e l’azienda della famiglia Sala nasce proprio qui, con un forte legame con questo territorio e nel segno di una filosofia green rispettosa per l’ambiente.

Vinificazione e affinamento: fermentazione in acciaio a temperatura controllata e sosta in acciaio sulle fecce fini per 5 mesi.

Giallo paglierino tenue con riflessi verdolini. Naso floreale di acacia e leggeri accenni di ananas. In bocca è morbido e dalla sapidità salina e invitante che lascia un finale agrumato e fiorito.

Alcesti – Edesia, Grillo Sicilia Doc 2019

L’Edesia proviene dai terreni dalla costa sud-ovest dell’isola, 30 ettari collocati nel territorio che si estende tra Marsala, Mazara e Salemi, a un’altitudine variabile compresa tra i 100 e 280 m sul livello del mare.

Vinificazione e affinamento: diraspatura e pressatura soffice, fermentazione a temperatura costante di 16/18°C e affinamento in contenitori di acciaio inox per oltre 6 mesi. Almeno un mese in bottiglia prima commercializzazione

Giallo paglierino tenue con riflessi verdolini. Naso agrumato di buccia di lime e limone, erbe officinali, melissa e salvia. Al palato emerge il frutto, una pesca bianca croccante, freschezza e un buon equilibrio tra morbidezza e finale sapido, dai ricordi citrini e di erbe aromatiche.

Feudo Solaria – Kalsa, Grillo Sicilia Doc 2019

Dal nord-est della Sicilia, zona di Rodi Milici (ME), proviene il Kalsa, le cui viti affondano le radici in un terreno a medio impasto, ricco di elementi nutritivi (potassio, magnesio, calcio, ferro, zinco). Feudo Solaria è la cantina della famiglia Grasso, che ha impiantato i primi vigneti nella zona di Milazzo nel 1887. Oggi in mano alla quarta generazione, rappresenta una delle realtà storiche del territorio.

Vinificazione e affinamento: affinamento in barrique di almeno due mesi.

Giallo paglierino intenso, dal bouquet dolce che richiama quasi la mela cotogna, poi aromi di miele e fiori secchi, note di ginestra e di vaniglia. In bocca è morbidissimo, fresco e con un gusto che vira verso toni amaricanti. Un outsider che si allontana dalle caratteristiche dei Grillo più beverini per esplorare mondi fatti di meditazione e spezie orientali.

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