Le declinazioni del Vermentino lunigiano secondo Lunae

di Lucia Immacolata Migliaccio

La cantina guidata da Paolo Bosoni, che ha raccolto l’eredità della famiglia, concentra la propria attenzione sulla viticoltura e sui vitigni tradizionali.

In un angolo tra Liguria e Toscana molto amato dal Buonarroti – si dice che i detriti dei marmi da lui lavorati ne abbiano rafforzato la mineralità nei terreni – la Lunigiana dal 1989 costituisce la Doc interregionale Colli di Luni, patria dei profumati Vermentino frutto non solo di terreni vocati, ma anche del clima tipico dell’enclave ligure mitigato dalla presenza del mare.

Sulle origini del Vermentino non si è ancora riusciti a fare chiarezza, tuttavia l’ipotesi più probabile è che sia di provenienza spagnola: attorno al XIV secolo si suppone sia stato introdotto in Corsica e in secoli successivi in Liguria, Sardegna e Toscana. Il nome, si ipotizza, derivi da vermena, antico vocabolo italiano che indica un ramoscello sottile e flessibile, che a sua volta deriverebbe dal latino verbena, che indicava i sottili rami di piante sempreverdi.

CANTINA DI LUNGA TRADIZIONE

Nel 1966, nell’ultimo lembo della Liguria del Levante, tra le Alpi Apuane e il Mar Ligure, dove i Romani costruirono il porto di Luni, Paolo Bosoni, raccoglie l’eredità della famiglia che da generazioni coltivava pochi ettari di terra, concentrando la propria attenzione sulla viticoltura e sui vitigni tradizionali. Nasce così Cantine Lvnae con l’obiettivo di costruire una viticultura qualità nei Colli di Luni.

I 65 ettari di vigneto sono suddivisi in zone collinari, sino a 250/300 mt di altitudine, pedocollinari e pianeggianti. Ed è proprio questa conformazione a più livelli che consente ai vini una molteplice interpretazione del territorio e delle sue peculiarità. Un lavoro certosino, portato avanti dall’intera famiglia che ormai ha consolidato la presenza delle nuove generazioni, i figli Diego e Debora, che portano energia, idee e grandi competenze all’azienda.

La produzione è prevalentemente caratterizzata dal Vermentino affiancato dai bianchi in gran parte prodotti da vitigni autoctoni, come l’Albarola e la Malvasia, e dai rossi che puntano alla riscoperta di vitigni del posto quali il Vermentino nero, il Ciliegiolo, la Massaretta e il Pollera nera.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

La degustazione attraversa le declinazioni del vermentino secondo Lvnae in una infilata di tre etichette: Labianca, Etichetta Grigia e l’Etichetta Nera.

La Bianca – Liguria di Levante IGT 2020

Uvaggio: 80% vermentino, 20% malvasia. 12,5%
Vinificazione in recipienti d’acciaio e affinamento sulle fecce fini per 4 mesi

I vigneti sono quelli della pianura alluvionale che circondano l’antica città di Luni, vicino al mare. Giallo paglierino brillante, il vermentino, unito ad una piccola percentuale di malvasia, offe un ampio spettro fruttato, dalla pesca alla frutta esotica, con sentori di macchia mediterranea. Un vino sapido e fresco, con una agile beva.

Etichetta Grigia – Colli di Luni DOC Vermentino 2020

Uvaggio: 100% vermentino. 12,5%
Vinificazione in recipienti d’acciaio e affinamento sulle fecce fini per circa 3 mesi

Questo vermentino è figlio dei vigneti pedecollinari, in una fascia intermedia ai piedi delle colline, nei comuni di Castelnuovo Magra e Luni. I suoli di medio impasto e origine alluvionale, lo caratterizzano con un giallo paglierino lucente, ricco e intrigante: papaya, frutto della passione, melone bianco, miele di acacia, sambuco, salvia, cedro. Richiami resinosi e iodati. Impianto gustativo equilibrato con una dinamica freschezza.

Etichetta Nera – Colli di Luni DOC Vermentino 2020

Uvaggio: 100% vermentino. 13%
Vinificazione in recipienti d’acciaio e affinamento sulle fecce fini per circa 4 mesi

La maggiore complessità di Etichetta nera è frutto di filari più alti, in collina, caratterizzati da suoli particolarmente sassosi, ricchi di scheletro. Giallo paglierino vivido e lucente con bouquet ampio e raffinato, intessuto da ricami di mela fuji, mango, papaya, glicine e zagara. Variazioni aromatiche che spaziano tra basilico, maggiorana ed erba sfalciata. Un intreccio fresco/sapido apre la strada a riverberi iodati.

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