Al via la Vendemmia 2021

di Carlo Spagnolo

Buona qualità per una campagna vendemmiale che vedrà impegnate 1,3 milioni di persone.

Con il distacco del primo grappolo di Chardonnay nell’azienda agricola “Dei Principi di Spadafora” nel Comune di Monreale, è iniziata la vendemmia 2021, con oltre una settimana di anticipo rispetto allo scorso anno a causa delle ondate di calore che hanno spinto le temperature oltre i 40 gradi e accelerato la maturazione delle uve al Sud.

Il tutto mentre le stime di produzione parlano di un calo del 5-10% a livello nazionale per un quantitativo compreso tra i 44 e i 47 milioni di ettolitri, anche se molto dipenderà dall’evoluzione delle temperature e da eventuali fenomeni atmosferici avversi. “Nonostante il calo a livello nazionale l’Italia quest’anno – precisa la Coldiretti in una nota – è il primo produttore mondiale di vino mentre per il secondo posto si prospetta una sfida tra Francia e Spagna che hanno subito un contenimento dei raccolti, anche se più marcato per i cugini d’Oltralpe”.

Attesa di buona qualità, la vendemmia italiana continuerà a settembre ed ottobre con la Glera per il Prosecco e con le grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e si conclude addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nerello su 658mila ettari coltivati a livello nazionale. Coldiretti stima infine che saranno complessivamente 1,3 milioni le persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, nonché nelle attività connesse e di servizio.

L’elemento che caratterizza maggiormente la nuova stagione del vino italiano – continua la Coldiretti – è l’attenzione verso la sostenibilità ambientale, le politiche di marketing, anche attraverso l’utilizzo dei social, e il rapporto con i consumatori, con i giovani vignaioli che prendono in mano le redini delle aziende imprimendo una svolta innovatrice. Le aziende agricole dei giovani possiedono peraltro una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più”.