Le nuove sfide di Vallepicciola, tra pinot nero e Chianti

di Elena Morganti

Prospettive evolutive per l’azienda di Castelnuovo Berardenga nelle etichette in degustazione, tra pronto consumo e vini di bandiera.

Se il 2020 di Vallepicciola si era chiuso con il termine dei lavori per la nuova cantina, il 2021 si è aperto con l’ingresso di Alessandro Cellai – oltre 20 anni di esperienza nel gruppo Castellare – in qualità di enologo, direttore generale e amministratore delegato. Un passo importante per l’azienda chiantigiana, che porta con sé novità in termini di metodi di produzione, portfolio e stile dei vini.

La tenuta e la storia

Con sede a Castelnuovo Berardenga in località Pievasciata (SI), Vallepicciola può contare su una proprietà che si estende per 265 ettari, tra boschi, uliveti e vigneti. Questi ultimi coprono 105 ettari, coltivati a sangiovese e vitigni internazionali come pinot nero, merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc e chardonnay. Attualmente sono circa 90 gli ettari vitati in produzione, mentre i restanti entreranno a regime dal 2022.

Le vigne sono distribuite su terreni con diverse esposizioni e caratterizzati da composizioni del suolo molto variabili, che passano dalle argille alle marne calcaree, dalle marne bluastre al tufo, fino ad arenarie e sabbie. Un patrimonio che permette di assecondare le necessità delle diverse varietà di vite in maniera ottimale.
La produzione annuale si aggira attualmente attorno alle 650mila bottiglie, per un portfolio che comprende 12 referenze suddivise in due linee, Vallepicciola e Pievasciata, a cui si aggiungono una grappa e due differenti tipologie di olio extravergine di oliva.

In origine, la tenuta di Vallepicciola era un convento di suore che, dopo decenni di abbandono, nel 1999 viene acquistato e ristrutturato dall’imprenditore Bruno Boffo (oggi alla guida dell’azienda) e dalla sorella Giuseppina. Con il passaggio di proprietà iniziano i lavori che trasformano il convento nel resort a 5 stelle Le Fontanelle e, in tempi più recenti, parte la costruzione della nuova cantina.

Nuova cantina e nuove sfide enologiche

Seimila metri quadrati, tra locali adibiti alla vinificazione e all’affinamento, un ampio laboratorio enologico, magazzini e anche una zona dedicata all’experience, dotata di sale degustazioni e convegni, uffici, salette private e un wine shop con affaccio a vetrate sulla vallata adiacente. Disegnata dall’architetto Margherita Gozzi, la nuova cantina di Vallepicciola è stata concepita sia per integrarsi in maniera armonica con il paesaggio che in ottica funzionale. La struttura è interrata per l’80% e pensata per mettere in atto il processo di lavorazione a caduta naturale delle uve. Tutte le fasi della produzione si svolgono ai piani inferiori, con attrezzature tecnologicamente all’avanguardia. All’esterno, il complesso si affaccia con materiali dai toni naturali, come corten, pietra, legno e vetro, in grado di generare un impatto visivo più morbido e rispettoso del paesaggio circostante.

L’arrivo di Cellai, allievo di Giacomo Tachis e con alle spalle 25 anni di lavoro nel gruppo Castellare, porta in azienda un imprinting ancora più orientato a superare le nuove sfide poste dall’evoluzione dei mercati e dei gusti dei consumatori. “In un momento di grandi cambiamenti per il nostro mercato, la sua visione globale e una profonda conoscenza del settore saranno molto preziose per continuare lo sviluppo dell’azienda” ha detto Alberto Colombo, ad di Vallepicciola. E i cambiamenti non si fanno attendere. Le novità iniziano a emergere in cantina, dove proprio su richiesta di Cellai hanno fatto il loro ingresso 14 tulipe di cemento – materiale particolarmente caro all’enologo – destinati soprattutto al riposo dei vini a fine fermentazione e alla stabilizzazione prima dell’imbottigliamento. Per quanto riguarda il portfolio vini, è stato invece avviato un progetto per l’inserimento di una nuova referenza, un ‘flagship wine’ a base 100% sangiovese, che uscirà come Igt nel 2022, mentre si nota già un cambio di stile dagli assaggi dei campioni da botte dei nuovi pinot nero Bosco Bruno in affinamento. Una varietà, il pinot nero, a cui Cellai si dichiara particolarmente affezionato e che gode di un’attenzione speciale a Vallepicciola, sia in vigna che in cantina, andando a costituire la base (oltre che del rosso fermo Bosco Bruno) anche di un rosso fermo Toscana Igt, di una bollicina rosé metodo classico e di un rosato fermo di bella freschezza e piacevolezza.

E nei vini più giovani già curati dal Cellai la differenza di mano si sente, a partire dai profumi puliti e intensi e dalle freschezze vivaci. In particolare, nel rosato 2020 e nel Toscana Igt a base pinot nero si percepisce un lavoro che esalta la salinità del terreno e le caratteristiche del vitigno. Tratti che emergono anche dai primi assaggi da botte dell’Igt a base sangiovese ancora in lavorazione.

DEGUSTAZIONE

Qualche assaggio dal catalogo di Vallepicciola, partendo dai vini di più pronto consumo della linea Pievasciata fino a quelli di bandiera.

Linea Pievasciata – Chardonnay Toscana Igt 2020Uvaggio: 100% Chardonnay

Vinificazione: diraspa-pigiatura, pressatura soffice e decantazione statica per 12-24 ore in serbatoio d’acciaio, seguita da fermentazione alcolica a temperatura controllata
Affinamento: bâtonnage, affinamento sulle fecce fini per 3 mesi e 2 mesi di riposo in bottiglia

Giallo paglierino tenue dai riflessi verdolini, al naso regala sentori citrini e aromi di pesca bianca croccante e mandorla. In bocca è fresco e beverino, con una bella polposità di frutto e animato da una buona sapidità.

Linea Pievasciata – Toscana Igt Pinot Nero Rosato 2020

Uvaggio: 100% pinot nero
Vinificazione: diraspa-pigiatura, criomacerazione in pressa di 4-5 ore, pressatura soffice e decantazione statica per 12-24 ore in serbatoio d’acciaio, seguita da fermentazione alcolica a bassa temperatura.
Affinamento: bâtonnage, affinamento sulle fecce fini per 3 mesi e 2 mesi di riposo in bottiglia

Rosa tenue, dall’aroma intenso di pompelmo rosa e lievi note di rabarbaro e di rosa che emergono via via che il vino si apre. In bocca rivela freschezza e una sapidità decisa che gioca bene con la componente morbida e allunga il finale.

Linea Pievasciata – Pinot Nero Toscana Igt 2020 – prova da botte

Uvaggio: 100% pinot nero
Vinificazione: in serbatoi troncoconici di legno a temperatura controllata e macerazione post fermentazione di 7 giorni. Svinatura e fermentazione malolattica in barrique di secondo e terzo passaggio
Affinamento: sosta in barrique per 6-8 mesi e 3 mesi di riposo in bottiglia

Il naso è pulito e intenso, con un bouquet di piccoli frutti rossi e scuri, melograno, note floreali di viola e un piacevole accenno di carcadè. Al palato la freschezza vivacizza il sorso, dominato da una sensazione di frutto maturo, che scalda sul finale.

Linea Pievasciata – Toscana Igt Rosso 2018

Uvaggio: 60% cabernet sauvignon, 20% cabernet franc, 20% sangiovese
Vinificazione: fermentazione alcolica parcellizzata per vitigno e macerazione in serbatoi di acciaio a temperatura controllata per circa 7-10 giorni, poi fermentazione malolattica in barrique di rovere francese. A seguire, assemblaggio delle differenti masse
Affinamento: 8-10 mesi in barrique e dai 4 ai 6 mesi in bottiglia

Rosso rubino intenso nel calice, al naso regala un bouquet in cui spiccano la foglia di pomodoro, piccoli frutti a bacca rossa e scura e sensazioni di tabacco. Al palato l’ingresso è morbido, per un sorso caratterizzato da un frutto polposo e da un tannino deciso, che sfuma sul finale portando con sé un ritorno di foglia di tabacco.

Linea Vallepicciola – Perlinetto, Spumante Extra Brut rosé metodo classico 2015

Uvaggio: 100% pinot nero
Vinificazione e affinamento: criomacerazione in pressa per 6-8 ore, soffice pressatura con gas inerte, fermentazione alcolica in acciaio con affinamento su fecce fini per 6 mesi.
Affinamento: sui lieviti per 48-50 mesi prima della sboccatura

Rosa tenue quasi dorato e dal perlage fine e continuo. Al naso il bouquet parla di crosta di pane, ma soprattutto di una mineralità intensa di polvere gessosa, con note di petali di rosa essiccati. In bocca è fresco e con una bella sensazione setosa data dalla bolla, con una chiusura che vira su toni di pietra focaia, sapido e asciutto.

Linea Vallepicciola – Bosco Bruno,  Pinot Nero 2018

Uvaggio: 100% pinot nero
Vinificazione: fermentazione alcolica e macerazione in serbatoi di acciaio a temperatura controllata per circa 7-10 giorni. A seguire, fermentazione malolattica in barrique di rovere francese
Affinamento: 8-10 mesi in barrique e 12 mesi di riposo in bottiglia

Rosso rubino intenso tendente porpora, con al naso aromi di frutti di bosco maturi e quasi sotto spirito, una lieve sfumatura animale, note balsamiche e di spezie dolci. Al palato è vellutato, con una trama tannica compatta e ancora rugosa, che porta con sé sentori boisée e ricordi della balsamicità avvertita all’olfatto.

Chianti Classico Docg 2019 e confronto con l’annata 2018

Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: fermentazione alcolica in piccoli tini d’acciaio a temperatura controllata, macerazione in acciaio per circa 10 giorni e fermentazione malolattica in botti di rovere francese
Affinamento: circa 12 mesi in botte grande e dai 3 ai 5 mesi di sosta in bottiglia

Rosso rubino intenso, al naso rivela un bouquet di ciliegia e susina mature e una speziatura dolce di vaniglia. Il palato è sostenuto da una bella spalla acida, che gioca con un tannino importante, sicuramente giovane e da levigare col tempo.

A confronto, l’annata 2018 lascia emergere al naso un frutto scaldato dal sole, come appena colto dalla pianta, marasca e frutti di bosco maturi. Al palato una freschezza viva gioca con le morbidezze e con una parte alcolica che scalda, mentre il tannino, nerboruto, ma anche più morbido, guida il sorso fino a un finale asciutto, dai ricordi lievemente boisée.

Chianti Classico Riserva Docg 2017

Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: fermentazione alcolica in piccoli tini di acciaio a temperatura controllata, macerazione per circa 15 giorni e fermentazione malolattica in botti di rovere francese
Affinamento: 18-20 mesi in barrique, tonneaux e botti grandi, poi 6 mesi in bottiglia

Un rosso rubino intenso tendente al porpora, con riflessi granati. Il bouquet regala aromi dolci di amarena sciroppata, note vanigliate e spezie, con richiami balsamici e boisé. Al palato rivela subito una trama tannica importante, animata da una bella freschezza, che avvolge il palato e lo conduce a un finale lungo e speziato.

La Pina, Chianti Classico Gran Selezione Docg 2017

Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: fermentazione alcolica in piccoli tini di acciaio a temperatura controllata, macerazione in acciaio per circa 15 giorni e fermentazione malolattica in botti di rovere francese
Affinamento: 24-26 mesi in barrique, tonneaux e botti grandi

Nel calice si presenta di un rosso rubino intenso tendente al porpora. Al naso spiccano gli aromi di frutto maturo, amarena, susina, e una speziatura dolce di vaniglia con accenni boisé e balsamici. Al palato gioca di struttura, con tannini rotondi, morbidezza e una freschezza che controbilancia il sorso. Il vinale si allunga tra ricordi di frutto e balsamici.

Quercegrosse, Toscana Igt Merlot 2018

Uvaggio: 100% merlot
Vinificazione: fermentazione alcolica e macerazione in serbatoi di acciaio a temperatura controllata per circa 20-25 giorni, fermentazione malolattica in barrique di rovere francese per il 30% nuove
Affinamento: 12-14 mesi in barrique di rovere francese e 6-8 mesi di riposo in bottiglia

Rosso rubino intenso e tendente al violaceo. Al naso piccoli frutti scuri e una balsamicità mentolata. In bocca è vellutato, subito controbilanciato dalla freschezza e da un tannino deciso, per un sorso caldo, che richiama i toni amaricanti della genziana e chiude con una piacevole sensazione di liquirizia.

Mordese, Toscana Igt Cabernet Franc 2017

Uvaggio: 100% cabernet franc
Vinificazione: fermentazione alcolica e macerazione in serbatoi di acciaio a temperatura controllata per circa 20-25 giorni, poi fermentazione malolattica in barrique di rovere francese 100% nuove
Affinamento: 14-16 mesi in barrique di rovere francese e 8-10 mesi di riposo in bottiglia

Rosso rubino intenso nel calice, al naso emana aromi di prugna e piccoli frutti rossi maturi, note erbacee e di foglia di pomodoro, accenni di cacao e sensazioni balsamiche. In bocca la freschezza spicca in maniera vibrante, animando un sorso dalla trama tannica compatta e setosa. Il finale è persistente, con ritorni speziati e balsamici.

Consigliati