Gelate tardive, tecniche antiche e innovazione tecnologica

di redazione

Un convegno ad Alghero con la partecipazione del prof. Attilio Scienza ha cercato risposte ad un nodo cruciale in conseguenza del climate change.

I cambiamenti climatici sono alla base dei danni da gelo primaverile in viticoltura, che provocano ingenti perdite nella produzione delle uve. Il fenomeno è purtroppo destinato a ripetersi anche negli anni futuri, soprattutto in quelle zone della Penisola nelle quali gli inverni miti e le primavere precoci provocano un anticipo della vegetazione.

La realizzazione di un sistema di difesa capillare sul territorio esige però un intervento collettivo di tutti i viticoltori delle varie zone e un intervento finanziario delle Regioni e dello Stato. Non va inoltre trascurato il ruolo dei Piani di Gestione del Rischio, attraverso formule assicurative dove la copertura finanziaria della polizza è in gran parte a carico dello Stato. È questa la linea condivisa da tecnici e produttori in occasione del convegno promosso da Sella & Mosca con il coinvolgimento del professore Attilio Scienza, ordinario dell’Università di Milano.

AZIONI ANTI-GELATE

Il Convegno, che si poneva l’obiettivo, per la prima volta in Italia, di fare il punto sulle possibilità di una lotta attiva alle gelate, utilizzando gli strumenti moderni della meteorologia – quali i satelliti e il rilevamento automatico da terra – oltre all’impiego di attrezzature antigelo. Questo approccio digitale e tecnologico non deve trascurare il ruolo dei Piani di Gestione del Rischio previsti nella PAC – ha ricordato il prof. Scienza – che prevedono oltre agli interventi a favore della protezione attiva, efficaci interventi finanziari per l’agricoltore colpito dagli eventi meteorici avversi.

Da tempi immemorabili le gelate tardive sono una minaccia per le produzioni agrarie in ambito circum-Mediterraneo, come attesta una nota del 1765 di Giovanni Targioni Tozzetti, agronomo, medico e fra i fondatori dell’Accademia dei Georgofili”, ha evidenziato Luigi Mariani di UniMi. La conoscenza della fenomenologia degli eventi è dunque propedeutica alla definizione degli interventi agronomici di mitigazione e all’adattamento al rischio, “che dal canto suo si fonda su tre elementi chiave che sono: l’intensità e la durata dell’evento di gelata, la suscettibilità della vite e l’esposizione al rischio della stessa”.

Circa la fenomenologia delle gelate tardive “occorre dire che tali eventi sono un fenomeno complesso e che coinvolge tre diverse scale della meteorologia”, ha aggiunto il docente. “Un’analisi fenologica è stata condotta con strumenti modellistici a base termica per comprendere come l’anticipo nel germogliamento della vite in Sardegna, che caratterizza la fase climatica attuale rispetto alla precedente, abbia influito sulla suscettibilità al rischio di gelate tardive”.

TECNOLOGIE ANTICHE E INNOVAZIONE

I processi fisici alla base delle gelate da irraggiamento e il loro effetto sulle colture sono essenziali per introdurre alcune soluzioni tecnologiche per la mitigazione degli effetti delle gelate. “Le soluzioni tecnologiche si basano su soluzioni differenti – rimarca Alberto Guardone del Politecnico di Milano – che includono il riscaldamento per irraggiamento e convezione, l’irrigazione e l’aeroconvezione. Ci sono soluzioni ibride, quali gli aeroconvettori riscaldanti e quelli a nebulizzazione, che comportano risparmi economici ed energetici significativi e possono essere usati anche per l’irrigazione con miscelazione di nutrienti o come schermo IR nella stagione calda”.

Per mantenere la temperatura delle colture sopra la soglia di danno, Giambattista Toller della Fondazione Mach di San Michele all’Adige ha illustrato l’utilizzo di irrigazione con impianti ad aspersione, che tiene bagnata la vegetazione per tutto il tempo che la temperatura dell’aria è sotto zero e con la formazione di ghiaccio stabilizza la temperatura a 0°C; del riscaldamento con bruciatori distribuiti nel campo; con il rimescolamento degli strati d’aria, aumentando la temperatura di quella a contatto con la vegetazione.

L’agricoltura – ha concluso il dg Sella & Mosca Giovanni Pinnadeve sostenere le politiche sia per quanto riguarda la tempistica, sia per quanto riguarda la necessità assoluta per il futuro di un tavolo di filiera, che manca da troppi anni, indispensabile non solo per la nostra regione, ma per tutta l’Italia. L’uomo da sempre combatte il clima per dominarlo”.