Vini greci, un grand tour enoico tra le isole dell’Egeo

di Eugenia Torelli

Degustazione di alcune sorprendenti referenze dalla Grecia distribuite in Italia da Ellenikà.


Chiunque abbia avuto l’opportunità di visitare la Grecia e ammirarne le meraviglie, frequentandone le taberne popolari e i ristoranti in una qualche plateia Eleutheria, non può dimenticare lo stereotipo del vino ellenico: resinoso, fortemente alcolico, dotato di una struttura semplice eppure potente… e capace di ubriacare in un paio di boccali.

Bene, ora dimenticate quello stereotipo e seguiteci alla scoperta di alcune etichette sorprendenti – oggi disponibili in Italia grazie alla distribuzione di Ellenika.it – capaci di conquistate i palati meno mansueti e di regalare un sorso di intensità sapida. Emozioni che portano dritto sulle rocce di Creta o sui vulcani di Santorini, sulle spiagge di Zante e tra le pieghe di una Cipro inedita e inaspettata

Ecco allora un breve excursus tra vini greci da uve antichissime, coltivate da millenni negli stessi luoghi, vigne affacciate sul mare o arrampicate sulle colline e sulle montagne, spesso non irrigate, su terreni poveri ma saggi per una tradizione millenaria. Vini greci delle isole e di terraferma, vini biologici e non, vini greci a fermentazione spontanea, vini da viti a piede franco, vini rari da vitigni sconosciuti: questa la selezione che abbiamo potuto degustate grazie a Ellenika.

DEGUSTAZIONE

Vino di Sasso, Robola of Cephalonia 2019

Un calice lucente e quasi dorato. Al naso spicca subito un’intensità minerale che ricorda i ciottoli bagnati sotto il sole, mentre a tratti emergono aromi dolci di miele, fiori di ginestra e ricordi di pesca nettarina. Al palato è un’esplosione sapida che avvolge, portando con sé freschezza, alcolicità e sensazioni di idromele che addolciscono il calore finale.

Grampsas – Pavlos, Zante Igp 2020

Giallo paglierino tenue e di bella consistenza, al naso regala un bouquet che ricorda quasi i vitigni aromatici, tra aromi citrini e di macchia mediterranea, frutto tropicale (ananas e carambola) e sensazioni iodate. Al palato è letteralmente salato, con un gusto che avvolge e stimola la salivazione, ben bilanciato dalla freschezza fruttata. Il finale parla di minerali e di buccia di limone.

Nikos Stratigos – Petrolanos n.7 2019 Cythera

Giallo paglierino tenue nel calice, con un bouquet molto delicato che richiama i fiori di camomilla e di cappero, e una lieve nota di miele di erica. In bocca è fresco e rivela una bella salinità, ma anche un buon corpo con note tisanoreiche che accompagnano il sorso fino a una chiusura di erbe officinali. Ottimo come aperitivo, magari in accompagnamento a un crudo di mare.

Idaia – Ocean, Thrspsathiri Igp Creta 2018

Giallo paglierino intenso, con un naso di gesso, polvere sotto il sole, pesca matura, accenni di mandorla e santoreggia. In bocca è fresco e minerale, un sorso dal gusto che tende all’amarotico richiamando le erbe officinali, con un calore che si dilata via via verso il finale.

Manousakis – Nostos, Muscat di Spina a piede franco (Creta)

Giallo paglierino tenue con riflessi platino. Al naso il bouquet non ha niente a che vedere con la prorompenza di certi nostri moscati, ma si rivela delicato e dominato dagli aromi agrumati, soprattutto di pompelmo, con note di zagara e fresia. Al palato ha una salinità vivace che aiuta a mascherare un grado alcolico importante (14,5% vol). Un sorso per niente sdolcinato e senza impressioni di surmaturazione né di affinamenti invadenti, che accompagna tra il sole e le rocce, alla ricerca di erbe mediterranee e sapori di mare.

Canava Chrissou Tselepos – Nikteri, Santorini Pdo 2019

Giallo paglierino intenso con al naso aromi delicati di agrumi e cera d’api, con note di ginestra, mandorla e lievi dolcezze vanigliate. Il sorso è morbido e corposo, dilatandosi subito in un calore intenso che gioca con una sapidità avvolgente. Il finale si allunga in ricordi agrumati e speziati. Si accompagna a formaggi stagionati ed erborinati, ma anche a sapori di mare decisi.

Nopera Winery (Samos) – Roya, Muscat 2018

Giallo paglierino intenso con un bouquet fresco, che non ricorda in realtà il moscato, tra aromi di uva spina chiara e ribes bianco, note citrine e sensazioni iodate intense. In bocca è fresco e dalla sapidità intensa e salata, con un finale caldo che sfuma in sensazioni amarognole e di erbe.

Afianes – Pitari bianco 2018 dell’isola di Ikaria, da vitigno 100% begleri a piede franco

Un calice di un arancio nebuloso con riflessi ambrati. Al naso, dopo un primo impatto in riduzione, emergono aromi di macerazione, resina e albicocche essiccate, note di salvia e accenni di ossidazione. In bocca è intenso ma scorrevole, con un gusto cangiante che richiama i toni asprigni dell’uva spina ma anche un controcanto più dolce che riprende l’albicocca. Interviene poi una componente tannica ad asciugare il sorso sul finale, lasciando una sensazione di frutto acerbo, come di more di rovo ancora rosse.

Uno stile che strizza l’occhio alla Georgia e alla levità di certi vini ossidati della zona a ovest di Creta, da provare con un piatto morbido e cremoso, come un uovo strapazzato con tartufo o con paprika o spezie o anche del formaggio di capra fondente a crosta fiorita.

Domaine de l’Apocalypse – Patoinos, Assirtiko 2019 (isola di Patmos)

Giallo paglierino dai riflessi dorati, accoglie l’olfatto con un bouquet dolce dominato dagli aromi di miele di tiglio e fiori di ginestra, note di resina di pino, accenni di zafferano e camomilla. In bocca è fresco con un sorso che si dilata rapidamente sul palato tra toni salini e caldi, chiudendo con richiami di zafferano e frutta secca.  Perfetto con i crostacei oppure con un formaggio erborinato, dal sapore deciso e cremoso.

Karseras – Theodora, Commandaria 2016 – Cipro

Un colore ambrato, non limpido, opaco. Al naso rivela un bouquet dal carattere ossidativo, con aromi di nespola, miele di coriandolo, frutta secca e uva passa sotto spirito. Quasi un ricordo di Vinsanto. In bocca entra con calore, dolcezza e una morbidezza sinuosa che lascia spazio a toni aciduli e note amaricanti. Sensazioni che accompagnano verso un finale speziato e pulito con ricordi di mela renetta, e richiami a certi toni dei vermouth più austeri. Un sorso di classe, che trova il giusto abbinamento con formaggi stagionati e dal gusto deciso o, per gli appassionati, bottarga.