Casanuova delle Cerbaie, un Brunello attraverso il tempo

di Elena Morganti

Una degustazione a ritroso per esplorare le potenzialità di invecchiamento del vino principe di Montalcino e un assaggio del rosé di Montosoli.

Piccolo gioiello ai piedi della collina di Montalcino, Casanuova delle Cerbaie guarda il celebre borgo toscano dal versante nord, nella zona di Montosoli.

L’azienda nasce in primi anni ’80 su iniziativa di Rosemary Stumpp, una signora tedesca innamorata dell’Italia che compra il vecchio podere e lo restaura, coltivando la vite in 2,5 ettari dai quali nel 1996 viene prodotta una prima etichetta di Brunello. Negli anni l’impegno in qualità fa sì che il vino raggiunga risultati ragguardevoli, tanto che l’annata 1998 arriva al 27′ posto nella top 100 di ws, per poi cambiare passo in favore di altre referenze e vitigni internazionali con un passaggio di proprietà di alcuni anni.

Oggi Casanuova delle Cerbaie appartiene a Wine Connoisseur, realtà americana che la rileva nel 2008 e mette alla sua guida Alessandro Brigidi con l’obiettivo di riportare il focus sulla qualità, puntando sul sangiovese e sui legni grandi, ma soprattutto sul Brunello.

Gli ettari vitati sono 10, di cui una parte sulla collina di Montosoli, con un suolo ricco in scheletro e dall’importante presenza di galestro, che dà vini minerali, sapidi e potenti. In totale la proprietà consta di circa 15 ettari che comprendono anche ulivi, seminativi e bosco. Tutta la raccolta avviene manualmente e le uve sono sottoposte a una seconda selezione prima dell’ingresso in cantina. La resa è intorno ai 40 q/ha per una produzione finale che si attesta sulle 35mila bottiglie l’anno, di cui 30mila di Brunello e il resto di Rosso di Montalcino, Igt e un rosato prodotto da salasso delle masse ottenute dalle uve di Montosoli. Il Brunello annata è un blend tra le varie vigne, vinificate separatamente e poi assemblate, mentre solo nelle migliori annate, proprio da Montosoli, viene prodotta la Riserva.

In cantina, l’enologo Giacomo Mastretta lavora con botti di rovere di Slavonia da 20-24 hl, ma anche con grandi legni austriaci firmati da Franz Stockinger, scelti soprattutto per l’evoluzione del Brunello. Qui il vino sosta per almeno 30 mesi o anche 32, a seconda dell’annata.

DEGUSTAZIONE

Uno assaggio di Montosoli attraverso il rosato 2019, per poi scoprire attraverso i calici il Brunello di Casanuova delle Cerbaie, mettendo a confronto le annate 2016, 2015 e 2013 con la 1998, per un salto nel passato dell’azienda.

Rosato Toscana Igt 2019

Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: in acciaio inox con qualche ora di macerazione sulle bucce per il sangiovese salassato da uve Brunello

Il colore è un bel rosa tenue e lucente, quasi aranciato. Al naso si avvertono subito i minerali, assieme a un gradevole aroma di scorza d’arancio. In bocca tanta freschezza e sapidità, un calore importante e struttura, con una sensazione intrigante di buccia d’arancio che torna e sfuma in lungo il finale. Un vino ottimo per l’abbinamento col cibo ma non scontato, che non si presta per un semplice aperitivo. Corpo, alcolicità e intensità di gusto lo rendono ideale per piatti dal sapore deciso, come zuppe di pesce e formaggi semi stagionati.

Brunello di Montalcino Docg 2016

Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: in acciaio inox per 20 giorni
Affinamento: 30 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia e almeno 6 mesi di bottiglia

Il colore è un rosso rubino intenso tendente al granato, di bella lucentezza. Immediata la piacevolezza al naso, tra sentori di ciliegie mature e speziature delicate e invitanti. Al palato il calore è importante e nel sorso si impone subito una salinità distintiva, accompagnata da un tannino morbido. Una delicata balsamicità caratterizza il finale, dalla lunga persistenza.

Brunello di Montalcino Docg 2015

Un calice rosso granato, dalla sfumatura arancio e di bella lucentezza. Al naso un frutto maturo e macerato si alterna a sentori quasi ematici e sfumature minerali. Al palato calore, rotondità e freschezza compongono un sorso avvolgente e dal finale austero.

Brunello di Montalcino Docg 2013

Figlio di un’annata fredda, questo vino mostra nel calice un bel rosso granato pieno, dalla sfumatura aranciata. Il naso chiama il cacao, le sensazioni di arancia candita, prugna sotto spirito, e tabacco, con lontani ricordi di tamarindo. In bocca un’acidità tesa gioca con una mineralità caratteristica, tipica di questi vini, mentre il tannino porta con sé ricordi di sandalo, sfumando in un finale caldo e balsamico. Un vino che con l’invecchiamento sta guadagnando in stile ed eleganza. Un destino al quale probabilmente l’annata 2016 può puntare di più rispetto alla 2015, che comunque non manca di piacevolezza. Semplicemente, potrebbe arrivare prima al proprio apice rispetto al millesimo successivo.

Brunello di Montalcino Docg 1998

Si torna indietro nel tempo, con un calice rosso granato scuro e intenso. Al naso aromi di sandalo e incenso, tabacco da pipa, chinotto, tamarindo e spezie. In bocca una freschezza ancora viva si alterna a sentori di affinamento che tornano al palato per poi virare sul finale verso sensazioni di humus e sottobosco. Un vino emozionante come solo le vecchie annate sanno essere, che lascia con la voglia di attendere e la curiosità di assaggiare ciò che le etichette di Casanuova delle Cerbaie regaleranno con l’evoluzione ai futuri palati.

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