Inaugurata la XX edizione di Cibus

di redazione

Apre i battenti la più importante manifestazione dedicata all’agroalimentare italiano.

Prende il via oggi la XX edizione di Cibus, la grande fiera agroalimentare in programma a Parma fino a venerdì 3 settembre, durante cui gli operatori nazionali ed esteri potranno conoscere le nuove proposte di un settore che, nel primo semestre del 2021, ha aumentato dell’11% i suoi livelli produttivi.

Da troppo tempo i responsabili acquisti della distribuzione nazionale e internazionale non incontravano i loro fornitori, non si recavano presso le facilities e i territori – ha spiegato Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma -. Questo sforzo, che oggi vediamo coronato da un boom delle esportazioni, meritava un palco come Cibus, che da quasi 40 anni è la piattaforma di riferimento per l’Agroalimentare Italiano. A Cibus parleremo della omnicanalità, ovvero l’integrazione tra gli acquisti offline e on line, del rapporto tra territori e imprese in Italia e all’estero, delle start-up che stanno concretamente elaborando l’evoluzione dell’offerta Food&Beverage, di cosa sia effettivamente la filiera agroalimentare italiana, cioè un patrimonio delle decine di migliaia di imprese che dal dopoguerra hanno portato in tutto il mondo i nostri brand e i nostri prodotti, molti dei quali Dop e Igp”.

Dal canto suo Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, afferma “Questa edizione di Cibus è simbolica per il nostro settore alimentare perché, come prima grande manifestazione fieristica a tornare in presenza, dimostra che il comparto del Food&Beverage ha tutte le carte in regola per trainare la ripartenza. E il raggiungimento dell’obiettivo di 50 miliardi di export agroalimentare entro la fine dell’anno è, in questo senso, un segnale forte. Cibus sarà dunque un momento di confronto sul settore, con uno sguardo alle opportunità, ma anche alle minacce che rischiano di danneggiare le nostre eccellenze e da cui dobbiamo assolutamente difenderci. Soprattutto però Cibus rappresenta un nuovo avvio per tutte le aziende dell’industria alimentare che hanno resistito durante la fase pandemica e che ora possono tornare a proporre i prodotti Made in Italy al mondo, certe di trovare dall’altra parte sempre più consumatori in sempre più Paesi”.