Vendite record nel primo semestre per il vino italiano

di redazione

Secondo l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor cresce (+8,1%) la domanda globale di vino. Vola la Francia (+26,2%).

Riaperture e ‘revenge spending’ determinano un nuovo record storico per le vendite di vino italiano, con le importazioni segnalate in crescita a valore del 7,1% sul pari periodo 2020 e del 6,8% sul 2019, in regime pre-Covid. A dirlo è l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma, che ha elaborato i dati doganali sulle importazioni dei dodici principali mercati mondiali della domanda di vino, che sommate valgono circa i 3/4 del totale export made in Italy. Per il vino italiano quello del primo semestre 2021 rappresenta il trend di incremento più netto registrato negli ultimi anni, capace altresì di controbilanciare lo stop forzato del 2020.

Crescita dell’export anche per i dodici principali paesi produttori, che fanno registrare un complessivo +8,1%, guidati dalla Francia che chiude con un lusinghiero +26,2%. Ma, rispetto all’ultimo periodo pre-Covid (primo semestre 2019), è l’Italia che vince sulle principali piazze: +6,8%, pari a quasi 2,6 miliardi di euro, contro il +2% della Francia (oltre 3,3 miliardi di euro).

Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni MantovaniIl settore è uscito, si spera definitivamente, da una crisi senza precedenti grazie ai fondamentali dei suoi operatori, alla loro organizzazione commerciale e alla forza del brand tricolore. Oggi, in particolare con i nostri vini simbolo, siamo al centro del fenomeno legato ai ‘consumi di rivalsa’ post-Covid: un effetto traino da intercettare e da cui ripartire consolidando ancora di più le quote di mercato”.

Dall’analisi dei dati – ha detto il responsabile di Nomisma-Wine Monitor, Denis Pantiniemerge una sorta di ‘revenge spending’ che sta trainando il commercio mondiale di vino e che interessa i vini di fascia medio-alta, come desumibile anche dai prezzi medi all’import. Una conferma a questa tesi arriva analizzando l’export dei Dop italiani e francesi, con i rossi Dop del Piemonte a +24% o i rossi Dop toscani a +20%. Tendenza ancora più evidente per i rossi a denominazione francesi, con il Bordeaux a +61% e il Borgogna a +59%, ma anche per gli sparkling d’Oltralpe, Champagne in primis, che volano a +56% nel mondo e a +70% negli Usa”.

Riguardo alle importazioni di vini tricolori nelle 12 principali piazze, sul 2020 l’Italia sovraperforma rispetto al mercato in Cina (+36,8%), in Germania (+9,3%) e in Russia (+29,4%), mentre è sotto la media negli Usa (+1%, ma sul 2019 l’incremento è di quasi il 6%), Uk (-0,4%) e Canada (+2,5%). Crescono, infine, le importazioni dei vini fermi (+6,9%, con il prezzo medio salito a +5,9%), mentre gli sparkling incrementano le vendite dell’11,1%, con una riduzione del prezzo medio del 4,8%.