L’export agroalimentare vede quota 50 miliardi di euro

di redazione

Il rilancio post pandemia faràa crescere le esportazioni wine&food del 15,2%. Bene Cina, Usa e Germania.

Con un aumento a due cifre senza precedenti, l’export agroalimentare italiano toccherà entro il 2021 l’obiettivo dei 50 miliardi previsto per il 2020 ma bloccato dalla pandemia, di cui quasi 40 miliardi di industria alimentare e circa 11 di primario”. Così Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, riguardo i dati Istat sull’export globale dei beni di consumo non durevole, di cui l’alimentare rappresenta una gran parte, che a giugno 2021 ha registrato un +15,2% su base annua e +11,5% sul semestre.

L’inizio dell’anno è stato funzionale a coprire il gap che ancora ci portavamo dietro dal 2020 ma ora si prospetta una seconda metà dell’anno che dovrebbe consolidare il tasso di espansione a due cifre dell’agroalimentare, tale da farci arrivare all’obiettivo dei 50 miliardi entro il 2021 e forse addirittura a superarli. Un risultato – continua Vacondio – che dimostra a tutti quanto l’export dell’alimentare complessivo sia un asset strategico per il Paese su cui puntare e fare investimenti”.

Nel primo quadrimestre le esportazioni italiane hanno registrato crescite del 6,4%, 2,8% e 2% rispettivamente in USA, Germania e Francia. Bene anche la Svizzera, cresciute del 11,2%. Al di fuori dei confini continentali, da segnalare la Cina (+50,2%), la Corea (+52,4%), il Vietnam (+37,3%) e la Malaysia (+36,6%). Bene anche la Russia, che, a dispetto dell’embargo, chiude il quadrimestre a +18,0%.