I prodotti Bio registrano una crescita dell’11% sui mercati internazionali

di redazione

L’Osservatorio Sana evidenzia la crescita generalizzata della filiera biologica. Bene l’e-commerce, che cresce del 67,3%.

Nel corso del Salone internazionale del biologico e naturale, l’Osservatorio SANA ha presentato la sua analisi su numeri chiave, prospettive e ruolo di un comparto in evidente salute, la cui importanza sui mercati è stata rafforzata dalla pandemia.

I dati raccolti (luglio 2020 – luglio 2021) rivelano che le vendite di prodotti bio italiani sono in crescita sia all’estero, +11% pari a 2,9 miliardi di euro, sia in Italia, +5% per un controvalore di 4,6 miliardi di euro. Entro i confini nazionali, l’Osservatorio li divide in “domestici”, pari a 3,9 miliardi di euro (+4%) e “fuori casa”, pari a 701 milioni di euro (+10%). Con il 56% la distribuzione moderna è il canale di vendita privilegiato dei consumi domestici, i cui 2,2 miliardi di euro (+2%) di controvalore sono ripartiti tra ipermercati, supermercati, libero servizio, specialisti drug, discount ed e-commerce. Sono gli ultimi due a registrare i maggiori incrementi, pari rispettivamente al 10,7% (205 milioni di euro) e 67,3% (75 milioni di euro). Il trend conferma quanto già osservato nel primo trimestre del 2021 per i due ambiti (+10,5 e +79%). Da segnalare anche la crescita dei negozi specializzati ‘bio’ (+8%), che soddisfano un quarto (26%) del consumo interno con quasi un miliardo di euro di vendite. Il restante 19% (723 milioni di euro, +5%), proviene da negozi di vicinato, mercatini, farmacie, parafarmacie, gruppi di acquisto solidale.

Considerando solo la merce preconfezionata a peso imposto, le tre referenze più vendute nella distribuzione moderna sono uova (137 milioni di euro), confetture e spalmabili a base di frutta (106,5 milioni di euro) e bevande vegetali (69 milioni di euro). La drogheria alimentare (pasta, prodotti da forno, conserve, sughi…) incide a valore per il 57% sul totale, seguita dal fresco con il 21%, l’ortofrutta al 12%, bevande al 6%, carni e freddo al 2%. Il 54% della popolazione fra 18 e 65 anni viene considerato “consumatore frequente”, ossia mette a tavola prodotti ‘bio’ almeno ogni giorno o almeno una volta a settimana.

L’Osservatorio SANA dimostra una volta di più che il biologico sta crescendo in Italia come in tutto il mondo – afferma Roberto Zanoni, presidente Assobio – Ma mentre siamo i primi in Europa per numero di coltivatori biologici (oltre 70mila) e di imprese di trasformazione (oltre 10mila), la spesa pro-capite cresce lentamente: appena 70 euro contro i 188 euro in Francia, 180 euro in Germania (dati Fibl & Ifoam, 2021). Comunicazione, formazione e ricerca universitaria, istruzione scolastica: sono queste le linee su cui il governo italiano dovrebbe investire per innescare un processo virtuoso nello sviluppo di un’economia agricola biologica anche in Italia”.