Coste del Feltrino: inizia la vendemmia in attesa del riconoscimento della Dop

di redazione

Alle pendici delle Dolomiti 143 aziende si preparano a raccogliere le uve di Pavana, Gata e Bianchetta senza la consueta manodopera straniera.

Questione di ore e anche nel bellunese inizierà una vendemmia che, nonostante alcuni cali di produzione dovuti a fenomeni atmosferici avversi, si preannuncia di buona qualità. Nel frattempo, rimane in sospeso la questione del riconoscimento della Dop Coste del Feltrino, attualmente ferma presso il Mipaaf.

A fronte di uno sviluppo climatico segnato da giornate assolate ed elevata escursione termica, Enzo Guarnieri, presidente del Consorzio Coste del Feltrino, definisce così i contorni dell’imminente vendemmia “La qualità appare buona. Per quanto riguarda la quantità, la produzione sarà buona nelle zone che non sono state colpite dalla grandine, mentre nelle altre il calo andrà dal 20 al 50 per cento a seconda dell’entità dell’evento. Gli ettari in produzione sono in aumento di circa il 10 per cento, soprattutto nelle varietà Glera e in quelle autoctone, cioè legate al territorio feltrino, come Pavana, Gata e Bianchetta. Arriveremo perciò a quota 45, con un potenziale produttivo di oltre 300.000 bottiglie. In aumento pure le aziende che stanno adottando il metodo biologico, che va di pari passo con la scelta di varietà resistenti“. Difficoltà si registrano sul fronte della manodopera, con molti lavoratori dell’Est Europa assenti a causa del lockdown e gli italiani che, dopo il ritorno nei campi dell’anno scorso, sono tornati alle abituali occupazioni nella ristorazione o nel turismo.

Sul fronte ministeriale, invece, è fermo l’iter di riconoscimento della Doc Coste del Feltrino, che, nelle intenzioni delle aziende richiedenti, dovrebbe sottrarre la produzione di zona al Disciplinare dell’Igt Vigneti delle Dolomiti “Con la pandemia l’iter si è interrotto. Speriamo di riprendere, anche perché nel frattempo siamo arrivati a 14 soci e la denominazione diventerà uno strumento importantissimo di controllo del rispetto da parte di tutti i produttori del disciplinare e delle norme di legge”. Secondo i dati di Veneto Agricoltura riferiti al 2019, nel bellunese le aziende vitivinicole sono 143 e la superficie vitata complessiva è di 212 ettari, di cui circa l’80 per cento a bacca bianca e il 20 per cento a bacca nera.

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