Valpolicella: obiettivo 10% paesaggi rurali entro il 2030

di Federica Borasio

Nasce la Fondazione Valpolibella che lavorerà al dossier di candidatura dell’area a Patrimonio Unesco.

In Valpolicella le colture promiscue si sono ridotte da 1.263 a 178 ettari in 50 anni. E un po’ in tutto il Veneto è quasi scomparsa la piantata, coltivazione della vite che veniva realizzata ai lati dei seminativi. Sono questi i principali dati emersi nel convegno “Dialoghi con gli agricoltori, produttori di paesaggio” svoltosi a Villa Spinosa di Negrar, durante il quale è emersa la necessità di tutelare i paesaggi tradizionali riconoscendo il loro valore culturale e identitario con incentivi, contributi e marchi ad hoc.

Gli agricoltori ci hanno tramandato il paesaggio nel corso dei secoli – hanno spiegato Salvina Sist dell’Osservatorio regionale e Matelda Reho dell’Università Iuav – e possono perciò rivestire un ruolo decisivo nel percorso di tutela con molte opportunità che si aprono, dato che l’Europa premia chi cura e mantiene il patrimonio paesaggistico. Nel Veronese sono tre i paesaggi iscritti nel Registro dei paesaggi rurali di interesse storico del Ministero delle politiche agricole: gli alti pascoli della Lessinia, le colline terrazzate del Valpolicella e le colline vitate del Soave. L’obiettivo – continuano – entro il 2030, è che almeno il 10 per cento dei paesaggi rurali e agricoli del Veneto rientri nel vincolo paesaggistico, anche per il ruolo fondamentale che possono svolgere per lo sviluppo del turismo rurale e per la promozione delle produzioni agroalimentari”.

Presente all’incontro Marco Andreoli, presidente della commissione agricoltura della Regione Veneto, che ha annunciato la nascita della fondazione Valpolibella, che costituirà il dossier di candidatura delle colline del Valpolicella a patrimonio Unesco “La fondazione è fondamentale perché la candidatura deve nascere da una realtà locale. Siamo in quattro del territorio a farne parte: la Regione Veneto sosterrà il nostro lavoro e lo veicolerà verso Parigi”.

Gianpaolo Vallardi, presidente della Commissione agricoltura del Senato, era in collegamento online e ha spiegato l’iter di un disegno di legge che riconoscerà la figura dell’agricoltore come custode dell’ambiente. “Abbiamo quasi ultimato le audizioni, ci auguriamo di arrivare entro la fine della legislatura all’approvazione della legge – ha precisato -. L’agricoltore è una figura centrale per l’ambiente e l’ecosistema. Pensiamo a quanto sarebbe importante anche nella prevenzione degli incendi come quelli avvenuti in Sardegna, o per il controllo della fauna selvatica”.