Conegliano Valdobbiadene, uno spumante ‘quattro stagioni’

di Daniele Becchi

Una degustazione di quattro tipologie del Prosecco Docg per eccellenza, per lenire i ricordi di un’estate prossima a svanire.

Con l’equinozio d’autunno si chiude ufficialmente l’estate italiana. Una consapevolezza tanto amara quanto puntuale che si ripresenta mentre ci apprestiamo a ripiegare definitivamente nell’armadio i costumi abituandoci alla consueta routine lavorativa. Sperando che i mesi a venire non si traducano in nuove restrizioni, possiamo però fare affidamento sui vignaioli di Conegliano e Valdobbiadene, che, in attesa del prossimo raccolto di glera, mantengono viva un’offerta di spumanti utile a consolarci dalla malinconia.

I vigneti attorno ai due piccoli borghi dove il Prosecco ha preso forma continuano, infatti, ad offrirci le loro bollicine, che caratterizzano gli aperitivi, anche autunnali, di milioni di appassionati in giro per il mondo. Oltre novanta milioni di bottiglie, negli anni declinate in differenti tipologie capaci di soddisfare le diverse ambizioni enoiche dei consumatori mondiali, da quest’anno arricchitesi della versione ‘Sui Lieviti’ (o Col Fondo per dirla alla trevigiana) che ripropone in chiave moderna la tipologia più antica, nata tra i filari come accompagnamento della merenda pomeridiana. Di seguito le nostre note di degustazione di quattro referenze istituzionali proposte dal Consorzio di tutela, tutte rigorosamente a base glera.

Prosecco Conegliano Valdobbiadene Brut

Perlage esuberante che custodisce un bouquet segnato da crosta di pane, agrumi e fiori bianchi. Dal perlage intenso, in bocca si presenta teso, con sfumature di pompelmo e richiami vegetali che si amplificano nel palato. Fieno e mela verde chiudono un vino dalla facile beva.

Prosecco Conegliano Valdobbiadene Extradry

La spuma è viva, a tratti albuminosa. Un naso citrico rivela decise sensazioni di lieviti e mela. In bocca la bolla è lieve e lascia spazio a note di lime, camomilla e margherita. Teso e accordato, l’extradry propone una nota zuccherina che ben si lega a un’identità amaricante, spinta e risoluta. Chiusura gradevolmente sapida.

Prosecco Conegliano Valdobbiadene Cartizze

Una bolla barocca definisce i contorni di un naso di media intensità, contornato da note di mela rossa e piccoli spunti agrumati, che si ripropongono in una bocca dove si afferma un’identità fatta di seta e pesca tabacchiera. Paglia e fieno completano un sorso morbido e non impegnativo. Chiude con spunti di crema e frutta matura.

Prosecco Conegliano Valdobbiadene Sui Lieviti
Torbo ma dal perlage fine e insistente, si apre a sensazioni di pesca bianca e pera, ben legate alle consuete note di crosta di pane. Deciso e nitido in bocca, è arricchito da ricordi di pasticceria e fiori essiccati. Conclude lungo e minerale.