Alla scoperta del mosaico di terroir di Romagna

di Lucia Immacolata Migliaccio

Degustazione da Vini ad Arte 2021, tra etichette che raccontano il territorio e un’identità policroma.

È un attimo e sembra di ritrovarsi nelle atmosfere dei primi anni del Novecento. Il Grand Hotel di Rimini, simbolo della dolce vita e luogo dell’immaginario felliniano per eccellenza, è la cornice da cui ha inizio il più grande evento enoico romagnolo Vini ad Arte 2021 – Quando l’uva è un capolavoro. Un programma che si propone di far capire il territorio anche dal punto di vista culturale, storico e architettonico – spiega Ruenza Santandrea, presidentessa del Consorzio Vini di Romagna – “perché il vino è parte della cultura. È lo spirito della Romagna che deve essere percepito: c’è la Romagna del mare, della dolcevita, dell’accoglienza, che è quella più conosciuta, ma c’è quella sconosciuta ai più, che va dall’entroterra, ai borghi, dai paesaggi ai vignaioli e le loro zone. È una regione che fino ad oggi non abbiamo condiviso e ora vogliamo raccontare, mediante la storia di questo territorio e di chi fa il vino”.

REBOLA IN PRIMIS

La Rebola è protagonista: i produttori sono riusciti nel tempo a caratterizzare in modo qualitativo il vino derivato dal vitigno grechetto gentile che a breve si avvarrà della Doc Rimini Rebola, per sottolineare quanto sia legata alla località di origine. Ancora troppo poche le aziende dedite alla produzione, ma c’è un progetto di studi per la valorizzazione territoriale coordinato da Sandro Santini del Comitato Rimini doc che descrive la Rebola come “il vino bianco più rappresentativo del territorio, la cui valorizzazione parte proprio dal racconto enologico che è pieno di contenuti grazie ai produttori riminesi. L’ambizione è di usare la Rebola come volano per il turismo della nostra zona”.

Si spazia dalle Rebola dal carattere fruttato e finale ammandorlato, vinificate convenzionalmente, ad altre che con la macerazione sulle bucce sprigionano sentori di acacia, erbaceo e leggere ossidazioni. Particolarmente interessanti Villa Massani di Fattoria del Piccione, Rebola di Enio Ottaviani, Zingarina di Tenuta Santa Lucia, Rebola di Franco Galli, Libera di Agricola i Muretti. Restano una nicchia a livello quantitativo, ma sicuramente sono il perfetto e prestigioso ambasciatore della “riminesità”.

UN MOSAICO DI SUOLI E BORGHI

La viticultura romagnola, tanto sfaccettata quanto vivace, è praticata nella vasta area che dall’imolese spinge fino ai confini con le Marche, variegata come lo è la natura stessa dei suoli. “Sostanzialmente in Romagna sono individuabili 6 principali tipi di suolo – evidenzia l’agronomo Francesco BordiniOgni sottozona è caratterizzata da uno o più di questi differenti suoli, tutti figli del ferro, che in geologia sono descritti con il colore indice dell’età e del livello di ossidazione. Le terre rosse in Romagna sono un unicum, infatti in tanti libri sono chiamate terre rosse della via Emilia. Adiacenti a Dozza, Imola e Faenza, i suoli sono argillosi, di una argilla molto vecchia ed evoluta che ha portato il ferro ad essere molto ossidato. I relativi vini sono interessanti per il frutto ed è uno dei motivi per cui i sangiovesi superiori coltivati lungo la strada romana, stupiscono per il grande sentore di frutta: saporiti e profumati. Le terre brune, nelle aree a nord della via Emilia, sono tendenzialmente più giovani e ricche, i suoli più fertili e profondi donano alla vite più elementi nutritivi. Dall’abbondanza deriva una maggiore concentrazione di tannino e ricchezza, forse anche troppa. Molto interessanti sono le argille azzurre caratterizzanti la linea dei calanchi, che corre parallela alla via Emilia da Bologna a Rimini. Il ferro è più giovane, meno ossidato, quindi suoli meno evoluti dove spesso si trovano quantità più importanti calcare e talvolta anche di solidi. Il sangiovese qui crea vini più tannici e scuri con grandi particolarità: una importante nota salina come un tannino interessante perché questi suoli sono associati a grandi quantità di calcare. Argilloso anche il suolo ocra, in prossimità̀ della linea dei calanchi in prevalenza nelle province di Forlì e Cesena, ma frapposto a sabbie tendenzialmente giovani, le molasse del Messiniano. Più o meno coetaneo delle terre rosse, è più povero: suoli sono vocati a creare vini di grande equilibrio con profondità come il detto romagnolo, in cui la vite chiede al contadino “rendimi povera che ti farò ricco”, per dire come nella povertà la vite sta bene. Incontriamo poi le marne gessose, sopra la linea dei calanchi e associate al termalismo, in particolare a Brisighella, Predappio, Verucchio e Gemmano, suoli tendenzialmente di origine argillosa cementificati tra loro dai gessi. Questi sono una formazione molto importante in Romagna ma non sono frequenti: creano vini molto più fruttati e potenti rispetto quelli che nascono sulle marne calcaree perdendo forse un po’ di eleganza tannica. Ultima roccia è la marnosa arenacea, suolo tipico del nostro Appennini, sopra la linea dei Calanchi in generale oltre i 300 m slm. Sono strati alternati di rocce tendenzialmente sabbiose arenarie e rocce tendenzialmente argillose, le marne: dove c’è marna c’è sempre arenaria però in proporzioni differenti. Ci sono territori dove dominano le sabbie (arenarie) e generano vini eleganti e minerali, trasparenti, mentre sono più potenti dove prevalgono le marne argillose”.


Variegati i terreni, come sfaccettati sono i borghi, città e paesaggi: da San Clemente, piccolo paese nell’entroterra riminese a Coriano, paesino della provincia di Forlì dove è situato il Castello malatestiano. Santarcangelo, una chicca di borgo medievale di incredibile eleganza, nel cui castello si narra furono uccisi gli amanti Paolo e Francesca, sì proprio i personaggi di cui Dante Alighieri racconta nella Divina Commedia e sotto le cui stradine sorge una vera e propria città sotterranea, scavata nel tufo. C’è Predappio, borgo costituito da una parte medievale ed un’altra rigorosamente fascista e Bertinoro, il “Balcone della Romagna”, borgo dai colori pastello che domina la costa adriatica stretto tra distese di viti. Ravenna, capitale dell’Impero Romano d’Occidente, i suoi mosaici, i più celebri del mondo ed i siti paleocristani e bizantini che ne hanno permesso l’inserimento nella lista del patrimonio Mondiale dell’Unesco. Brisighella, circondata dai colli, è un dedalo di vincoli e stradine, Imola, con motori ed autodromo di Enzo e Dino Ferrari nel dna, e Marzeno, piccola frazione del comune di Faenza sinonimo di ceramica e sede del Museo Internazionale delle Ceramiche.

TRA BIANCHI E ROSSI

La Romagna rimarca la vocazione per i vini rossi, con il sangiovese e il raro autoctono centesimino, vino con matrice aromatica (non per nulla era chiamato anche Sauvignon rosso), che al netto della mano umana dà origine a vini molto profumati, con corpi tendenzialmente snelli e tannino dolce, mai incisivo. Progredisce e avanza sul fronte dei bianchi: l’albana, ad esempio, pur occupando una superficie di gran lunga minore, rappresenta l’identità enologica romagnola in maniera più chiara ed evidente, essendo un vitigno esclusivo della regione, in ogni espressione filo conduttore fatto di acidità, salinità e gustosa astringenza. Oltre la rebola, nuova luce per il trebbiano: con progetti intelligenti e una sensibilità attenta si possono tirar fuori piccoli tesori anche dai vitigni meno talentuosi.

DEGUSTAZIONE

Ecco una selezioni dei migliori assaggi tra le proposte di Romagna. Le vendemmie in degustazione sono la 2020 e la 2019 (che ha riguardato l’albana secco, il sangiovese ed il sangiovese superiore), per chiudere con la 2018 per la Riserva del sangiovese.

Inverno mediamente freddo per l’annata 2020 con primavera caratterizzata da piogge e gelate ed estate con grande siccità. Raccolta, mediamente anticipata, produzioni scarse, ma con uve molto sane e di qualità ottima. La vendemmia 2019 è stata molto lunga ed è partita con un ritardo di circa 1 settimana/10gg e che si è allungata fino al 20 ottobre e in alcuni casi anche oltre. Quantitativamente una vendemmia abbastanza scarsa, ma di buona qualità. L’annata 2018 in Romagna è stata caratterizzata da un andamento climatico abbastanza positivo per il vigneto, un’annata con una buona piovosità, nelle epoche necessarie alla vite, questo ha portato ad una buona quantità di uva, con anche un buon livello qualitativo.

Docg Romagna Albana

Amarcord d’un Bianc 2020 Trerè

Vinificazione: criomacerazione 5 gg in vasche di acciaio, fermentazione sulle bucce. 12 mesi cemento, affinamento in bottiglia per 3 mesi

Giallo paglierino, è l’incontro al naso tra albicocca e pesca, accompagnate da accenni minerali eleganti e di forte personalità. Al momento prevale la freschezza, con un frutto dietro le quinte che attende di rivelarsi appieno. Finale snello e sapido.

Vitalba 2020 Tre monti

Vinificazione: in anfora georgiana (kvevri) senza aggiunta di lieviti selezionati e senza il controllo della temperatura. Macerazione 95gg
Dorato, ampio ed espressivo con piacevole vena tannica. La vinificazione in anfora esalta le caratteristiche del vitigno:

frutta gialla disidratata, scorze di arancia, ricco ed avvolgente, la componente alcolica è bilanciata da una buona freschezza che rende la beva dinamica e saporita.

Montemar 2020 Spalletti Colonna

Vinificazione e affinamento in acciaio a temperatura controllata

Giallo dorato con olfatto intenso, dalla pera alle erbe aromatiche accompagnate in sottofondo da note salmastre. Avvolgente, di buon equilibrio con ritorni di agrume ed apprezzabile finale amaricante.

Corallo Giallo 2019 Gallegati

Vinificazione: breve macerazione sulle bucce ed affinamento in acciaio

Giallo intenso, profumi agrumati, dominati da cedro e bergamotto, seguiti da una scia minerale gessosa, timo ed arbe. L’ingresso al palato pieno ed avvolgente, sprigiona calore, freschezza citrina e sapidità minerale.

Doc Romagna Sangiovese

Godenza 2020 Noelia Ricci, Romagna Sangiovese Predappio DOC

Vinificazione: fermentazione spontanea e macerazione in tini di acciaio. Contatto del vino con le bucce circa 28 giorni. nessuna chiarifica e filtrazione.9 mesi in acciaio e minimo 12 mesi in bottiglia

Rubino vivo con riflessi purpurei, al naso frutti di bosco, fiori di rosmarino, timo ed alloro. L’assaggio esprime la sua gioventù: intenso e dinamico sostenuto da una vivace freschezza. Tannini ancora in via di risoluzione.

Caciara 2019 Enio Ottaviani, Romagna Sangiovese Superiore DOC

Vinificazione: fermentazione in cemento, con affinamento in cemento e botte grande.

Rubino luminoso, con un profilo olfattivo che stuzzica con immediatezza e semplicità: rose, violette, marasca. Palato schietto con grande equilibrio e tannini gentili. Finale, assai fresco e fragrante.

Notturno 2019 Drei Donà, Romagna Sangiovese Predappio Riserva DOC

Vinificazione: fermentazione in vasche di cemento e di acciaio inox a temperatura controllata, macerazione sulle bucce di 14-18 giorni. Affinamento di circa un anno in botti grandi di rovere francese e in tonneaux di Allier

Rubino con riflessi porpora, incipit di petali di viola e piccoli frutti rossi, sfuma in delicate spezie per concludere con una nuance di tè nero. Al sorso è coinvolgente ed energico, completato da una precisa tessitura tannica.

I Probi 2018 Villa Papiano, Romagna Sangiovese Modigliana Riserva DOC

Vinificazione: Fermentazione spontanea, con lieviti autoctoni, affinamento di 12 mesi in cemento e botte grande e almeno altri 12 mesi in bottiglia

Rosso rubino vivo, emergono cenni di ciliegia e sottobosco, con viole che si stagliano su di uno sfondo di tabacco e china con una bella scia fumè. Corrispondente all’olfatto, in una progressione avvolgente il sorso è succoso e vivace con una freschezza che esalta il frutto in una lunga persistenza.

Le Lucciole, 2018 Condè, Romagna Sangiovese Predappio Riserva DOC

Vinificazione: fermentazione spontanea, vinificazione in legno, macerazione: 25-45 giorni e invecchiamento in botti di rovere di Slavonia da 35 ettolitri

Rubino intenso e luminoso, esordisce con profumi di marasca, violetta, cenni di caffè e cioccolato. Si susseguono nuance balsamiche e delicati ricordi di cannella e noce moscata. All’assaggio una grande freschezza che dona grinta ed interessante la vena sapida. Il tannino è ben integrato con un finale ricco e lungo.

Predappio di Predappio, Vigna del Generale, 2018 Fattoria Nicolucci, Romagna Sangiovese Superiore Riserva DOC

Vinificazione: fermenta in vasche di cemento e matura due anni in botti di rovere da 30 hl, a cui seguono tre mesi di affinamento in bottiglia

Nasce dalla più vecchia vigna, di circa 90 anni, rosso rubino luminoso. I profumi spaziano dalla ciliegia alle more di rovo ai frutti neri, con viola e petali di rosa. Foglie di tabacco e pepe nero sul finale. Tannino di ottima fattura, freschezza vigorosa e lungo finale armonico.

Vigna Ca’del Rosso 2018 Ca’di Sopra, Romagna Sangiovese Marzeno Riserva DOC

Vinificazione: fermentazione e macerazione in vasche di acciaio per 60 giorni, maturazione in tonneaux di rovere francese per 12 mesi e successiva sosta in vasca per 6 mesi. Affinamento di 18 mesi in bottiglia prima della commercializzazione

Rubino fitto, il bouquet si palesa con una notevole forsa espressiva: frutti neri, cassis, china e tabacco. Struttura potente, dal tannini ben estratto e frutto polposo. Lunga trascinante conclusione.

Vintage 2017 La Collina del Tesoro, Romagna Sangiovese Superiore DOC

Vinificazione: macerazione avviene in vasche di cemento a temperature tra i 22 e 24 gradi senza aggiunta di lieviti selezionati e di Solforosa. Fermentazione malolattica spontanea e affinamento finale in acciaio

Rubino compatto e luminoso, al naso una sottile nota di bosco ed erbe balsamiche con piacevoli note fruttate. Il palato è sottile e delicato. L’ingresso in bocca ricorda e mantiene pura la sensazione di frutta e chiude con una mineralità prolungata.

Albana Passito

Albana passito 2017, Fattoria del Monticino Rosso

Vinificazione: appassimento in pianta con attacco di muffa nobile, matura in barrique per 24 mesi

Lucente oro, il profilo olfattivo spazia dall’albicocca ai fichi secchi, dalla frutta candita al miele di acacia e tocco di bergamotto. Dolce, avvolgente e ben equilibrato, il sorso è vivace con una straordinaria persistenza agrumata.

Colle del Re 2012 Cesari

Vinificazione: vendemmia tardiva, i grappoli appassiscono per 2 mesi in fruttaio cui seguono 24 mesi di barrique

Giallo oro splendente, al naso emerge la frutta disidratata come pesca ed albicocca, ma anche miele di castagno ed un leggero agrume. La generosa dolcezza è armonizzata dalla freschezza spiccata. Persistente dai ritorni fruttati.

Scaccomatto 2001 Fattoria Zerbina

Vinificazione: appassimento in pianta con attacco di muffa nobile, fermenta e matura in caratelli di rovere. Affina un anno in bottiglia

Luminoso il dorato, l’olfatto è sfaccettato e complesso: mandarino candito, miele, zafferano, curcuma, spezie orientali ma anche echi iodati. Interminabile il finale, di una dolcezza mai stancante.

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