Talosa, sostenibilità e storia declinate nel Nobile

di Daniele Becchi

Dalle Cantine Storiche nel cuore di Montepulciano un’identità fatta di chiare scelte enologiche e rispetto per l’ambiente.

La storia recente della Fattoria di Talosa inizia nel 1972 con l’acquisto da parte dell’imprenditore romano Angelo Jacorossi di una piccola cantina ai piedi di Montepulciano, e segna un punto di svolta nel 2004, quando inizia un corposo piano di investimento finalizzato a portarla, nelle intenzioni dell’attuale CEO Edoardo Mottini Jacorossi, ai vertici dell’enologia italiana.

Risale a quella data l’inaugurazione del nuovo centro aziendale, dove sono stati spostati prima gli uffici e poi le diverse fasi del processo produttivo. Cambia anche l’approccio enologico, fino a lì incentrato sulle botti grandi presenti nella cantina situata nel centro storico di Montepulciano. Tonneaux, barrique e tini tronco conici in acciaio fanno così il loro ingresso in cantina, contribuendo in modo determinante all’attuale profilazione dei vini firmati da Fattoria di Talosa.

Abbiamo lavorato tanto per dare un nuovo volto all’azienda, tenendo sempre ben chiari all’orizzonte i nostri traguardi: produrre vini di alta qualità e promuovere un’offerta esperienziale legata al vino che potesse portare gli appassionati ei visitatori a godere delle bellezze di un territorio unico, immergendosi nella cultura e nel nostro stile di vita”. Così Edoardo Mottini Jacorossi ripercorre la storia recente dell’azienda.

VIGNA E SOSTENIBILITA’

Anche la vigna non è rimasta estranea al rinnovamento, con un graduale processo di rinnovamento dei vigneti guidato da un attento studio del terreno e dell’ambiente circostante. Cloni e dei portainnesti sono, infatti, selezionati per adattarsi ai terreni, ricchi di tufo e sabbie argillose, seguendo un orientamento nord-sud, utile a garantire la migliore esposizione ai raggi solari. Dei 33 ettari oggi vantati da Talosa, la maggior parte dei quali di Sangiovese, ben sedici sono stati reimpiantati nel quinquennio 2006-2010.
Vigna, per Talosa, significa anche sostenibilità e rispetto per l’ambiente circostante che, nelle parole di Edoardo, si traduce in “un grande senso di responsabilità nel tutelare un territorio che ogni anno diventa sempre più prezioso a causa del cambiamento climatico e dell’urbanizzazione. Valore questo che condivido con i miei colleghi. Avverto la responsabilità nel condurre la campagna nel pieno rispetto della natura, al fine di produrre prodotti genuini che riflettono le caratteristiche del nostro territorio, dei nostri vigneti e dell’annata”. In tal senso si spiega la decisione di ridurre al minimo i trattamenti in vigna e l’utilizzo dei prodotti di sintesi, in linea con i presupposti della certificazione Agriqualità vantata dall’azienda. A partire da questa vendemmia, infine, inizia il periodo di conversione biologica che si concluderà nel 2024, quando usciranno i suoi primi vini certificati Bio.

LA CANTINA STORICA

Talosa annovera nel suo patrimonio anche una Cantina Storica situata a pochi passi dal Duomo cittadino, nei sotterranei di Palazzo Tarugi e Palazzo Sinatti, costruiti nei primi decenni del ‘500. Un luogo di indiscutibile fascino, con gallerie interrate costruite a mattoni dove si adagiano le grandi botti destinate all’affinamento e che restituiscono all’intera Montepulciano il senso di storicità che contraddistingue i grandi vini italiani.

Cantine come la nostra – racconta Edoardo Mottini Jacorossi – sono un patrimonio dell’umanità: per questo una delle prime azioni intraprese in azienda è stata quella di aprirla al pubblico, consentendo a tutti di visitarla senza impegno. Questo spazio dove oggi affiniamo i vini, in passato è stato un luogo vissuto da famiglie Etrusche e da nobili del Medioevo. È stato anche rifugio dai bombardamenti alleati durante la II guerra mondiale. Per questo non ci sentiamo custodi solo dell’aspetto strutturale della cantina ma anche e soprattutto della sua storia, che ci impegniamo a tramandare di generazione in generazione all’interno della nostra famiglia”.

Ed è nella prospettiva di valorizzarlo appieno che, oltre dieci anni fa, Talosa ha aperto questo luogo al pubblico, iniziando una fase dove accoglienza ed enoturismo diventano parte integrante dell’esperienza. A questa apertura ha seguito, nel 2015, l’inaugurazione di una sala tasting, ricavata in un’area precedentemente utilizzata come magazzino.

DEGUSTAZIONE

L’azienda ha un potenziale produttivo di circa 100.000 bottiglie, vendute per circa 2/3 sul mercato nazionale e per la restante parte nei mercati esteri, tra cui figurano Germania, Olanda, Danimarca e Regno Unito. A legare le etichette un riconoscibile filo enologico fatto di intense estrazioni, grande sostanza e buon equilibrio organizzato attorno a un sorso croccante. Questi i tratti distintivi dei vini firmati Fattoria di Talosa, che propone un Nobile di Montepulciano capace di disimpegnarsi bene sulle tavole, anche quotidiane.

Rosso di Montepulciano Doc 2020

Uvaggio: Sangiovese 85%, Merlot, Canaiolo 15%
Vinificazione: 10-15 giorni a temperature controllate in acciaio inox, dove avviene anche la fermentazione malolattica.
Affinamento: In acciaio, botte grande e tonneaux per minimo 3 mesi.

Rosso rubino compatto, al naso presenta note di rosa, ciliegia croccante e morbide speziature. Di corpo medio, rivela un tannino lieve, buona acidità e un complessivo equilibrio che sfuma in frutta rossa e pepe bianco. Chiude lungo e alcolico.

Nobile di Montepulciano Docg ‘Alboreto’

Uvaggio: Sangiovese in purezza
Vinificazione: 15-20 giorni a temperature controllate in serbatoi troncoconici di acciaio inox. Successiva fermentazione malolattica in acciaio.
Affinamento: 2 anni in tonneaux di 2° e 3° passaggio, botte grande e acciaio inox.

Annata 2018

Rosso rubino di grande estrazione, con un naso ricco di sentori di mora, rosa canina e timo. In bocca regala polpa e intense sensazioni acide. Di buona spalla con un’intensa trama tannica. Caldo, dalle note mediterranee di frutta compatta. Intenso ma non eccessivo. Lungo e sapido il finale.

Annata 2017

Un naso di matrice vegetale, che richiama foglie di alloro e frutta scura. Il corpo rimane deciso, astringente e dal tannino vivo. Cacao amaro e liquirizia definiscono un profilo piacevolmente sapido e dal lungo finale.

Annata 2016

Rosa, violetta e tanta umanità per un vino che tende a compiacere il naso. In bocca emerge il carattere alcolico, con venature di china. Sapido quanto basta, lega bene le componenti fruttate, che declinano verso la maturità della polpa. Buona l’acidità, per un vino che chiude lungo e persistente.

Annata 2015

Lievi sensazioni di solvente arricchiscono un naso dove predomina la frutta e le note di macchia mediterranea, che si ritrovano in bocca accompagnate da una vigoroso nerbo acido. Vivo, offre una buona trama tannica stemperata da un bouquet che richiama terra e ginepro.

Nobile di Montepulciano 2016 Docg Riserva

Una (stupenda) mora domina un naso nel complesso coinvolgente, dove fanno la loro comparsa spezie a tinte scure. Tannino fitto ed elegante, gode di una struttura ampia solo in parte espressa. Il tempo trascorso nel bicchiere lo spinge verso sensazioni di frutta. Nel finale mostra una gradevole vena eterea.

Nobile di Montepulciano Docg 2016 ‘Filai Lunghi’

Alcool, frutti rossi e rosa canina al naso. In bocca ha corpo e capacità espressiva immediata seppur complessa. Sentori eterei e densità in bocca fanno da palcoscenico all’incontro tra sapidità e sensazioni mediterranee. Un tannino elegante, anche se non completamente svolto, accompagna il sorso, lungo e denso.

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