Conclusa la vendemmia del Pinot Grigio delle Venezie

di Daniele Becchi

Si chiude il quinto raccolto della grande denominazione del nord-est, che nel corso del 2021 ha registrato un aumento di prezzi e imbottigliato.

Con un ritardo compreso tra i 7 e i 15 giorni rispetto al 2020, la scorsa settimana si è ufficialmente chiusa la quinta campagna vendemmiale del Pinot grigio Doc delle Venezie, per la quale si stima un calo produttivo compreso tra il 5% e il 15%.

Il 2021 ha presentato un andamento climatico altalenante, caratterizzato da eventi estremi, come la gelata dell’8/9 aprile, temperature basse nel mese di maggio e alte nel mese successivo, nonché dallo stress idrico ed eccessivo caldo di metà agosto. Ciò non sembra aver compromesso la qualità delle uve di pinot grigio raccolte, presentatesi in cantina in ottimo stato fitosanitario. “Rispetto al 2020, ci aspettiamo un Pinot grigio più fresco, elegante e di buona struttura, che già dagli ultimi prelievi effettuati a fine agosto in aree del Veneto occidentale presentava un equilibrio zuccheri/acidi perfetto, dovuto principalmente alle basse temperature notturne registrate da metà agosto in avanti. A livello di qualità dell’uva, un’annata uguale, se non migliore, alla 2015” dichiara Diego Tomasi del CREA-VE di Conegliano, nel corso del focus vendemmiale organizzato da Assoenologi Sezione Veneto Occidentale dello scorso 7 settembre.

Questa è a tutti gli effetti la seconda stagione produttiva che avvalora la tenuta del nostro ambizioso progetto – dice il presidente del Consorzio Albino ArmaniAttualmente assistiamo ad un incremento del prezzo dell’uva pari al 30-35%. Questo trend era iniziato già a settembre 2020, a dimostrazione di come la nostra Doc stia raggiungendo, anno dopo anno, il valore e l’accreditamento meritati: un ‘percorso di crescita’ legato soprattutto alla gestione del potenziale di produzione voluta dal Consorzio delle Venezie”.

In crescita anche gli imbottigliamenti, che a fine agosto hanno registrato un +6,9 rispetto allo stesso periodo del 2020, con una media mensile di quasi 160.000 hl, pari a 21,3 milioni di bottiglie/mese. “Un andamento, quindi, che ci farà ampiamente superare i volumi di imbottigliato dello scorso anno” dichiara Nazareno Vicenzi, area tecnica del Consorzio.

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