L’espressione del Canalicchio firmata Franco Pacenti

di Daniele Becchi

Tra i calici di Rosso e Brunello di Montalcino alla scoperta di un’azienda in cui i più giovani si mettono in gioco

di Daniele Becchi ed Elena Morganti

Canalicchio, uno degli areali a nord di Montalcino. Qui nel 1962 Rosildo Pacenti, figlio di una famiglia di origini contadine, acquista il proprio podere e pone le basi dell’azienda vitivinicola che oggi porta il nome del figlio, Franco Pacenti.
Fra i primi a credere nel potenziale di Montalcino, Rosildo inizia da subito a valorizzare il sangiovese, imbottigliando la prima bottiglia di Brunello di Montalcino con l’annata 1966. Nel 1967 è tra i 25 padri fondatori del Consorzio del vino Brunello di Montalcino.

Nel 1988 a Rosildo subentra il figlio Franco, che restaura la cantina storica al di sotto del vecchio podere di famiglia e impianta nuovi vigneti di sangiovese. Da realtà polivalente, il Canalicchio diventa così un’azienda specializzata in vitivinicoltura e all’inizio degli anni 2000 viene realizzata una nuova cantina più ampia e funzionale, dotata di attrezzature all’avanguardia e ben integrata nel paesaggio della Val d’Orcia. Negli ultimi anni i tre figli di Franco, Lorenzo, Lisa e Serena, affiancano il padre nella conduzione, occupandosi ognuno di uno specifico ambito: dalla gestione in vigna e in cantina, allo sviluppo commerciale sino all’accoglienza.

I vigneti

Oggi l’azienda Franco Pacenti possiede una superficie di 36 ettari, di cui 10 vitati e coltivati esclusivamente a sangiovese, allevato a cordone speronato. I vigneti, suddivisi in sei appezzamenti, hanno un’età media di 25 anni e sono dislocati in prossimità della cantina a un’altitudine media di 300 metri sul livello del mare. Le vigne più vecchie sono state impiantate negli anni ’80.

Il suolo presenta una spiccata componente argillosa, che vira al sabbioso nelle aree più basse degli appezzamenti, con un buon contenuto di magnesio, potassio, boro e manganese. Qui si punta a un’agricoltura sostenibile e di precisione, con sovesci diversificati in base alle zone dei vigneti e alla composizione del terreno.
La posizione geografica a nord di Montalcino fa sì che qui si subiscano maggiormente i freddi primaverili. Per questo motivo, si fanno potature tardive in modo da far partire il più tardi possibile il germogliamento della vite.

In cantina

Operativa dal 2004, la cantina è progettata su un unico livello per ridurre l’impatto visivo sul paesaggio patrimonio Unesco della Val d’Orcia e accoglie tutte le fasi della produzione. A occuparsene in prima persona è Lorenzo Pacenti – classe 1990 -, affiancato dalla consulenza esterna dell’enologo Paolo Vagaggini.

Le vinificazioni sono rigorosamente tradizionali, con prolungate macerazioni sulle bucce, pochi délestage e senza follature. Il vino matura in grandi botti di rovere da 50 hl. Parole d’ordine: esaltare le caratteristiche del sangiovese, valorizzare il terroir e le peculiarità di ogni annata. Il risultato è una produzione di 30-35mila bottiglie l’anno, cui si arriva con un’estrema cura dei dettagli. Solo nelle migliori annate viene prodotto anche il Brunello Riserva.

Nel nucleo originario del vecchio casale si trova invece una piccola cantina sotterranea costruita negli anni ‘60 da Rosildo. Memoria storica dell’azienda, custodisce alcuni dei primi Brunello imbottigliati e anche delle bottiglie con il primo marchio del Consorzio di tutela.

DEGUSTAZIONE

Tra i calici alla scoperta del Canalicchio di Franco Pacenti. Vini giocati sulle freschezze, le balsamicità intense e i tannini eleganti, che parlano di un terroir montalcinese fresco e ventilato, esaltato dagli affinamenti in legno grande.

Rosso di Montalcino Doc 2017

Vinificazione: in vasca d’acciaio a temperatura controllata con rimontaggi e délestage, seguiti da una macerazione medio-lunga sulle bucce
Affinamento: oltre 6 mesi in botte grande da 25 hl di rovere di Slavonia

Rosso rubino di bella trasparenza, dal bouquet di frutti rossi, prugna e ciliegia croccanti, con note di floreali e accenni di grafite. In bocca rivela struttura, sostenuto da un buon tenore alcolico e da un tannino vivo. La freschezza porta con sé una sensazione fruttata e la chiusura, sapida e persistente, lascia al palato un ricordo di alloro.

Brunello di Montalcino Docg 2016 a confronto con il 2015

Vinificazione: macerazione medio-lunga sulle vinacce con frequenti rimontaggi. La temperatura di fermentazione viene fatta liberamente salire fino a 30° C

Affinamento: matura per oltre 30 mesi in botti medio-grandi di rovere di Slavonia e francese e, successivamente, riposa in bottiglia per più di 4 mesi

L’annata 2016 si presenta di un bel rosso rubino intenso e lucente nel calice, al naso regala aromi di frutti rossi macerati e una balsamicità che richiama note di timo e mentuccia. In bocca è fresco e dalla trama tannica uniforme e aggraziata. Il gusto gioca tra profondità di frutto e sensazioni erbacee di grande eleganza. Persistente, sapido e lungo il finale.

Il 2015 differisce a partire dal colore, che si avvia verso un riflesso granato. All’olfatto il frutto emerge più maturo, ma sempre compatto e nitido. Crescono le sensazioni balsamiche, che si avvicinano alla macchia mediterranea. Al palato la componente erbacea lascia maggior spazio al frutto. La beva è piacevole e il sorso di grande equilibrio e complessità, con il giusto equilibrio sapido, più pronto e comprensibile.

Brunello di Montalcino Docg Riserva 2015

Vinificazione: lunga macerazione sulle vinacce con frequenti rimontaggi. La temperatura di fermentazione viene fatta liberamente salire fino a 32° C

Affinamento: 36 mesi in botti di rovere medio-grandi di Slavonia e francese, con successivo affinamento di più di 6 mesi in bottiglia

Un calice rosso rubino intenso tendente al granato, per un naso ampio che va dal frutto rosso maturo e polposo alle sensazioni di sottobosco, con una balsamicità profonda. In bocca la trama tannica è fitta ed elegante. Un sorso di struttura, risoluto e complesso, che vira deciso verso note balsamiche, legate a impressioni di prugna e marasca. Lungo e amaricante nel finale.

Rosildo, Brunello di Montalcino Docg 2015

Vinificazione: lunga macerazione sulle vinacce con frequenti rimontaggi in vasche di acciaio. La temperatura di fermentazione viene fatta salire liberamente fino a 32° C
Affinamento: 36 mesi in botte di rovere francese da 10 hl e successivo riposo in bottiglia per più di 4 mesi

Anche qui il calice è di un rosso rubino intenso e tendente al granato, di bella lucentezza. Il naso è ampio e dalla balsamicità decisa. Aprendosi libera aromi di prugna e marasca, note d’anice e toni scuri che ricordano la liquirizia e la grafite. Al palato è fresco, con un tannino che si impone e sorregge ritorni di frutto maturo, alloro e sensazioni di sottobosco. Un sorso muscolare, di grande complessità, lungo e persistente.

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