Viticoltura eroica e passione di famiglia a Villa Corniole

di Lucia Immacolata Migliaccio

L’azienda guidata da Maddalena Nardin e Onorio Pellegrini con le tre figlie ha vigneti in Val di Cembra e sulla piana Rotaliana.

A Verla nel comune di Giovo la famiglia Pellegrini, che da generazioni coltiva uve, da 20 anni ha intrapreso la strada della vinificazione, dando vita a Villa Corniole. Carattere, territorio, corretto rapporto uomo/natura, pathos: sembrano i termini più appropriati per descrivere i vini un’azienda a conduzione familiare nella quale tutto è passione. Il marchio dell’azienda è un corniolo, stilizzato, cioè un albero da frutto tipico della Valle che origina delle piccole bacche rosse ed è utilizzato, oggi come in passato, per la produzione di sciroppi, confetture, ovvero aggiunto a distillati e grappe.
Dei 10 ettari di proprietà (oltre a un’altra piccola parte in affitto, gestita sempre dalla famiglia), 7 sono dedicati al müller thurgau, concentrati in Val di Cembra insieme a gewztraminer, chardonnay e recentemente pinot nero. “Qui la viticultura è eroica perché ci sono condizioni estreme. L’altitudine arriva oltre i 600 metri slm e ci vuole il doppio e anche il triplo del tempo per produrre uva rispetto ad un vigneto di pianura”, dice Maddalena Nardin, che guida l’azienda assieme al marito Onorio Pellegrini e alle tre figlie.
A fondovalle, nella piana Rotaliana, luogo che Cesare Battisti definì “il giardino vitato più bello d’Europa”, il terreno, limoso-sabbioso, poco profondo e di buona fertilità è dedicato a pinot grigio, lagrein, ma soprattutto al toreldego, l’uva rossa più importante del Trentino. “Enfatizziamo al massimo la biodiversità – evidenzia l’enologo dell’azienda Mattia Clementi – prendendoci cura del terreno e mantenendo un atteggiamento di salvaguardia dell’ambiente, nei limiti del possibile. Siamo certi che un vino buono non può che nascere in un ambiente naturale integro, dove la natura è lasciata libera di operare rispettando le sue leggi”.

 

DEGUSTAZIONE

Salísa Zero Trentodoc 2016 (sboccatura 2020)
Uvaggio: 100% chardonnay
Fermentazione e affinamento 83% in acciaio e 17% barrique, 40 mesi sui lieviti

Salisa è l’acronimo di Sara, Linda, Sabina, le tre figlie dei proprietari, che collaborano attivamente nell’azienda di famiglia. È una moderna bollicina di montagna: il freddo delle Dolomiti, le correnti che vengono dalla Val di Fassa e Val di Fiemme, la posizione altimetrica con esposizione a sud e quindi con il sole nel pomeriggio influiscono fortemente sullo sviluppo dei grappoli. L’escursione anche di 15 gradi tra giorno e notte, nel periodo pre-vendemmiale regala acini con una spiccata complessità aromatica mantenendo un’alta acidità: il grappolo è infatti raccolto con una maturità di uve da vino. Il passaggio in legno è parziale, mentre la malolattica non è sempre svolta, dipende dalle peculiarità dell’anno.
Giallo paglierino tendente al dorato, spuma esuberante e perlage continuo e fine. Al naso il frutto è maturo, di pesca bianca e nespola, leggero smoky dovuto al passaggio in legno e pietra focaia. In bocca si sente la struttura del vino, ma resta croccante con una spiccata freschezza. Beva duratura. La nota di autolisi e affumicatura lo rende molto interessante.

Salísa Brut Trentodoc 2017 (sboccatura 2021)
Uvaggio: 100% chardonnay
Vinificazione in acciaio, 10% affinamento in tonneaux, 3 anni sui lieviti

L’uva, raccolta con una maturità più avanzata, conferisce sentori di frutta un po’ più piena, consentendo di ridurre al massimo l’aggiunta di zuccheri, circa il 3/4g. Pare più dosato, ma è sinuoso al palato con nerbo ed energia. Giallo paglierino, spuma esuberante e perlage abbastanza fine. I profumi sono all’insegna della fragranza, della freschezza, con mela gialla e fiori bianchi in evidenza, leggeri tocchi di mandorla, una bella nota salata e pietrosa che sarà poi il carattere distintivo anche al gusto che segnerà il finale mediamente lungo e incisivo, di bella tensione e dinamismo.

Müller Thurgau Pietramontis 2019 – Trentino Doc Superiore Valle di Cembra.
Uvaggio: müller thurgau
Vinificazione in acciaio

È un assemblaggio di 12 appezzamenti sparsi nell’arco del comune di Giovo. “Le parcelle sono caratterizzate da importanti diversità di terreni, dal porfido al calcare, e da più altitudini, comprese tra i 600 – 850 m. Le lavorazioni in cantina sono le medesime ma ogni müller esalta nettamente le sue peculiarità, permettendone la identificazione della provenienza” afferma l’enologo.
Vinificato in acciaio, offre un chiarore luminoso nella trama cromatica paglierino. Olfatto di frutta croccante e fresca, mentre in bocca l’acidità è ben bilanciata dall’alcol e dal peso del frutto. Sorso morbido e setoso, mitigato da un’avvincente freschezza. Armonico ed equilibrato, ha una bella lunghezza in bocca.

Gewürztraminer Pietramontis 2019 – Trentino Doc
Uvaggio: 100% gewürztraminer
Vinificazione in acciao

I cloni sono quelli dell’Alsazia con cui il Trentino condivide la vocazione per questo vitigno, ma differiscono per terroir, stile e risultato. È decisamente fragrante, meno potente e d’impatto, ma senza dubbio più versatile. Profumo di lici, nuance esotiche, affumicatura e spezia dolce. Mantiene la freschezza della Valle di Cembra, palato di corpo con toni fumé e di frutta gialla a supporto di uno sviluppo compatto e coerente.

Lagrein Pietramontis 2018 – Trentino Doc
Uvaggio: 100% lagrein
Vinificazione: matura in acciaio; una piccola parte fa barrique per oltre 1 anno.

Nella Piana Rotaliana, a Mezzolombardo, sono impiantate le pergole del lagrein. Le cui uve, raccolte manualmente e selettivamente, sono trasferite in cassette nella cantina di montagna a Giovo. Il vino matura in acciaio e soltanto una piccola parte in barrique per oltre un anno cui segue un ulteriore affinamento in bottiglia. Vestito di rosso scuro, al naso è esuberante: non è un vino con profumi sottili e nascosti. Il bouquet è ampio, dove fruttati sapori di bacche sono accoppiati con note speziate-resinose di cioccolato, tabacco e sottobosco. Corposo con tannino possente e ben integrato, finale lungo e persistente.

Kròz Bianco 2018 – Vigneti delle Dolomiti Igt
Uvaggio: 75% chardonnay – 25% müller thurgau
Vinificazione in acciaio per il müller thurgau, 50% dello chardonnay affina in legno nuovo

Monte Corona (in dialetto Kroz) è la montagna calcarea alle spalle dell’azienda e, l’omonimo bianco ha l’obiettivo di mostrare le potenzialità di invecchiamento dei vini della valle. Messo in bottiglia, inizia la propria sfida con il tempo, una sfida che profuma di Trentino.
Lo chardonnay, portato a maturazione spinta ma senza surmaturazione, è per metà lasciato fermentare in legno nuovo mentre il müller thurgau, vinificato esclusivamente in acciaio, regala scatto e verve in bocca.
Giallo paglierino carico, è un vino deciso e intenso: toni minerali, note di mango e frangipane, pepe bianco e miele d’acacia. Al palato attacca sapido e con pienezza di calore e morbidezza, ingigantendosi con vitale freschezza. Bella rima in persistenza che richiama la frutta tropicale e lo zenzero.

Sagum Pinot Nero – Trentino Doc Superiore Valle di Cembra
Uvaggio: 100% pinot nero
Vinificazione: maololattica in barrique e affinamento per 18 mesi in tonneaux

I vigneti, di età tra i 40 e 50 anni, trovano ubicazione a circa 650 m slm, con esposizione ad ovest. Le uve sono raccolte con vendemmia manuale a fine settembre quando raggiungono un livello perfetto di maturazione, combinazione vincente data da terroir e buone pratiche. La fermentazione alcolica avviene spontaneamente, la malolattica si svolge in primavera senza alcuna protezione, in totale assenza di solforosa. Riposa in barrique e tonneaux per circa 18 mesi e prosegue con affinamento in bottiglia per un periodo mai inferiore a un anno.
Rubino con riflessi granato, svela all’olfatto ribes rosso e nero, lieve nota ematica e spezie che arricchiscono il quadro con toni di liquirizia. Sapido, fresco ed equilibrato, estremamente propenso alla longevità.

7 Pergole Teroldego 2016 –Rotaliano Doc
Uvaggio: 100% teroldego rotaliano
Vinificazione: in acciaio, affinamento in barriques per circa 24 mesi, una parte in clayver; poi acciaio e bottiglia.

La selezione di teroldego Sette Pergole ha un valore emozionale per la famiglia Pellegrini, perché rappresenta la scelta dell’uva rossa più importante del Trentino, il principe dei vini trentini.
È un cru proveniente dalla vigna in piana Rotaliana, dove il terreno limoso-sabbioso, costituito da un vasto banco di ghiaia e ciottoli, ricco di scheletro ed estremamente fertile, è l’ideale per la coltivazione di queste uve. Il vino matura in barriques per circa 24 mesi e una parte in clayver per enfatizzare la caratteristica del frutto. Rubino intenso con riflessi granati, offre uno scenario denso di mora selvatica, mirtillo, lampone. Possente e quasi carnoso al palato, è sapido con tannino fitto, che scalpita ancora. Si congeda sapido con qualche ritorno boisé.

 

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