Premio Masi, i premiati del quarantennale nel segno del coraggio

di Giambattista Marchetto

Consegnati nella pieve di San Giorgio in Valpolicella i cinque riconoscimenti a Battiston, da Mosto, Fazioli, Scienza e Cattaneo.

Premiati nella pieve di San Giorgio in Valpolicella i cinque interpreti del binomio “Visione e Coraggio” del 40mo Premio Masi. Sono il fisico Roberto Battiston, la ricercatrice ambientalista Jane da Mosto e il musicista imprenditore Paolo Fazioli (Premio Masi Civiltà Veneta), il professore e divulgatore Attilio Scienza (Premio Masi Internazionale Civiltà del Vino) e la Senatrice a vita e biologa di fama internazionale Elena Cattaneo a cui è stato assegnato il Grosso d’Oro Veneziano.

Dopo la firma della storica botte di amarone nelle cantine Masi, i premiati hanno partecipato alla cerimonia ufficiale nella pieve romano-barbarica del VII secolo. “Per anni il Premio è stato ospitato nella Pieve di San Giorgio, ma con il crescere della manifestazione non è stata più in grado di accogliere tutti gli ospiti e abbiamo scelto un’altra sede più capiente – ha ricordato Sandro BoscainiSan Giorgio è il centro religioso e culturale della Valpolicella nella storia. Ritornare oggi in occasione dei 40 anni del Premio in questo gioiello di arte e architettura ha un evidente valore simbolico. Questo ritorno ci emoziona e sottolinea l’intimità del Premio con le radici spirituali e culturali del territorio”.

Capacità di guardare oltre il presente, immaginando soluzioni nuove ai problemi contemporanei, e audacia nell’intraprendere un cammino non ancora percorso sono le caratteristiche che accomunano i vincitori di questa edizione. In occasione della ricorrenza del quarantennale del Premio, segnata dalla contingenza della pandemia di Covid, la Fondazione Masi ha infatti voluto offrire un messaggio di rinnovamento e di speranza, individuando una rosa di premiati all’insegna del binomio “Visione e Coraggio”. Una scelta che rilancia la finalità stessa del Premio fin dalla prima edizione del 1981: quella di riconoscere i talenti legati all’area storica delle Venezie, nei vari campi dell’attività umana, per indicarli come preziosi punti di riferimento nella crescita civile, culturale ed economica del territorio e del Paese.

 

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