Valoritalia certifica la tenuta del settore vitivinicolo nell’anno del Covid

di Carlo Spagnolo

Il vino italiano reagisce alla crisi pandemica e guarda con interesse ai prodotti biologici, certificati e dal basso tenore alcolico.

È stato presentato nelle scorse ore il report annuale delle attività di Valoritalia per il 2020, che conferma la capacità di reazione del sistema vitivinicolo alla crisi innescata dal Covid. Per ciò che riguarda le 229 denominazioni oggetto della sua attività di certificazione, la società guidata da Francesco Liantonio ha registrato, infatti, una crescita dell’1% dell’imbottigliato complessivo. Dato che, secondo lo stesso presidente, deve essere letto “con estrema soddisfazione, perché testimonia la bontà del lavoro svolto per far fronte a una crisi senza precedenti”.

L’incontro ha inoltre offerto la possibilità di presentare i dati della ricerca effettuata dall’Osservatorio Nomisma-Valoritalia sul valore delle certificazioni nel percepito di produttori e consumatori. Uno studio che ha visto coinvolte oltre 100 imprese vitivinicole e 1000 consumatori di vino tra i 18 e i 65 anni in due diversi step di indagine, realizzati a distanza di un anno l’uno dall’altro (a settembre 2020 e 2021). Ne emerge una sempre crescente attenzione nei confronti delle certificazioni. Sia da parte dei consumatori, che mostrano particolare fiducia nei confronti dei prodotti certificati, che sul versante delle imprese, consapevoli del quid plus rappresentato dalle certificazioni stesse.

La ricerca di Nomisma Wine Monitor – ha commentato Riccardo Ricci Curbastro, presidente Equalitas – definisce scenari in costante evoluzione, dove concetti come quello della sostenibilità, declinato nelle sue diverse accezioni, offrono importanti impulsi alle trasformazioni dei mercati e alle richieste degli stessi. Questo sia dal lato della domanda che sul fronte dell’offerta. Il caso Equalitas, il cui standard in pochi anni ha ottenuto concreti riconoscimenti da parte dei principali organismi internazionali e dei più importanti monopoli del Nord Europa, ne è un felice esempio. La direzione è segnata e fa piacere vedere come grandi imprese vitivinicole italiane ci seguano in questo percorso sul quale siamo stati tra i primi a muoverci”.

Origine, sostenibilità e attenzione alla salute rappresentano le tre direttrici principali nella scelta di consumo degli italiani in questo “new normal” che coinvolgono necessariamente anche il vino – ha dichiarato Denis Pantini, responsabile agroalimentare e Wine Monitor di Nomisma – La gran parte delle imprese intervistate ritiene infatti che i vini biologici, sostenibili e a basso contenuto alcolico saranno quelli che guideranno i trend di mercato del prossimo futuro e per intercettare queste opportunità, il ruolo delle certificazioni diventa sempre più importante, in particolare per eliminare quella discrasia esistente nel consumatore tra richiesta di un attributo e acquisto effettivo del vino che lo rappresenta“.