Il Brunello multi-terroir di Pietroso

di Elena Morganti

L’azienda della famiglia Pignattai lavora su microvinificazioni da vigneti su più versanti per giocare di equilibrio anche nelle annate più complesse

Solo 6 ettari di vigna, dislocati in quattro diverse zone di Montalcino e una conduzione familiare attenta e meticolosa, che gioca sull’unione di terroir differenti per mantenere ogni anno uno stile deciso e riconoscibile.

Pietroso è l’azienda guidata dalla famiglia Pignattai – Gianni, la moglie Cecilia e il figlio Andrea. Fondata nel 1974 dal nonno di Gianni, Domenico Berni detto Delfo, a partire da un piccolo podere, l’azienda produce il primo Brunello nel ’78. È proprio da quel podere che la cantina prende il nome, un appezzamento di un ettaro detto ‘el Petroso’, dal terreno sabbioso su fondo roccioso particolarmente adatto alla vite, che da documenti storici pare vi fosse coltivata già nel Medioevo.

Nel 1992 Gianni affianca il nonno nella conduzione dell’azienda, per poi assumerne la guida nel 1995, aiutato dalla moglie Cecilia Brandini negli aspetti contabili e commerciali. Nel 2010 si unisce anche il figlio Andrea, diplomato in enotecnica.

Quattro vigneti per terroir differenti
Impiantati esclusivamente a sangiovese, i vigneti di Pietroso si estendono oggi su 6 ettari – 16 ettari l’estensione totale dei possedimenti – e si trovano in quattro zone distinte del comune di Montalcino. La vecchia vigna Pietroso è situata sotto la chiesa di Montalcino, a 500 metri dal centro storico, mentre a nord si trovano vigna Fornello, nella zona collinare del Canalicchio e il vigneto di Montosoli, sulla cima dell’omonima collina, a 320 metri di altitudine. Più a sud, presso Castelnuovo dell’Abate e proprio sopra l’Abbazia di Sant’Antimo si trova la vigna Colombaiolo. Terroir completamente diversi per uve e vini dai tratti differenti. Una varietà che consente, anche in annate dalle caratteristiche particolari, di unirsi in un prodotto il più possibile equilibrato.

Sul fronte della viticoltura si pratica da sempre la lotta integrata per la difesa dai parassiti, e gli interventi in vigna avvengono solo in maniera mirata e in caso di effettiva necessità. Dei 6 ettari di vigneti sono 3,7 quelli iscritti a Brunello di Montalcino e tra le referenze prodotte ci sono anche il Rosso di Montalcino e un Igt, il Villa Montosoli. A seconda delle annate viene prodotto il Brunello Riserva, che coincide con la selezione di un unico vigneto, soltanto quando le uve hanno caratteristiche tali da dare il miglior risultato possibile.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Rosso di Montalcino Doc 2019
Vinificazione: fermentazione spontanea con lieviti indigeni e macerazione a una temperatura di 30-33° C per circa 20 giorni con frequenti rimontaggi e follature
Affinamento: 12 mesi in botte di rovere da 30 hl e 6 mesi in bottiglia

Di un bel colore rosso rubino lucente, naso di frutto rosso maturo e balsamicità intensa. Il sorso è importante. Fresco e caldo, con un frutto polposo e ricco.

Brunello di Montalcino Docg 2016
Vinificazione: fermentazione spontanea con lieviti indigeni e macerazione a una temperatura di 30-33° C per circa 20 giorni, con frequenti rimontaggi e follature
Affinamento: 36 mesi in botte di rovere da 30 hl e 6 mesi in bottiglia

Nel calice esprime una bella lucentezza e al naso è potente, con aromi di frutto intenso e una balsamicità che avvolge tutto l’olfatto di note di mentolate, completate da accenni di cacao e anice. In bocca l’ingresso è morbido e seguito da una freschezza tagliente a cui fa da spalla un tannino ancora giovane. Il finale è caldo
e lungo, con toni di liquirizia.

Brunello di Montalcino Riserva Docg 2015
Un colore più intenso e un bouquet dal frutto maturo, con una balsamicità di resina di pino e bacche di ginepro schiacciate, note di cacao e mon chéri, accenni vanigliati. Al palato è freschissimo e caldo, un vino di potenza, dal tannino morbido e il sorso rotondo. Il finale è lungo e porta con sé gradevoli sensazioni di arancia sanguinella.

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