Spumanti, +27% in distribuzione moderna

di Federica Borasio

Crescita dei volumi e del valore le tendenze mostrate in un canale dove si sta affermando la regola ‘meno quantità, più qualità’.

Una ricerca dell’IRI lungo i primi nove mesi dell’anno rivela l’esistenza di due tendenze nel mercato dei vini in distribuzione moderna, dove a fronte di una crescita dei volumi attestatasi su valori inferiori (2%, pari a 12 milioni di litri) rispetto a quelli registrati nel 2020 il controvalore sta continuando a progredire (9,7% pari a 200mila euro), in linea con un processo già in essere da anni.

A trainare le vendite le bollicine (+27,1% a volume), passate dal +45% a volume del primo trimestre 2021 al +28,7% del secondo e al +9,9% del terzo “La maggior crescita a valore rispetto al volume – ha detto Virgilio Romano, business insight director IRI – dipende da vari fattori che si intrecciano, dando luogo al gap fra i due indicatori: nel lungo periodo assistiamo ad una continua evoluzione del consumatore che compra prodotti con prezzo medio più alto, nel breve periodo assistiamo al rimbalzo verso il 2020 che ha premiato i vini che lo scorso anno sono stati svantaggiati dalla emergenza pandemica. Aggiungiamo le variazioni nelle dinamiche promozionali, canali che crescono più di altri e possibili variazioni di prezzo al pubblico e abbiamo gli ingredienti che assieme spiegano la distanza tra crescita a valore e crescita a volume”.

“L’evoluzione e la specializzazione dello scaffale della DM, già in atto da tempo, è stata stimolata dalla situazione Covid e in pochi mesi si sono visti cambiamenti molto significativi – ha sottolineato Marcello Ancarani, rappresentante di Federvini – Si è implementato un dialogo indispensabile con il consumatore, con attività promo non solo sul prezzo, ma con messaggi su scaffale e web. Non va trascurato anche il ‘dialogo’ indiretto e sinergico con il canale Horeca”.

“Seppure la crescita sia rallentata in termini di volume, la ricerca dell’IRI mostra come il consumatore abbia continuato a premiare i profili più qualitativi – ha detto Enrico Gobino, rappresentante di Unione Italiana Vini – il principio di ‘meno quantità, più qualità’ sembra diventata una caratteristica che contraddistingue anche il canale DM. Un’ottima base di confronto tra produttori e catene distributive per qualificare l’offerta a favore del consumatore”.