I vini antichi dall’anima moderna della Campania

di Lucia Immacolata Migliaccio

Da Campania Stories, una selezione di 51 etichette che accompagna alla scoperta di vini impregnati di magma e sale.

Terra ricca di storia e cultura, la Campania era il giardino dei Romani, il luogo prediletto per la villeggiatura dei nobili della Res Pubblica e scrigno di prelibatezze che venivano esaltate sulla tavola dei latini. Il vino di cui si discuteva a Roma era il vino della Campania, chiamato “il vino degli imperatori”, custodito in anfore speciali su cui annotavano la provenienza e l’annata di produzione, come delle vere e proprie rarità.

Plinio il Vecchio la descrive come Campania illa felix per l’incredibile fertilità dei terreni vulcanici, il clima temperato, i folti boschi e bellezze paesaggistiche, e per distinguere la Campania Antiqua cioè quella del primo periodo, meno estesa e collocata intorno a Capua, (dal Monte Massico al Nord, fino ai Campi Flegrei a Sud), e dalla Campania Nova augustea, che comprendeva anche una parte del Lazio.

Le radici del vino campano sono però più profonde e affondano nell’epoca dell’espansione greca nel Mediterraneo. I Greci provenienti da Eubea fondarono a Cuma una loro enclave, e tutto fa presupporre che portassero con sé semi di vitis vinifera, testimoniata oggi da varietà autoctone fortemente imparentate con esemplari ellenici: l’aglianico in primis, il greco, il fiano, la falanghina, la biancolella e il piedirosso. Anche le antiche forme di coltivazione dalla vite ad alberello che si ritrovano ancora in qualche angolo della regione, le alberate di falanghina e asprinio che talora superano i venti metri di altezza nonché la ritrovata Coppa di Nestore, celebre kotyle usato per bere vino durante i simposi, dimostrano la lunghissima storia in Campania della coltivazione dell’uva e la sua trasformazione in vino.

VINI ANTICHI, OGGI FRESCHI E IMPORTANTI

Vini impregnati di magma e sale, di terra e mare sono quelli che oggi esprime la Campania più autentica e fedele, che non ha bisogno di costruire a tavolino un’immagine per conquistare consensi.

Vini con quasi tremila anni di storia che mai sono stati così giovani, freschi, importanti. Il cuore dell’Irpinia batte forte, non soltanto con il Taurasi, e porta l’attenzione sull’aglianico che consolida il positivo andamento qualitativo, nonostante alcune vinificazioni troppo estrattive e un utilizzo del legno eccessivo che restituiscono rossi molto evoluti e un po’ stanchi.

Sono invece i bianchi a riscrivere la storia e a sottolineare la vocazione del territorio. Il tradizionale derby tra Fiano di Avellino e Greco di Tufo registra un maggior slancio di quest’ultimo, ma il tempo saprà regalare sorprese. È qui che abita la mineralità, quella che sa di pietra e zolfo, di toni fumo e scoglio, di echi salmastri e di iodio.

Difficile non citare il Sannio, diventato un wine district in cui territorialità e tradizione formano un legame inscindibile: la camaiola, vitigno autoctono che è tornato al suo antico nome, l’aglianico del Taburno, l’agostinella e la falanghina dimostrano una gran crescita qualitativa.

Gli itinerari del vino nella provincia di Napoli invece spaziano dal Vesuvio ai Campi Flegrei, dove la viticoltura è a piede franco, si mescolano tra le vigne metropolitane di Napoli e si inerpicano sui Monti Lattari, giungendo sino alla Penisola Sorrentina con le sue terrazze a picco sul mare. Una strada che tocca le isole di Ischia e Capri, caratterizzate da muretti a secco di tufo e un susseguirsi di scorci unici. Il piedirosso, dell’area flegrea e vesuviana, è stato una grande novità quest’anno mentre, la crescente consapevolezza della predisposizione alla longevità, ha spinto sempre più aziende ad allungare i tempi di affinamento in bottiglia. E la falanghina dei campi flegrei, degustata dopo diversi anni, ha confermato interessanti evoluzioni terziarie. Doti che iniziano ad essere apprezzate anche per il Greco di Tufo e il Fiano di Avellino, estremamente godibili dopo qualche anno dalla vendemmia e per la Falanghina del Sannio, un bianco spesso considerato da bere soltanto a pochi mesi dalla vendemmia.

Piccole chicche, come il pallagrello bianco e il nero dalle Colline Caiatine, il casavecchia, l’aspirino da alberate della Piana Aversana o la catalanesca vesuviana, hanno regalato sorprendenti emozioni. Una Campania senza filtri ne mezze misure, da visitare con un calice alla mano.

DEGUSTAZIONE

Dall’assaggio di 341 etichette a disposizione della stampa specializzata in occasione di Campania Stories, ecco una selezione di 51 vini recensiti, frutto di un’attenta valutazione, con assaggi e riassaggi. La selezione è composta da conferme di vini incredibilmente buoni, da vini del territorio che vale la pena degustare e giovani cantine che si affacciano sul mercato. Tutti da segnare in agenda.

BIANCHI MONOVARIETALI E BLEND MISTI

Casebianche – Iscadoro 2018 – Paestum bianco Igp

Uvaggio: 40% fiano, 30% trebbiano, 30% malvasia
Vinificazione: in acciaio con le bucce per 6gg, continuazione della fermentazione alcolica per 80% in acciaio e 20% in legno
Affinamento: 10 mesi per 80% in acciaio e per 20% in tonneau di rovere, poi 6 mesi di bottiglia

Dorato luminoso presenta un olfatto variegato con raffinati toni di miele millefiori, pesca gialla, albicocca ed accenni di erbe aromatiche. Ingresso morbido al palato stemperato da giusta freschezza e sapidità. Finale lungo ed appagante.

Contrade di Taurasi – Grecomusc 2018 – Campania bianco Igp

Uvaggio: 100% roviello bianco
Vinificazione e maturazione: acciaio e bottiglia

Giallo paglierino luminoso con qualche riflesso verdolino, al naso è intrigante con sentori di cedro e bergamotto, richiami di erbe aromatiche e pietra focaia. Sorso appagante con una energica spalla acida ed echi di mandorla amara.

Montevetrano – Core Bianco 2020 – Campania Igp

Uvaggio: fiano e greco
Vinificazione: in acciaio e affinamento in bottiglia

Giallo paglierino con grande luminosità. Si apre al naso con sensazioni di fiori di acacia, rosmarino, cui segue la nocciola ed anche del muschio. Al sorso disegna un arco gustativo che abbraccia sostanza, freschezza e sapidità in perfetta corrispondenza. Finale pulito con una gran bella persistenza.

Marisa Cuomo – Fiorduva 2019 – Costa d’Amalfi Bianco Dop

Uvaggio: 40% ripoli, 30% ginestra, 30% fenile
Vinificazione: affina in barrique di rovere francese e bottiglia

Paglierino di eccellente luminosità e vivacità. Ricchezza di olfatto che porta alla macchia mediterranea con timo, finocchietto, mela limoncella e buccia di arancia. Una sottile speziatura orientale. La bocca è calda ed accogliente che si desta poi in un poderoso scatto gustativo di sapida mineralità.

Sammarco Ettore – Selva delle Monache 2020 – Costa d’Amalfi Ravello Bianco Dop

Uvaggio: 60% biancolella, 20% biancazita, 20% falanghina
Vinificazione: criomacerazione prefermentativa, fermentazione in acciaio dove affina per 4 mesi

Paglierino pieno ed intenso, si sintonizza inizialmente sulle frequenze floreali e note di agrume, poi fiori di tiglio ed erbe mediterranee. Bocca composta e verticale con finale salmastro.

BIANCHI A BASE DI CODA DI VOLPE

Traerte – Coda di Volpe 2020 – Irpinia coda di volpe Dop

Uvaggio: 100% coda di volpe
Vinificazione: in bianco tradizionale, 5-10 mesi di acciaio e 3 mesi di bottiglia

Paglierino lucente, al palato esordisce con sentori di pietra focaia e timbro fumè. Sbuffi di fiori di sambuco, camomilla, orzo. In bocca una ricchissima sapidità, che sfuma su echi agrumati.

BIANCHI A BASE PALLAGRELLO BIANCO

Alois – Morrone 2019 – Terre del Volturno Pallagrello Bianco Igp
Uvaggio: 100% pallagrello bianco
Vinificazione: 2/3 in acciaio e 1/3 sulle fecce fini in legno per 9 mesi, poi 12 mesi di bottiglia

Paglierino carico, presenta un ampio ed elegante spettro olfattivo con toni agrumati di mandarino con un sottofondo di camomilla, resina ed accenni speziati e tostati. Il sorso è pieno, caldo e avvolgente con una pungente sapidità. Finale lungo con un ricco bagaglio aromatico.

Masseria Piccirillo – Pallagrello Bianco 2019 – Terre del Volturno Pallagrello Bianco Igp
Uvaggio: 100% pallagrello bianco
Vinificazione e maturazione per 6 mesi in recipienti d’acciaio

Oro di tenue intensità aromatica, presenta profumi dall’indole mediterranea con rosmarino, menta selvatica, anche gesso. A seguire, una vena affumicata. In bocca l’attacco è preciso e morbido, sapore e freschezza si ritrovano insieme in una progressione ritmica snella e fluida. Finale lungo.

BIANCHI A BASE FALANGHINA

Villa Matilde Avallone – Caracci 2017 – Falerno del Massico bianco Dop

Uvaggio: 100% falanghina
Vinificazione e affinamento: fermentazione parte in anfore di terracotta (da 150 a 500 lt), parte in barrique di Allier e parte in acciaio. Parte del vino fa batonnage a contatto con le fecce nobili nelle anfore per circa 3 mesi. Lungo affinamento in vetro

Paglierino con riflessi dorati, si apre all’olfatto con mimosa, pesca, mela ed una originale nota salmastra. Sorso pieno ed avvolgente, vellutato. Notevole struttura che svela ricordi di salvia ed un leggero guizzo citrino nel finale.

Cantine Tora – Cent’ore 2019 – Campania Falanghina Igp

Uvaggio: 100% falanghina
Vinificazione e maturazione: in acciaio, 10 mesi di bottiglia

Giallo paglierino, gelsomino e fieno aprono le danze, poi subentra nespola, ananas su di uno sfondo di ghiaia bagnata. Ingresso vigoroso che si allarga in un sorso pieno caldo e rotondo. Chiusura sapida, ritmata da coerenti ritorni olfattivi.

Fontanavecchia – Falanghina del Sannio 2020 – Falanghina del Sannio Taburno Dop
Uvaggio: 100% falanghina
Vinificazione e maturazione: in acciaio, con batonnage su fecce fini da fine fermentazione, 4 mesi di acciaio

Brillante il giallo paglierino di cui è vestito, all’olfatto manifesta raffinati profumi di ginestra, biancospino, fiori di campo. Il sottofondo è minerale, dall’anima di gesso ed idrocarburo. Palato appagante, che unisce un sorso pieno fresco e dinamico, slanciato da una vivida freschezza. Lungo il finale.

Fontanavecchia – Libero 2015 – Falanghina del Sannio Taburno Dop

Uvaggio: 100% falanghina
Vinificazione e maturazione: macerazione sulle bucce per 8 ore, fermentazione 10% in barrique francese e 90% in acciaio. Affina in barrique per 4 mesi circa

È la conferma della capacità di sfidare gli anni dei vini da falanghina. Paglierino intensissimo, una netta matrice agrumata timbra l’incipit, seguito da zafferano, fico bianco, pera Mastantuono, miele di acacia. Un soffio di fiori di zagara. L’impatto gustativo è morbido e rotondo per poi svelare una rinfrescante onda sapida, ricca di suggestioni salmastre.

La Guadiense – Anima Lavica 2020 – Falanghina del Sannio Dop

Uvaggio: 100% falanghina
Vinificazione e maturazione in acciaio

Giallo paglierino, è un susseguirsi di fiori bianchi, mela limoncella, frutta esotica che chiude con un finale di gesso. L’intrigante mineralità gli dona una beva dissetante e saporita.

Mustilli – Vigna segreta 2019 – Falanghina del Sannio Dop

Uvaggio: 100% falanghina
Vinificazione e maturazione: lieve macerazione delle bucce e fermentazione a freddo. Affinamento in acciaio sur lies 10 mesi

Giallo paglierino luminoso, all’olfatto è intenso con sentori di bergamotto, pompelmo rosa, mela verde ed una delicata sensazione erbacea. Il sorso è agrumato, con un corpo solido, decisamente fresco e sapido.

Agnanum – Falanghina 2019 – Campi Flegrei Falanghina Dop

Uvaggio:100% falanghina
Vinificazione e affinamento in acciaio

Giallo paglierino con riflessi verdolini, unisce all’olfatto tocco vegetale e reminiscenze pietrose. Energica freschezza che conduce ad una chiosa di erbe officinali. La spiccata sapidità allunga il sapore e lascia la bocca pulita, desiderosa di un nuovo sorso.

Astroni – Strione 2015 – Campania Falanghina Igp

Uvaggio: 100% falanghina 12%
Macerazione con le bucce e maturazione in legno ed acciaio con batonnage frequenti per un totale di 36 mesi (12 in legno e 24 in acciaio. Seguono ulteriori 6 mesi di bottiglia

Oro lucente che evoca il miele di acacia, poi il dattero, l’albicocca candita con meravigliosi echi salmastri. Il gusto conferma le suggestioni olfattive per coesione ed armonia. Termina con un finale di marmellata di agrume con grande complessità e struttura.

Contrada Salandra – Falanghina 2018 – Campi Flegrei Falanghina Dop

Uvaggio: 100% falanghina
Vinificazione e maturazione: in acciaio con conseguenti rimontaggi sulle fecce fini per 5-6 mesi

Paglierino tendente al dorato, al naso affiorano nocciola, felce, fiori di sambuco, ortica. Al sorso è una gradita conferma di eleganza: caldo e setoso non lesina slanci di esuberante freschezza e sapidità. Regala un finale tenace ed appagante.

La Sibilla – Cruna del Lago 2019 – Campi Flegrei Falanghina Dop

Uvaggio: 100% falanghina
Vinificazione e maturazione: in acciaio

Giallo paglierino luminoso. Una nuance di idrocarburi si fa attraversare da fresie e gelsomino. Poco dopo emergono profumi di macchia mediterranea, poi pesca, melone giallo. L’ingresso in bocca conferma l’olfatto, intenso ma rinfrescato da una bella acidità. Lo sviluppo gustativo lo proietta verso un prolungato sapore.

BIANCHI A BASE FIANO

Luna Rossa – Quartara 2018 – Colli di Salerno Fiano Igp

Uvaggio: 90% fiano e 10% falanghina
Vinificazione in acciaio e maturazione per il 50% in anfora, 25% in barriques e 25% in acciaio

Oro luminoso, al naso intriga con note speziate, albicocca, castagno. Lievi cenni minerali, confermati anche al palato. L’impatto gustativo è morbido e rotondo per poi svelare una rinfrescante onda sapida chiudendosi con una sottile dolcezza.
Irpinia

Colli di Lapio – Fiano di Avellino 2020 – Fiano di Avellino Dop

Uvaggio: 100% fiano
Vinificazione e maturazione: in acciaio e bottiglia

Paglierino pieno, grande pulizia al naso con netti riconoscimenti di pera e mela, seguite da agrumi ed anche una sottile spezia. Al sorso svela una una pienezza di sapore, incede sospinto da una propulsione fresca e sapida. Epilogo persistente.

Di Meo – Fiano di Avellino 2020 Fiano di Avellino Dop

Uvaggio: 100% fiano di Avellino
Vinificazione: criomacerazione e pressatura soffice dell’uva, fermentazione in acciaio dove sosta per 3 mesi. Segue affinamento 3 mesi in bottiglia

Luminoso paglierino, all’olfatto è fine ed elegante, esprimendosi tra nocciola, mandorla e muschio. Sopraggiunge una delicata ginestra ed essenze vegetali. La freschezza caratterizza il sorso, rendendolo dinamico, mentre la sapidità assume la responsabilità di una profonda e duratura traccia gustativa.

BIANCHI A BASE GRECO

Cantine Dell’Angelo – Miniere 2019 – Greco di Tufo Riserva Dop

Uvaggio: 100% greco
Vinificazione e maturazione: in acciaio, seguono 12 mesi in acciaio e 6 di bottiglia

Oro luccicante, il quadro olfattivo è di deliziosa complessità: tracce di zolfo, origano di montagna, tiglio, erbe officinali e sul finale frutto maturo. Il sorso è agile per l’acidità ma saporito per la sapidità che gli regala una gratificante succulenza. Nel persistente finale, venature agrumate che finemente affiorano.

Cantine di Marzo – Vigna Ortale 2019 – Greco di Tufo Riserva Dop

Uvaggio: 100% greco
Vinificazione e maturazione: 9 mesi in acciaio e 12 mesi bottiglia

Giallo paglierino con nuance dorate, al naso è intriso di ginestra e miele equilibrato dall’impronta sulfurea, iodio e pietra focaia. Al palato, la freschezza è vibrante stemperata da una riconoscibile sapidità. Epilogo persistente.

Di Meo – Vittorio 2008 – Greco di Tufo Riserva Dop

Uvaggio: 100% greco
Macerazione sulle bucce e affinamento in acciaio sulle fecce fini 10 anni, ulteriore affinamento in bottiglia 30 mesi

Dorato dall’ammaliante luminosità. Una traccia penetrante di pietra focaia ed ardesia accompagnate da una leggera nota idrocarburica, solca il profilo olfattivo e fa da apripista a sentori agrumati, nespole e timo. Movimento gustativo lento in cui trovano perfetta armonia tutte le componenti. Caldo, pieno strutturato e lunghissimo.

I Favati – Terra Antica 2020 – Greco di Tufo Dop

Uvaggio: 100% greco
Vinificazione acciaio dove segue maturazione, oltre la bottiglia

Paglierino luminoso, lo scenario odoroso è tratteggiato da respiri fruttati di pompelmo, mela, pesche gialle e schegge di pietra focaia. La fase gustativa è caratterizzata da vibrante freschezza e sostenuta sapidità. Termina lentamente, in maniera elegante e sontuosa.

Passo delle Tortore – Le Arcaie 2020 – Greco di Tufo Dop

Uvaggio: 100% Greco
Pressatura soffice, mosto fiore illimpidito per sedimentazione naturale a freddo e fermenta una parte in acciaio ed in restante in rovere nuovo. Elevage di 4-6 mesi sur lies con batonnage

Paglierino smagliante, il naso è ampio in un susseguirsi di fiori gialli, percocca, albicocca, sfumature esotiche, note iodiate e leggero fumé. L’ingresso è segnato dall’asse fresco sapido che sfuma con una chiusura bella lunghezza.

ROSSI MONOVARIETALI E BLEND MISTI

De Beaumont – Macchiusanelle 2018 – Campania Rosso Igp

Uvaggio: 100% barbera
Fermentazione e macerazione con lieviti indigeni per circa 20gg, pressatura soffice senza chiarifica ne microfiltrazioni. 12 mesi acciaio e 18 bottiglia

Rosso rubino profondo, l’esordio olfattivo è di giuggiole e prugne rinfrescate da un pizzico aristocratico di pepe bianco. Il sorso è saporito, fresco e godibilissimo impreziosito da una nuance vegetale.

Galardi – Campania Piedirosso Terra di Rosso 2018 – Campania Piedirosso Igp

Uvaggio: 100% piedirosso
Fermentazione in acciaio e affinamento di 10 mesi in barrique

Rubino scintillante, si apre con un contributo di frutti di bosco, more di rovo, ciliegie in confettura. Poi vira deciso verso toni più scuri di cioccolato, polvere di caffè ed aliti minerali. Il palato è piacevole, lineare e discretamente lungo.

Monserrato 1973 – Sannio Barbera 2020 Dop

Uvaggio: 100% barbera del Sannio
Vinificazione in acciaio e maturazione una parte in serbatoio, una parte in anfora per 8 mesi

Intenso rubino, è un abbraccio di amarena e fragolina di bosco. La bocca esprime una perfetta ed equilibrata sintonia di movimento, converge con decisione verso la speziatura ed il tabacco. La bocca esprime un’invitante freschezza e proporzionata struttura.

ROSSI A BASE PIEDIROSSO

Agananum – Piedirosso 2019 – Campi Flegrei Piedirosso Dop

Uvaggio: 100% piedirosso
Vinificazione e maturazione in acciaio

Impenetrabile rubino, esordisce all’olfatto con una manciata di petali di viola, ciliegie e more di rovo. Cenere e pepe nero accompagnano un cenno di tabacco. Sorso pulito, netto, con una sferzante acidità e tannini composti.

Astroni – Colle Rotondella 2020 – Campi Flegrei Piedirosso Dop

Uvaggio: 100% piedirosso
Macerazione con délestage, fermentazione in acciaio per 2 settimane. Maturazione sur lies in acciaio per 4 mesi e bottiglia

Rubino con nuance violacee. Rilascia una manciata di petali di geranio e viola, poi succo di amarena e tocchi balsamici. Sapore pieno, salino e fresco. Sfuma con tannini garbati e precisi.

Cantine del Mare – Terrazze Romane 2019 – Campi Flegrei Piedirosso Dop

Uvaggio: 100% piedirosso
Vinificazione e maturazione: in acciaio ed affinamento in bottiglia per 12 mesi

Rubino vivace, il naso rimanda a frutti di bosco, melagrana, noce moscata. Freschezza e sapidità guidano il sorso con sicurezza con tannino ben integrato. Nel finale, libera frutta e liquirizia

La Sibilla – Vigna Madre 2019- Campi Flegrei Piedirosso Dop

Uvaggio: 100% piedirosso
Vinificazione e maturazione: in acciaio e bottiglia

Rosso rubino, al naso frutta con prugne e lamponi. Nuance floreali, macchia mediterranea e soffusa mineralità. L’ingresso al palato è morbido, avvolgente, elegante. I tannini sono arrotondati ed è decisivo il contributo di freschezza e sapidità. Chiude con echi balsamici.

Martusciello – Settevulcani 2020 – Campi Flegrei Piedirosso Dop

Uvaggio: 100% piedirosso
Vinificazione: macerazione sulle bucce per 5gg e fermentazione in acciaio. Fino alla primavera successiva acciaio, poi bottiglia per 2 mesi

Rubino impenetrabile, è minerale, pieno ed intenso. Ematico, con incursioni di olive nere e carruba. Al gusto è immediato, composto e riconoscibile. Bella freschezza con beva vivace, sorso spigliato ed estremamente gradevole.

Mustilli – Piedirosso 2019 – Sannio Piedirosso Dop

Uvaggio: 100% piedirosso
Vinificazione e maturazione: in acciaio ed affinamento in bottiglia per 12 mesi

Rubino. La delicatezza floreale della viola, anticipa le maturità di mirtilli e more. Il corredo olfattivo si amplia con caffè e cenere. Continua con le spezie animate da un lievissimo soffio balsamico. Appagante finale insaporiti da toni fruttati.

ROSSI A BASE AGLIANICO

Fattoria di Rivolta – Terra di Rivolta 2017 – Aglianico del Taburno Riserva Dop

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione in acciaio e maturazione di 18 mesi in barrique e 18 mesi di bottiglia

Rosso rubino fitto, il profilo olfattivo presenta un ampio ventaglio di spezie scure, tabacco, menta piperita, terra bagnata. E la sequenza è ricca ed originale e svela sentori ematici, oliva e note fumè. Sorso saporito, con tannini generosi, ben integrati. Finale lungo e appagante.

Fontanavecchia – Grave Mora 2012 – Aglianico del Taburno Riserva Dop

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione e maturazione in acciaio

Luminoso rubino, il naso propone una compiuta fusione di prugne e mirtilli, nuance floreali di viola. Seguono cacao, tabacco, china, grafite. La bocca avvolge e seduce con la sua complessità. Ricco di sottobosco ed erbe officinali, offre un finale persistente in uno sviluppo lineare e proporzionato.

Barbot Stefania – Ion 2018 – Irpinia Campi Taurasini Dop

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione e maturazione in acciaio

Rosso scuro, il naso è al primo impatto dominato da china, grafite ma anche note balsamiche. Si espande nel palato con generosa freschezza che dialoga con un tannino saldo e di aristocratica finezza. Attacco di bocca dolce che vira su frutta scura matura.

Boccella Rosa – Taurasi 2015 – Taurasi Dop

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione in tini troncoconici e maturazione in botte grande da 50 hl

Fitto ed impenetrabile rubino con bordi granato. Naso ricco e profondo, stratificato con frutto di bosco, liquirizia, cuoio e spezie orientali. La bocca è ampia ed appagante. Si espande al palato mostrando pienezza e rotondità, ben contrastate dal vigore tannico che conduce ad una progressione gustativa allungata dalla sinergia di freschezza e sapidità.

Contrade di Taurasi – Vigne d’alto 2015 – Taurasi Dop

Uvaggio: 100% aglianico di Taurasi
Vinificazione in acciaio ed affinamento in botti di rovere

Granato lucente, al naso è una ventata di sentori fruttati rafforzati da un intrigante tabacco, grafite e polvere di cacao. L’acidità e rinfrescante, poi arrivano i tannini con la loro fiera ed asciugante presenza.

Di Prisco – Taurasi 2015 – Taurasi Dop

Uvaggio: 100% aglianico di Taurasi
Fermentazione in legno e maturazione in legno/bottiglia

Rosso rubino, alza il sipario con prugna della California, cacao, rabarbaro. Al gusto la beva è aggraziata e composta, con tannini ordinati e ben integrati nella struttura.

Donnachiara – Taurasi 2017 – Taurasi Dop

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione: in acciaio con macerazione post-fermentativa sulle bucce di 15 gg. Malolattica in barrique dove segue affinamento di 12 mesi e bottiglia di 12 mesi

Rubino intenso, il naso è ricco con profumi di mora e prugna, pepe e cioccolato. Bocca ampia ed appagante, dalla generosa freschezza che dialoga con tannini finemente levigati. La persistente chiusura ribadisce la convivenza pacifica di frutta e spezie.

Feudi di San Gregorio – Piano di Montevergine 2015 – Taurasi Riserva Dop

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione in acciaio e maturazione per 18 mesi in barrique di rovere francese di media tostatura

Splendente rubino, è un compendio di frutti di bosco pot-pourri, tabacco e liquirizia. Al palato è avvolgente con un tannino vivo integrato nella voluminosa struttura. Chiusura godibile ed appagante.

Molettieri – Ischa piana 2018 – Irpina Rosso Dop

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione in acciaio e maturazione di 18 mesi in acciaio e 6 mesi di bottiglia

Rosso rubino dalla trama serrata. Ricami di viola, liquirizia, fragola e schegge minerali. Sorso pieno e morbido in una progressione sostenuta dalla sinergica unione tra freschezza e sapidità. Piacevolissima chiusura salina.

Perillo – Taurasi riserva 2009 – Taurasi Riserva Dop

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione: macerazione di 25 gg in acciaio e affinamento in barrique per 12 mesi, poi in botte da 20 hl per 20 mesi

Rubino con lampi granato, all’olfatto si trovano i sentori pronunciati di ciliegie rosse, tamarindo, incenso e sandalo, tenuti insieme da un elegante profilo di sottobosco ricco di muschio e terra bagnata. La bocca è sorprendentemente fresca e ricca, ed alleggerisce, quasi diluisce il tannino. Evoluto, ma non ancora maturo, già emoziona.

Tenuta Cavalier Pepe – Opera Mia 2015 – Taurasi Dop

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione: fermentazione in acciaio e affinamento in cemento, 12 mesi di barrique di rovere francese

Rubino fitto, al naso sfila con fragranze di arancia rossa, gelsi maturi, liquirizia, citrus maturo. Il tannino è esemplare per agilità e grazia. Al gusto è equilibrato e le componenti sapide allingano la chiusura.

Tenuta Scuotto – Taurasi 2015 – Taurasi Dop

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione in acciaio, maturazione e affinamento barrique e bottiglia

Rosso rubino, i rintocchi fruttati siglano l’inizio con mirtilli rossi e fragole, poi si concede all’abbraccio di erbe aromatiche e china. Al palato, è denso con tannini dalla trama levigata e, la persistente chiusura ribadisce convivenza pacifica di frutta e spezie.

Lunarossa – Borgo Mastro 2016 – Colli di Salerno Aglianico Igp

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione in acciaio e maturazione in tino troncoconico per 30 mesi. 12 mesi di bottiglia

Rosso rubino, il naso è di sottobosco, china e rigenerante scia balsamica. Equilibrio gustativo, ben bilanciato tra morbidezza e sapidità, i tannini fanno sentire la loro percettibile presenza, senza essere invadenti. Chiusura che invita all’assaggio successivo.

Tempa di Zoe – Diciotto 2019 – Paestum Aglianico Igp

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione e maturazione: in acciaio e legno

Rubino con vivacità cromatica, è un canestro di frutta scura, mirto e giuggiola. Pieno ed avvolgente con tannini setosi che scivolano sul palato sospinti da una adeguata freschezza. Finale lungo e saporito.

Viticoltori Lenza – Massaro 2018 – Colli di Salerno Igp

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione e maturazione in acciaio e bottiglia

Rosso rubino con una vivace luminosità, il naso parte subito con visciole e fragole ffiancate da nuance più pungenti di pepe e leggero balsamico. Freschezza che genera salivazione, tamponata con garbo dal tannino vitale. Preciso e coerente.

Vuolo – 2mila16 2016 – Colli di Salerno Aglianico Igp

Uvaggio: 100% aglianico
Vinificazione: fermentazione e macerazione per circa 2 settimane in acciaio con rimontaggi. Affinamento in barrique di primo e secondo passaggio per quasi due anni. Poi in bottiglia per altri 2 anni

Abito rosso rubino, alle amarene su affiancano sensazioni di liquirizia e lieve traccia balsamica. Sin dal primo assaggio esprime la sua potenza, schietto e slanciato. Persistente sul finale rimanda ad una piccante speziatura.