Un Brunello di ‘carattere’ con l’impronta del terroir per Mastrojanni

di Giambattista Marchetto

Degustazione delle etichette prodotte nell’area di Castelnuovo dell’Abate dall’azienda guidata da Riccardo Illy e Andrea Machetti, alla costante ricerca dell’eccellenza

di Giambattista Marchetto ed Elena Morganti

Due cru di Brunello premiati dalle più importanti guide italiane e internazionali – il Vigna Schiena d’Asino dalle viti più vecchie, che esce sul mercato solo nelle annate migliori, e il Vigna Loreto – e un cru dedicato al Rosso di Montalcino sono i gioielli su cui ha puntato Mastrojanni per conquistare la posizione di eccellenza raggiunta negli ultimi 10 anni.
Nata nel 1975, l’azienda agricola Mastrojanni sorge nell’area di Castelnuovo dell’Abate, all’estremo lembo sud-est di Montalcino, in un un angolo di terra segnato dal passaggio del fiume Orcia e dall’influsso metereologico del Monte Amiata. Nel 2008 Andrea Machetti ha guidato il passaggio di proprietà dalla famiglia Mastrojanni al Gruppo Illy, il polo del gusto della famiglia triestina presieduto da Riccardo Illy. E questa svolta ha impresso una accelerazione significativa nel ripensamento dell’azienda.

INVESTIMENTI PER LA CRESCITA
Nel 2020, nonostante le oscillazioni dei mercati causate dalla crisi sanitaria, Mastrojanni è arrivata a commercializzare circa 110 mila bottiglie e ha proiettato il fatturato oltre 2,5 milioni di euro, facendo registrare dal 2014 a oggi una crescita dei ricavi superiore al 34%.
Nel 2019 oltre il 60% delle bottiglie sono state vendute all’estero, in particolare sui mercati europeo, statunitense, canadese, sudamericano e su quello asiatico. Mentre il restante 40% circa è destinato al mercato italiano.
Sul fronte degli investimenti, dal 2009 hanno superato i 5 mln di euro le risorse impiegate per realizzare i nuovi impianti, per l’acquisizione dei vigneti, per il rilevamento di ulteriori diritti a Brunello, per la nuova cantina di affinamento – esempio di connubio fra bioarchitettura e tecniche costruttive tradizionali -, ma anche per la realizzazione della sala degustazione e gli alloggi dei dipendenti. Il tutto per consentire a Mastrojanni di incrementare quanto prima la soglia di vendita e orientarla a 180 mila bottiglie. Ulteriori 800 mila euro circa sono stati investiti nell’ampliamento delle cantine con la nuova tecnologia di vinificazione.
L’azienda ha inoltre investito oltre 3 milioni euro per ristrutturare l’antico borgo dominante la Val d’Orcia, ricavandone un relais composto da 3 suite, 2 junior suite e 6 camere matrimoniali, una piscina panoramica affacciata verso il monte Amiata, un centro wellness e un ristorante che propone piatti espressione del territorio in chiave gourmet e raffinata.

VINI DI TERRITORIO
Andrea Machetti, mente e anima di Mastrojanni dal 1992, è da sempre sostenitore dell’unicità del matrimonio tra Sangiovese e terreno. Ecco perché in Mastrojanni sono prodotti i due cru di Brunello e il Rosso. A queste espressioni uniche del territorio di Castelnuovo dell’Abate si affiancano i classici vini di Montalcino: il Brunello annata, un Rosso fresco, il Moscadello Vendemmia Tardiva denominato Botrys, il Ciliegiolo e due IGT, il sofisticato San Pio (base di Cabernet Sauvignon e Sangiovese) e il Costa Colonne, che aggiunge una piccola percentuale di Ciliegiolo.
In Mastrojanni le vigne hanno una densità che varia dai 3.600 ceppi per ettaro della vigna Schiena d’Asino ai 5.300 dei nuovi impianti, con rese in uva che non superano quasi mai i 50 quintali per ettaro. La fermentazione avviene in vasche di cemento vetrificato, dove si svolge anche la malolattica. I 36 mesi di affinamento sono da sempre in grandi botti di rovere di Slavonia e francese.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Ciliegiolo, Toscana Igt 2018
Uvaggio: 100% ciliegiolo
Vinificazione e affinamento: Circa 8 mesi di botte, almeno 4 mesi in bottiglia
Colore rosso rubino lucente per un naso fatto di frutto maturo e speziatura delicata di pepe. Al palato rivela un’anima fresca di ciliegia appena colta, matura e carnosa, che accompagna un sorso secco, dalle sensazioni lievemente erbacee e il tannino delicato.

Rosso di Montalcino 2018
Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione e affinamento: 6 -7 mesi in botti di rovere di Allier da 54 hl, 3 mesi in bottiglia
Il calice è di un colore rosso rubino luminoso e il bouquet balsamico, che richiama le bacche di ginepro ancora verdi e il pepe nero, assieme a una ciliegia dolce e matura. Il sorso stimola tutto il palato con un’avvolgenza fatta di sapidità e freschezza, accompagnate da un tannino morbido ed equilibrato.

Brunello di Montalcino Docg 2016
Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione e affinamento: 36 mesi in botti di rovere di Allier da 16-33-54 hl, 6-8 mesi in bottiglia
Rosso rubino intenso e lucente, con un bouquet ampio, che parla di ciliegia e susina mature, una lieve nota ematica, accenni d’anice e di foglia di tè, legati da una balsamicità mentolata. Al palato grande freschezza e una sensazione sapida piacevole, mentre il sorso si scalda, per essere poi chiuso da un tannino setoso. Il finale richiama lunghe sensazioni di foglia di tabacco.

 

Brunello di Montalcino Docg 2015
Bouquet ampio, accogliente, di frutto maturo quasi in composta, una balsamicità mentolata e densa. Il palato è fresco, con toni che virano verso la buccia d’arancia affumicata, per poi dilatarsi in un finale caldo dai toni di tabacco.

Brunello di Montalcino Docg 2014
Qui il naso alterna il balsamico alle note di tamarindo e tabacco, accenni di cacao amaro. In bocca il tannino è morbido con sensazioni quasi aranciate che si allargano verso i lati della lingua per chiudere asciugati da un tannino morbido. Un’annata complessa che il tempo finisce per premiare.

Brunello di Montalcino Docg 2013
Rosso granato lucente. Al naso una bella ampiezza e una grazia balsamica fatta di macchia mediterranea e sensazioni mentolate, con accenni che ricordano quasi il mirto. Freschissimo e caldo, dai toni austeri e verticali, l’ago di una bussola che punta in alto, teso fino alla fine del sorso, per chiudere con ricordi di foglia di tè e ritorni balsamici.

Vigna Loreto, Brunello di Montalcino 2016
Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione e affinamento: 36 mesi in botti di rovere di Allier da 16-25-33 hl, 6-8 mesi in bottiglia
Il calice si fa più intenso e al naso si vira verso il tabacco e la china, sensazioni di cacao e liquirizia. In bocca la freschezza emerge più pronunciata e il gusto che richiama i toni del tamarindo. Il sorso è caldo e potente, con una sapidità si mostre più diffusa, lasciando note amaricanti sul finale. Bello il bilanciamento tra freschezza, sapidità e calore, che creano al palato un gioco di equilibri tra la forze e accondiscendenze.

San Pio, Toscana Igt 2017
Uvaggio: sangiovese e cabernet sauvignon in percentuali che variano a seconda dell’annata
Vinificazione e affinamento: 18 mesi in tonneau di rovere francese e botti di piccole dimensioni e 6 mesi in bottiglia
Rosso rubino profondo e uniforme. Al naso spicca un frutto a bacca piccola scaldato dal sole, frutti di bosco, ribes nero, poi note di cacao, e balsamicità di menta e incenso. In bocca è sapido, con una bella sensazione di frutto che avvolge il palato ed è poi seguita da un tannino setoso, per chiudere con un finale pulito e speziato.

Botrys, Moscadello di Montalcino 2010
Uvaggio: moscato, malvasia di Candia e sauvignon
Vinificazione e affinamento: 24 mesi in barriques e tonneau, 12 mesi in bottiglia
Oro colato dalle sfumature ambrate, per un bouquet fresco di bergamotto e agrumi canditi, una susina goccia d’oro sotto spirito e un’albicocca in composta. In bocca morbidezza sinuosa e acidula, seducente e dal finale rinfrescato da toni agrumati.