Un patchwork naturale nei vini di Cembra – Cantina di montagna

di Lucia Immacolata Migliaccio

Degustazione delle etichette di riferimento per la coop trentina, che con 300 ettari vitati e 300 soci conferitori ha molteplici espressioni di una stessa varietà.

Come accade spesso, quando il patrimonio di vigneti è frazionato in micro-proprietà agricole familiari, matura prima o poi il tempo per la costituzione di una cantina sociale che raccolga il frutto del lavoro di tutti, lo trasformi, lo imbottigli in nome collettivo e cerchi di valorizzarlo con la forza dell’unione. È infatti la cooperazione all’ennesima potenza il segreto di questa cantina: unione di intenti, progettualità, innovazione e voglia di mettersi in gioco.

Cembra – Cantina di montagna è una cooperativa costituita da circa 300 soci conferitori che si inerpicano su dei terreni impervi, difficili da lavorare, un impegno in vigna fuori dal comune se si pensa alle 900/1.000 ore annue di duro e appassionato lavoro per ogni ettaro vitato in questa valle.

Un vero e proprio patchwork naturale “che consente alla cooperativa, con i suoi circa 300 ettari di superfice vitata, di avere molteplici espressioni di una stessa varietà – spiega Rosario Pilati, responsabile della enoteca interna – Questo aspetto che spesso è visto come un limite, per noi è un punto di forza perché valorizziamo le diversità e con esse la realtà pubblica che si distingue dalla classica cantina sociale”.

Dagli anni Ottanta l’azienda porta avanti una attenta politica di zonazione finalizzata ad interpretare al meglio, secondo terreno ed esposizione, le specifiche diversità dei singoli vigneti, esaltandone potenzialità ed espressione: sono protagoniste le vigne e non il vitigno.

Rispetto dell’ambiente e uva, non è solo una regola ma il dogma di una filosofia che coinvolge tutte le etichette prodotte. Pilati spiega che in azienda “piuttosto che parlare di metodi naturali, parliamo di metodi più semplici: l’uva deve essere portata in cantina sana. E la vinificazione deve essere condotta nel modo più naturale possibile. Rispetto gli anni scorsi, le uve sono migliorate e di riflesso tutti i trattamenti si sono ridotti. Possiamo usare poi per la stessa uva, per lo stesso vino diversi materiali come il cemento, il legno, l’acciaio, quindi elementi di cui l’enologo dispone per arrivare ad un vino che è la massima espressione della qualità dell’uva e di un concetto enologico che può avere diversi aspetti”.

 

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Ororosso Trento doc
Uvaggio: 100% chardonnay
Vinificazione: metodo classico, 60 mesi sui lieviti, dosaggio zero

Oro rosso è il nome con cui si identifica in valle il porfido, roccia di origine vulcanica che ne caratterizza i terreni. Le uve di questo Trento doc sono raccolte da molteplici parcelle, vinificate separatamente con pressatura intera dei grappoli nella marmonier, una pressa verticale con cui l’enologo riesce a gestire la forza in base alla robustezza della buccia per ottenere un mosto pulitissimo. Sono assemblate in cuvée e, prima dell’estate, si effettua il tiraggio ed un lungo affinamento sui lieviti di circa 60 mesi, che terminerà con la sboccatura senza l’aggiunta della liqueur d’expédition che solitamente aggiunge zuccheri al vino. Prima di uscire sul mercato, Ororosso Dosaggio Zero affina ancora 3 mesi in bottiglia. Il colore è oro brillante, perlage fine, dal naso inconfondibilmente cembrano di montagna. Freschezza, sale e fragranza sono i profili che lo identificano. Nitide note agrumate, fiori nocciola, un tocco di miele d’acacia e tanta salinità. Scattante e dinamico in bocca, pieno ma ben teso con calibrata acidità.

Vigna Cancor 2017
Uvaggio: 100% riesling renano
Vinificazione e affinamento in acciaio, piccola parte in legno 10%

Situata a 480 metri slm, il riesling di questa vigna è di un paglierino molto scarico, con lampi verdi luminosi. Elegante, seppur giovanissimo, gode di un’acidità sferzante ed una struttura bilanciata. La vinificazione e l’elevage sur lies avvengono prevalentemente in acciaio per 8 mesi con una minima parte in legno (10%): ciò fine di esaltare la complessità varietale e l’evoluzione del vino nel tempo. Fiori di verbena, zagara, radice di zenzero, alghe e conchiglie al naso; in bocca entra secco, discreta morbidezza con succosa acidità agrumata. Prorompente, agile e sapido, di ottima lunghezza.

Vigna delle Forche 2017
Uvaggio: 100% müller thurgau
Vinificazione e affinamento in acciaio

Vigna delle Forche, con i suoi 872 metri, è la più alta del Trentino. Veste di giallo paglierino brillante con riflessi verde smeraldo e si apre, ad una prima olfazione, con eleganti sentori di frutta gialla succosa e croccante, tra cui spicca la susina e la pesca, lascia poi spazio a profumi minerali, alla carruba, pietra focaia, fiori di sambuco e vira su raffinate note di fieno d’alpeggio. Il palato risulta piacevolmente fresco, con richiami alle erbe di campo, bella sapidità con un sorso molto lungo e persistente. Della verticalità alla espressività, è assimilabile ad un giovanissimo Riesling austriaco. Nessuna traccia di legno, invece: Vigne delle Forche viene vinificato in solo acciaio con affinamento sulle lisi per 9/10 mesi con batonnage ogni 15 giorni.

Diaol Lavis 2018
Uvaggio: 100% chardonnay
Vinificazione e affinamento in acciaio, di cui il 30% in barrique

Diaol perché si racconta che la casa sulla collina di Pressano dove fu impiantato il primo chardonnay d’Italia fosse quella Diavolo. Ma a dare grande personalità a questo vino ci pensa il terreno siltitico, ricco di argilla e sedimenti dolomitici, che consente allo chardonnay di esprimersi pienamente. Senza alcuna filtrazione, si presenta giallo paglierino molto carico e brillante, tendente al dorato. Spettro olfattivo ampio con aromi di frutta, pesca bianca e gialla, susina e soffi salmastri.
Il palato è morbido e concreto, una punta sapido, si avverte il calore del buon tenore alcolico, la corposità e la struttura.

Maso Franch 2015
Uvaggio: incrocio manzoni e chardonnay
Vinificazione e affinamento in acciaio, 24 mesi sui lieviti, una parte in barrique

Questo blend di incrocio Manzoni e Chardonnay si presenta limpido e luminoso nel suo giallo paglierino tendente al dorato. Svela decisi aromi, ampi e sfaccettati di fiori di acacia, ginestra e gelsomino con un fragrante fruttato che sa di mango, cedro e leggeri tocchi speziati e vanigliati. Aristocratica, la nuance fumé ne amplifica la complessità e gli dona struttura e consistenza al sorso. Assaggio vibrante, sapido ed ampio nell’insieme, segnato da un ritmo salino che accarezza il palato.

Edelvernatsch Dolomiti IGT 2019
Uvaggio: 100% schiava
Vinificazione ed affinamento in acciaio e cemento

Ha il colore e la struttura di un vino rosato. Luminoso rubino tenue, propone vivaci toni di lamponi, peonie ed erbe officinali, una manciatina di spezie e mandorla amara. Al palato è di attraente semplicità, agile e fresco, dal tannino impercettibile e struttura leggera. Inaspettate note minerali arricchiscono il quadro gustativo e conducono verso un finale lungo e saporoso.

Vigna Saosent 2019
Uvaggio: 100% pinot nero 13,5%
Vinificazione ed affinamento in acciaio e cemento

Posto a 560 metri, il terroir che caratterizza la vigna, dona a questo pinot nero un brillante color rubino scarico e una gran freschezza. Il naso si presenta ampio e fine, con note floreali e fragranze intensamente fruttate come fragoline selvatiche, gelatina di ribes e lamponi in primo piano, con qualche accenno di speziatura in sottofondo. La bocca conferma e amplia tutte le positive percezioni del naso, in un assetto d’equilibrio invidiabile.

Ritratto 2015
Uvaggio: Lagrein, Teroldego e Merlot
Vinificazione: le varietà affinano separatamente, min. 30 mesi in cantina (barriques, fusti grandi di legno e vasca di cemento), poi 12 mesi di bottiglia

Profondo il colore nella veste rubino ravvivata da decisi riflessi porpora. Dispiega un’articolazione aromatica golosa che abbraccia note di frutti di bosco, amarene, mora e lampone. Un tratto balsamico avvolge la fase seguito da spezie quali vaniglia e cardamomo, nel finale piacevoli riconoscimenti di tabacco, cacao, mallo di noce e polvere di caffè. La freschezza è un elemento distintivo con un sorso piacevole e pieno, corpo adeguato e tannini di buona qualità. La bocca rimane colpita da sapori decisi che accompagnano la lunga persistenza. Il retrolfatto è in linea con i riconoscimenti in via diretta.

 

 

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