Stili a confronto nella Valpolicella di Pasqua

di Eugenia Torelli

Tra bio e convenzionale, blend e single vineyard, le diverse declinazioni di Ripasso e Amarone firmati dalla cantina veronese e il progetto Cascina San Vincenzo

Da una parte l’approccio convenzionale e vini frutto di blend dalle uve di diversi vigneti di proprietà, dall’altra il biologico, che assume i contorni di uno specifico appezzamento di terreno vitato in Valpantena, Cascina San Vincenzo. Ma non è solo l’approccio a cambiare per le etichette provenienti dai diversi vigneti in Valpolicella di Pasqua Vigneti e Cantine.
Se i metodi di vinificazione sono sostanzialmente simili – tranne un parziale utilizzo anche di tonneau e non solo barrique per i vini di Cascina San Vincenzo -, il risultato nel calice parla di vini dallo stile molto diverso, a partire dall’aspetto fino alle caratteristiche gusto-olfattive.
Nei single vineyard spiccano frutto succoso, sapidità e uno stile più ‘beverino’, confronto al carattere più morbido e speziato nei vini della linea Famiglia Pasqua. Per dirla con le parole di Riccardo Pasqua, ceo della cantina veronese, “è come mettere un solista a confronto con l’orchestra”, dove il solista suona con un piglio giovane e contemporaneo, mentre il resto dell’orchestra si impegna in una performance dall’impostazione più ‘classica’.

Il progetto biologico e la Cascina San Vincenzo
Cantina veronese alla terza generazione, Pasqua ha avviato nel 2016 un progetto dedicato alla creazione di una linea di vini biologici, che trova il suo fulcro nel vigneto di Cascina San Vincenzo, 4 ettari e mezzo situati a circa 350 metri di altitudine nella zona di Mizzole, Valpantena, prima vallata a est di Verona. Un appezzamento biologico fin dall’impianto delle viti (di circa vent’anni), il cui nome deriva da quello di una chiesetta attigua, dedicata al protettore dei vignaioli. Il suolo è di origine basaltica, argilloso ma anche molto calcareo e non viene concimato per spingere le radici delle viti a trovare da sole il proprio nutrimento. Tra le varietà di uve coltivate, Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta.
Dopo la raccolta e la vinificazione, l’affinamento in legno viene calibrato per esaltare il più possibile le caratteristiche specifiche del terroir.

Gli altri vigneti di proprietà
Le proprietà della famiglia Pasqua in Valpolicella si trovano tutte nella zona orientale della denominazione. Oltre a Cascina San Vincenzo, in Valpantena si trovano anche il vigneto di San Felice, accanto alla sede aziendale e il vigneto di Mizzole, nella parte più a est della vallata vicino all’omonima frazione. In collina a 350 metri sul livello del mare ed esposto su tutti i fronti, si trova il vigneto di Montevegro, 23 ettari su suolo basaltico e calcareo, che guardano la Val d’Illasi e la Val di Mezzane con i Lessini alle spalle. Infine, più a est si trova il vigneto di Tregnago, vicino all’omonimo centro abitato. Undici ettari su due tipologie differenti di suolo, argilloso calcareo nella zona collinare ed alluvionale nelle zone pianeggianti.

DEGUSTAZIONE

Cascina San Vincenzo, Valpolicella Ripasso Doc 2019
Uvaggio: 60% corvina, 30% corvinone, 10% rondinella
Vinificazione: pigiatura e diraspatura, poi fermentazione e macerazione sulle bucce per 15 giorni con rimontaggi e controllo della temperatura a 24-25 °C. Riposo in acciaio fino a febbraio per poi essere ripassato sulle vinacce dell’Amarone e procedere con la seconda fermentazione
Affinamento: maturazione in barrique e tonneau di varie capacità per circa 9 mesi, assemblaggio e riposo in bottiglia per 2-3 mesi

Calice rosso rubino lucente che tende lievemente al porpora. Il naso è invitante e quasi più vicino a quello di un Valpolicella che di un Valpolicella Ripasso. Aromi di frutto asprigno e croccante, marasca, melograno, e note pepate e di bacca di ginepro. Al palato è fresco e succoso, per un sorso caldo e avvolgente, in cui si avvertono le morbidezze più dolci e tipiche delle uve appassite. Lieve il tannino, che accompagna e bilancia assieme a una buona sapidità.

Famiglia Pasqua, Valpolicella Ripasso 2019
Uvaggio: 60% corvina, 20% rondinella, 10% corvinone, 10% negrara
Vinificazione: lunga macerazione sulle bucce e poi riposo in acciaio fino a febbraio, per poi essere ripassato sulle vinacce dell’Amarone, che danno il via alla seconda fermentazione
Affinamento: maturazione in barrique di varie capacità per circa 8 mesi prima dell’assemblaggio

Un colore rosso rubino più scuro e concentrato. Il naso è dominato da aromi dolci, in cui si sentono il cacao amaro e certi ricordi di uve appassite in fruttaio. Il palato è più morbido e il tanino più pronunciato, compatto e morbido, che vela il sorso, accompagnandolo. Un corpo di maggior estrazione con un gusto che inizia a richiamare i toni della liquirizia.

San Vincenzo, Amarone della Valpolicella Docg 2017
Uvaggio: 60% corvina, 30% corvinone, 10% rondinella
Vinificazione: appassimento delle uve in fruttaio per circa 3 mesi, con la conseguente perdita di circa il 25-30% del peso. Pigiatura e fermentazione alcolica in acciaio per 25-30 giorni a temperatura controllata, con follature continue. Al termine, fermentazione malolattica in barrique di rovere francese
Affinamento: maturazione di 18-20 mesi in barrique, poi riposo di 4 mesi in bottiglia

Un calice rosso rubino intenso e di bella trasparenza, che regala profumi dolci di amarene in composta, sensazioni vanigliate e di zucchero a velo. Il sorso è fresco e morbido, ancora non del tutto composto tra parte alcolica e un tannino lieve, che si integrerà con il tempo.

Famiglia Pasqua, Amarone della Valpolicella 2017
Uvaggio: 65% corvina, 25% rondinella, 5% corvinone, 5% negrara
Vinificazione: appassimento delle uve in fruttaio per circa 3 mesi con la perdita di circa il 25-30% del loro peso. Pigiatura, fermentazione alcolica in acciaio per 25-30 giorni a temperatura controllata. Follature continue per favorire l’estrazione della componente colorante e tannica. Segue fermentazione malolattica in barrique di rovere francese.
Affinamento: 18-20 mesi di maturazione in barrique e circa 4 mesi di affinamento in bottiglia

Colore più scuro, intenso e concentrato. Il naso è dominato dai toni morbidi, di piccoli frutti in composta, vaniglia, cacao, mon chéri, poi tabacco e sensazioni balsamiche. Il sorso è fresco e vellutato e si amplia subito con sensazioni di calore e un tannino più incisivo rispetto al San Vincenzo. Il finale richiama la liquirizia e il cacao.

 

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