Masi Agricola, 3Q in ripartenza con ricavi a 45,5 milioni

di Giambattista Marchetto

Il CdA della quotata veronese ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2021. Ricavi a +28% sul 2020 (e in linea con il 2019), Ebitda a 8,1 milioni, indebitamento in riduzione.

Ricavi consolidati in significativa crescita nei primi nove mesi 2021 per Masi Agricola. Il CdA della SpA veronese quotata all’Euronext Growth Milan e tra i leader italiani nella produzione di vini premium – 52 milioni il fatturato 2020 con Ebitda margin dell’11% circa – ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2021.

Ecco il quadro sintetico dei dati economici consolidati del gruppo nel 3Q 2021 raffrontati con il corrispondente controperiodo, con l’intero esercizio 2020 e con i primi nove mesi 2019.


Rispetto all’esercizio precedente, la crescita dei ricavi è pari al 28% e risulta sostanzialmente in linea con i primi nove mesi del 2019.

Analizzando il trend dei ricavi a livello geografico si nota il rilevante incremento dell’Italia, che cresce di oltre il 47%, mentre gli altri Paesi europei aumentano del 18%, penalizzati dal canale duty free e travel retail. Le Americhe aumentano del 20% e il resto del mondo più che raddoppia, apportando quasi 1,2 milioni di euro all’incremento complessivo.

L’Ebitda migliora, attestandosi a 8,06 milioni di euro (contro 3,3 dei primi nove mesi 2020), con un aumento anche dell’Ebitda Margin (dal 9,4% al 17,7%). La performance Ebitda risulta migliore anche rispetto al corrispondente periodo 2019: +524mila euro in valore assoluto e +1,2% di margine, per effetto principalmente di una riduzione dei costi per servizi in misura superiore all’incremento del costo del venduto.

HORECA IN RIPRESA, ONLINE CRESCE ANCORA
La pandemia e le misure di contenimento del contagio poste in essere nei diversi Paesi del mondo hanno ovviamente impattato sul business del Gruppo anche nei primi nove mesi del 2021.

In particolare, dopo una nuova fase di lockdown avvenuta nel primo semestre, nel terzo trimestre l’horeca nei vari Paesi del mondo ha potuto tendenzialmente riaprire, pur non ricomprendendo l’intera popolazione di punti distributivi pre-Covid. In generale, le località turistiche hanno lavorato nel periodo estivo, pur se con ospiti provenienti da aree geografiche di prossimità, o comunque a distanza prevalentemente automobilistica. Questo fenomeno ha generato un certo abbassamento del posizionamento-prezzo medio dell’offerta. Le grandi città, collegate al turismo leisure o di business o al lavoro di ufficio di alto profilo, hanno sofferto ancora un drammatico calo di presenze, che si è parzialmente mitigato a partire dal mese di ottobre.

Il canale del duty free & travel retail, storicamente destinazione di importanti volumi per Masi, soffre ancora una sostanziale riduzione dei viaggi internazionali. L’offtrade, rappresentato per il Gruppo dai monopoli e (in misura inferiore) dalla gdo, ha mantenuto la sua operatività, pur se con un trend che risente dello shift del consumo di vini riorientato verso l’horeca a partire dal secondo trimestre 2021. L’online continua a conseguire incrementi robusti in percentuale, anche se in numeri assoluti rappresenta una parte minoritaria del fatturato.

PROIEZIONI POSITIVE
Guardando all’apertura del quarto trimestre 2021, nel mese di ottobre sia Masi che Canevel hanno conseguito ricavi superiori sia al 2020 che al 2019. “Continua peraltro una componente positiva – riferiscono dal Gruppo – la cui dimensione e durata risultano difficilmente stimabili, derivante dall’elevata propensione dei mercati, soprattutto quelli oltreoceano, ad anticipare gli ordini di acquisto per fronteggiare le accentuate difficoltà dei trasporti internazionali. La normalizzazione di tale propensione potrebbe pertanto portare a un futuro storno del trend in essere”.

In termini di situazione generale dei mercati, “osserviamo una persistente ed elevata imprevedibilità, accompagnata però da un’attitudine degli operatori ritornata moderatamente positiva nei confronti del medio termine, nonostante la recentissima riemersione di una quarta ondata della pandemia in molti Paesi”.

 

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