Barolo, le Città del Vino eleggono il nuovo Presidente

di Carlo Spagnolo

Nel paese in provincia di Cuneo sindaci, assessori e amministratori dei 460 Comuni enoturistici d’Italia si riuniscono per la Convention d’Autunno, dal 19 al 21 novembre.

Dal 19 al 21 novembre le Città del Vino tornano a riunirsi nella Convention d’Autunno. A ospitare sindaci, assessori e amministratori dei Comuni enoturistici italiani sarà il Comune di Barolo, ancora per un mese ‘Città Italiana del Vino 2021’. Nell’occasione sarà eletto il nuovo presidente dell’associazione, che subentrerà a Floriano Zambon, cui va il merito di aver rilanciato l’associazione, sviluppando nuove alleanze con analoghe associazioni, contribuendo alla stesura della legge nazionale sull’enoturismo e tenendo a battesimo il riconoscimento a Patrimonio Unesco delle colline di Conegliano e Valdobbiadene, progetto di cui si cominciò a parlare durante una Convention delle Città del Vino nel 2008. A lui anche il compito di aver inaugurato il progetto “Città Italiana del Vino”, bando annuale che confronta i programmi culturali di Comuni e territori candidati a questo ambito titolo, assegnato per il 2022 a Duino Aurisina.

Il pomeriggio di sabato 20 novembre, nel Tempio dell’Enoturista del Castello di Barolo, è in programma un convegno sulle denominazioni di origine a 30 anni dalla scomparsa di Paolo Desana, ideatore della legge sulle DO, dal titolo “La lunga strada del vino italiano verso la tutela della qualità. Il caso delle denominazioni”.

La domenica è in programma invece l’Assemblea nazionale, nel corso della quale il nuovo presidente consegnerà una targa in memoria di Paolo Benvenuti, storico direttore deceduto nel 2020, alla moglie Federica, in segno di profonda gratitudine per il suo trentennale impegno a favore dei territori del vino. Durante l’Assemblea sarà annunciata anche la nomina del nuovo presidente degli Ambasciatori delle Città del Vino, rete di oltre 200 personalità distintesi negli anni con un costante impegno verso i territori enoturistici o nei rispettivi ambiti professionali. Infine, il passaggio del testimone tra il comune di Barolo, Città Italiana del Vino 2021, e il comune di Duino Aurisina, Città Italiana del Vino 2022, dalle mani del sindaco Renata Bianco a quelle del sindaco Daniela Pallotta.

A distanza di ormai un anno, posso affermare con enorme soddisfazione e con un pizzico di orgoglio, che la sfida di Barolo è stata vinta – dichiara Renata Bianco, sindaco di Barolo -. Non mi riferisco soltanto al numero delle iniziative messe in piedi nel 12 mesi. Su questo, anzi, speravamo di riuscire a fare ancora di più, ma la chiusura generale imposta dalla pandemia ha compresso il calendario e costretto al rinvio di alcune attività. È stata un’esperienza che rifarei – ha concluso la Bianco – se penso soprattutto alla fitta rete di relazioni e scambi che il riconoscimento ha portato con sé, dando nuova linfa al senso di squadra e di comunità, che poi erano i concetti alla base del dossier di candidatura. Ogni iniziativa svolta dal comune di Barolo, è stata fatta con qualcuno, oltre che per qualcuno. I miei migliori auguri a Duino Aurisina”.