Nobile di Montepulciano: no alla confusione sui mercati

di Carlo Spagnolo

Continua l’attività di tutela sviluppata dal Consorzio poliziano a favore della chiarezza verso i consumatori.

Non immettere sul mercato ulteriori bottiglie recanti l’etichetta contestata, sostituire l’etichetta contestata nelle bottiglie non ancora immesse in commercio e distruggere le etichette in suo possesso; eliminare la dicitura dal proprio sito internet e dalla pubblicità in generale nonché a non utilizzare in futuro la stessa come marchio di fatto”. Si è concluso con questo atto di transazione il contenzioso tra il Consorzio Nobile di Montepulciano e un’azienda abruzzese, cui l’ente guidato da Andrea Rossi aveva contestato l’imbottigliamento di un vino denominato “Nobile delle Rocche” a base di montepulciano d’Abruzzo.

È l’ennesimo caso risolto a favore della Docg toscana, che ribadisce una volta di più l’importanza di lealtà in etichetta, ma soprattutto la confusione facilmente generata dalla nomenclatura, una relativa all’appellazione di origine, l’altra a un vitigno. “Non a caso – commenta il presidente del Consorzio, Andrea Rossisiamo stati il primo Consorzio a richiedere e ottenere dall’Unione Europea l’obbligo di immettere in etichetta la dicitura Toscana e questo nuovo caso dimostra come la collaborazione tra le due realtà dovrebbe essere più efficace, anche per tutelare il consumatore finale troppo spesso ingannato dall’omonimia”.

Proprio riguardo all’obbligo di apporre la dicitura Toscana, approvata nel 2020 e relativa al Vino Nobile di Montepulciano Docg, al Rosso e al Vin Santo di Montepulciano Doc, lo stesso presidente conclude affermando che “Oggi riteniamo ancora più evidente l’importanza di questa modifica che rafforza da un lato l’origine della nostra denominazione, ma soprattutto è pensata per il consumatore finale che potrà avere più chiarezza sul prodotto scelto”.