Amarone della Valpolicella, imbottigliato in crescita del 30,2%

di Carlo Spagnolo

Marchesini: Denominazioni solide ma attenzione al caro prezzi, che rischia di costare 800 milioni di euro al vino italiano.

Il Consorzio Valpolicella ha presentato i dati relativi ad imbottigliamenti e prezzi medi dei vini nella grande regione produttiva veneta, che testimoniano lo stato di salute delle denominazioni tutelate in questa ultima fase del 2021, confermato dalle parole dello stesso presidente Christian Marchesini, secondo il quale si tratta di “Una chiusura di anno da ricordare, che rischia però di trasformarsi in agrodolce a causa dell’aumento senza precedenti delle materie prime legate alla produzione e alla commercializzazione del vino”.

Gli imbottigliamenti sono cresciuti del 16% nei primi 10 mesi di quest’anno rispetto al pari periodo 2020, con l’Amarone a fare la parte del leone (+30,2%, pari a 15 milioni di bottiglie nei primi 10 mesi dell’anno), il Valpolicella Ripasso a +14,7% e il Valpolicella a +7,1%. Un exploit che ha determinato un calo netto delle giacenze di quasi 100mila ettolitri (pari a circa 13 milioni di bottiglie) di cui la metà relative ad Amarone e Recioto. Un situazione che, complice anche una vendemmia eccellente, ha fatto lievitare nell’ultimo anno il prezzo medio dello sfuso di Amarone di oltre il 20% e del 13% il Doc atto a Ripasso.

Una recente inchiesta del Corriere Vinicolo – continua Marchesini a proposito del caro bolletta che grava sul vino – ha stimato in 800 milioni di euro la ‘bolletta’ supplementare per il settore vino data dall’effetto combinato di shortage e rincari di materie prime e trasporti. Una minaccia – ha aggiunto – che ci troverà preparati, forti di un mercato estremamente favorevole e di una filiera che è tornata in equilibrio grazie a politiche di contenimento attuate negli ultimi anni, a partire dalla riduzione delle rese, fino al blocco degli impianti. Per questo – ha concluso – oggi i produttori sono nelle condizioni di far valere i propri fondamentali e non rivelarsi l’anello debole di una fase commerciale delicata”.

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