Vigneti Urbani, un patrimonio da scoprire tra le vie (e sui tetti) delle città

di Daniele Becchi

Con l’ingresso di due nuovi soci la Urban Vineyards Association riprende la costruzione della rete che punta a unire le vigne cittadine all’insegna del turismo lento e sostenibile.

Nato nel 2019, il progetto UVA – Urban Vineyards Association punta a raggruppare le vigne urbane presenti nel mondo. E rilanciado un percorso interrotto dalla pandemia Luca Balbiano – nella duplice veste di presidente dell’associazione e responsabile della Vigna della Regina di Torino – ufficializza l’ingresso di due nuovi soci: il Rooftop Reds di Brooklyn e la Etna Urban Winery, che portano a undici i membri di un’associazione che vuole trasformare questi spazi in elementi centrali dell’offerta enoturistica e culturale delle città che li ospitano.

Si tratta di due progetti vitivinicoli distanti migliaia di chilometri ma accomunati dal medesimo spirito che lega tutti gli altri soci, cioè portare o reinnestare la vite in un contesto urbano là dove l’evoluzione dell’uomo l’ha cancellata durante i secoli o dove mai nessuno avrebbe pensato potesse nascere”, spiega Balbiano descrivendo un’ammissione non scontata, frutto di una attenta valutazione del valore socioculturale dei due progetti. Ed è questo uno degli aspetti che più colpisce di un’associazione che non sembra dimenticare come la coltivazione della vite, ancor prima che al business, attenga all’identità delle popolazioni e dei luoghi in cui mette radici. Sentimento questo condiviso da tutti i soci e ribadito dalle tante dichiarazioni rilasciate nel corso di una giornata che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del sindaco di Siena, Luigi De Mossi, del rettore dell’Università di Siena, prof. Francesco Frati e del direttore delle Città del Vino, Paolo Corbini.

Durante gli Urban Vineyards Days a Siena sono inoltre intervenuti, via streaming, i responsabili di Rooftop Reds Tokyo Project, vigna realizzata sul tetto di un grattacielo della capitale nipponica, che hanno raccontato lo stato di avanzamento del progetto e ribadito l’interesse a entrare nell’associazione nel prossimo futuro. La due giorni è stata inoltre l’occasione per discutere del consolidamento dei rapporti all’interno dell’Unione Europea, l’ingresso delle vigne cittadine presenti in città come Berlino, Praga, Londra e Stoccarda, e portare avanti le altre attività in linea con i principi di turismo di prossimità, sostenibilità, e promozione enoturistica, in merito alla quale si gioca una delle più importanti sfide per queste realtà. Spesso sconosciuti dagli stessi abitanti delle città dove sono presenti, i vigneti si candidano a diventare un luogo capace di attrarre flussi di prossimità e non solo, grazie alla loro capacità di soddisfare la crescente richiesta green degli enoturisti.

Poterci incontrare nuovamente e dare il benvenuto a due prestigiosissimi nuovi soci è stato molto importante per la nostra giovane associazione – spiega Luca Balbiano – Siamo un gruppo eterogeneo di persone, con esperienze di vita e di lavoro diverse e provenienti da luoghi anche molto lontani tra loro. E forse è proprio questa la nostra forza, che ci permette di confrontarci in un modo schietto e di mettere in circolo le nostre idee. La pandemia ha soltanto rallentato il percorso comune ma, per fortuna, non ha fermato i singoli progetti che sono cresciuti e si sono fatti sempre più affascinanti e ambiziosi. Ora è tempo di mettere tutto a sistema e creare insieme qualcosa di unico e meraviglioso come le vigne urbane che custodiamo”.

Il progetto UVA significa molto per tutte le realtà urbane – gli fa eco Luigi Alberto Fumi Cambi Gado, responsabile del progetto Senarum Vinea e vicepresidente di UVA – in particolar modo per un fattore comune: l’accrescimento del turismo non solo enologico ma soprattutto artistico e culturale. All’interno delle singole città, attraverso percorsi di trekking urbano, faremo conoscere le radici di ciascuna civiltà. L’ingresso di New York all’interno di UVA ha significato un passaggio importante per il panorama internazionale e anche il convegno organizzato a Siena ha segnato una tappa fondamentale per lo sviluppo futuro dell’Associazione”.