Agriturismi, si cambia. Il Covid muta il modo di vivere le strutture

di Carlo Spagnolo

Il 42% delle strutture registra una richiesta in forte aumento. Turismo di prossimità e richiesta di spazi privati le tendenze rilevate da Rete Rurale Nazionale.

A ribadire la capacità degli agriturismi di rispondere positivamente alla pandemia interviene l’anticipazione del quinto rapporto annuale sulle tendenze del settore, realizzato da Rete Rurale Nazionale e Ismea e presentato in anteprima durante la giornata inaugurale di AgrieTour, salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale svoltasi ad Arezzo. Sul fronte dei ricavi il 70% delle aziende ha riscontrato una ripresa, con un 42% che ha dichiarato un forte aumento di domanda rispetto al pre-pandemia. Consolidato il ruolo della vendita diretta, su cui punta il 52% delle aziende, il 37% delle quali ha predisposto nuovi servizi.

Il consolidamento della domanda interna si alterna il ritorno degli ospiti europei, sempre di più con famiglie e bambini (+47%) e coppie (+43%) con una durata media dei soggiorni cresciuta. Secondo il rapporto il 31,3% della domanda arriva dalla stessa regione di provenienza, il 49,2% da altre regioni mentre il 18,9% delle presenze è stato segnato dall’Ue e solo lo 0,6% da paesi Extra-Ue, complici le difficoltà a viaggiare con le nuove regole di quarantena.

Tanti i nuovi servizi attivati dalle aziende, tra i quali la vendita diretta e la proposta di ospitalità per lunghi periodi con pacchetti personalizzati. Tra le richieste degli agrituristi il 27,1% richiede maggiore autonomia (appartamento con cucina e lavatrice), il 21,6% chiede più garanzie rispetto ai protocolli Covid, il 22,3% spazi esterni a uso privato. Sul 2022 oltre il 70% delle imprese agrituristiche italiane ritiene che il mercato sarà stabile o in crescita.

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