Wine&Food italiano a quota 575 miliardi di euro

di redazione

+7% su base annua per un comparto capace di reagire allo shock pandemico e affermarsi come prima ricchezza economica nazionale.

Nel 2021 il cibo è diventata la prima ricchezza dell’Italia, grazie a un controvalore di 575 miliardi di euro, in aumento del 7% rispetto all’anno precedente la pandemia. A sostenerlo l’analisi della Coldiretti, che rileva come “Nel secondo anno del Covid la filiera agroalimentare tricolore ha dimostrato una elevata capacità di resilienza, con un incremento del fatturato che accomuna agricoltura, industria e grande distribuzione, mentre la ristorazione ricomincia a crescere dopo un 2020 disastroso”.

Il risultato è un Made in Italy a tavola che vale oggi quasi un quarto del Pil nazionale e che sta ben figurando anche sui mercati internazionali. Se le proiezioni dei primi nove mesi dell’anno saranno confermate, l’export agroalimentare dovrebbe chiudere infatti alla quota record di 52 miliardi. Tra i principali clienti del tricolore a tavola ci sono gli Stati Uniti che si collocano al secondo posto con un incremento del 17% nel periodo gennaio-agosto 2021. Positivo l’andamento anche in Germania che si classifica al primo posto tra i Paesi importatori di italian food con un incremento del 7%, pari a quello della Francia (+7%) che è stabile al terzo posto mentre al quarto è la Gran Bretagna dove però le vendite sono stagnanti a causa delle difficoltà legate alla Brexit. Fra gli altri mercati la Coldiretti segnala la crescita del 15% in quello russo e del 47% su quello cinese.

Un risultato ottenuto – sottolinea la Coldiretti – nonostante le difficoltà degli scambi commerciali e il lockdown in tutti i continenti della ristorazione che ha pesantemente colpito la cucina italiana ma anche dalla insopportabile diffusione di imitazioni in tutti i continenti. L’emergenza sanitaria Covid ha provocato una svolta salutista nei consumatori a livello globale che hanno privilegiato la scelta nel carrello di prodotti alleati del benessere come quelli della dieta mediterranea”.

Alla base del successo del Made in Italy c’è un’agricoltura che è diventata la più green d’Europa con la leadership Ue nel biologico con 80mila operatori, il maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciute (316), 526 vini Dop/Igp e 5.333 prodotti alimentari. A proposito di questi ultimi, la Campania si piazza in testa alla classifica delle regioni con più specialità tipiche, ben 569, davanti a Toscana (463) e Lazio (438). A seguire troviamo l’Emilia-Romagna (398) e il Veneto (384), davanti al Piemonte con 342 specialità e alla Puglia che può contare su 311 prodotti. A ruota tutte le altre Regioni: Liguria con 300 prodotti tipici censiti, Calabria (269), Lombardia (262), Sicilia (264), Sardegna (217), Trentino Alto Adige (207), Friuli-Venezia Giulia (179), Basilicata con 163, Molise (159), Marche (154), Abruzzo (149), Umbria con 69 e Val d’Aosta con 36.

L’emergenza globale provocata dal Covid ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e sulle necessarie garanzie di qualità e sicurezza” conclude il presidente Coldiretti Ettore Prandini.

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