Terra Costantino, filosofia bio sulle pendici dell’Etna

di Eugenia Torelli

Degustazione di quattro etichette dell’azienda siciliana di Dino Costantino, firmate dall’enologo Luca d’Attoma

Ci troviamo nel versante a sud dell’Etna, “A Muntagna”, per dirla come chi la vive, e più precisamente in Contrada Blandano, a Viagrande. Il vigneto di Terra Costantino – 10 ettari disposti su terrazzamenti di suolo vulcanico, a circa tra i 450 e i 550 m di altitudine – guarda il mare e a nord ha le spalle protette dal vulcano.
Dino Costantino ha acquistato la tenuta all’inizio degli anni ’70. Una serie di appezzamenti di terreno attorno a un vecchio palmento del 1699, che pian piano recupera e rimette in funzione, adottando da subito un approccio sostenibile e rispettoso del paesaggio.

Bio-logico e bio-edilizia
È una scelta fatta in tempi ‘non sospetti’, quella di evitare il ricorso a prodotti di sintesi, tant’è che dopo la rimessa in produzione dei vigneti alla fine degli anni ’70, nel 2000 l’azienda diventa la prima della denominazione Etna a ottenere la certificazione biologica. Oltre allo svolgimento delle normali pratiche bio, oggi le viti crescono in un sistema di coltivazione mista, circondate da oltre 20 specie di alberi da frutto, tra cui noci, melograni, fichi, albicocchi, actinidie, corbezzoli, olivi, castagni, meli, cachi, mandorli, aranci, limoni, mandarini e chi più ne ha più ne metta.
Nel frattempo, per il nuovo edificio si sceglie un’edilizia il più possibile compatibile con il territorio, a partire dalla realizzazione di una struttura ipogea, nascosta dal degradare delle vigne e dotata di impianti a energia rinnovabile, con basse emissioni di Co2 e areazione naturale.

L’approccio al vino
Vitigni autoctoni e identitarietà. Per capire che non si tratta del solito ritornello basta assaggiare i vini. Non ci vuole molto a intendere che nel calice si vogliono rispettare le caratteristiche delle uve e del terreno da cui le viti traggono nutrimento, facendo sì che la lavorazione in cantina serva da trampolino, senza prevaricare, per uno slancio in verticale.
L’enologo è Luca d’Attoma, mano nota, a cui è stata affidata la cura dei vini, 6 referenze, riunite in tre linee. In particolare, DeAetna è quella pensata proprio per essere la fedele rappresentazione del territorio e delle sue varietà. Mette insieme tre Etna Doc, bianco, rosato e rosso. I Contrada Blandano – un bianco da uve carricante e catarratto e un rosso da nerello mascalese e nerello cappuccio – sono l’espressione delle più vecchie vigne ad alberello della tenuta, con una resa che si ferma ai 30 quintali per ettaro circa. A questi si aggiunge Rasola, metodo ancestrale, che unisce uve a bacca rossa e bianca con fermentazione spontanea, senza controlli né filtraggi.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Gli assaggi di Etna Doc dalla linea De Aetna e del bianco Contrada Blandano, per risalire le pendici del vulcano attraverso i calici.

De Aetna, Etna Bianco Doc 2019
Uvaggio: 80% carricante, 15% catarratto, 5% minnella
Vinificazione: pressatura, chiarifica statica a freddo e fermentazione del mosto a una temperatura controllata di 14°-16°C
Affinamento: in acciaio per alcuni mesi e poi in bottiglia
Giallo paglierino dai riflessi lucenti, con lente lacrime sui lati del calice. Il naso parla di aromi dolci. Note di acacia, ginestra, fiori di tiglio, aroma di frutto maturo, pesca gialla, un melone bianco e polposo, lieve sfumatura minerale. Il sorso è orientato su durezze che la morbidezza vellutata non basta a smorzare. Secco e tagliente, con un calore che si dilata subito e che si fa sentire, diffondendo toni minerali che lasciano al palato una sensazione asciutta e di polvere da sparo.

Contrada Blandano, Etna Bianco Doc 2016
Uvaggio: 90% carricante, 10% catarratto
Vinificazione: diraspatura, macerazione a temperatura controllata, pressatura soffice e decantazione a freddo del mosto fino a raggiungere la limpidezza. Dopo il travaso, il mosto viene portato a una temperatura di 18° C per favorire la fermentazione, condotta a una temperatura di 16°C
Affinamento: botte grande di legno per alcuni mesi e poi bottiglia
Giallo dorato intenso e luminoso. Al naso il bouquet parla di agrumi canditi, sidro di mele, tè verde, una dolcezza delicata mescolata a una vena minerale. Palato fresco e polposo per un gusto secco e dalla sapidità intensa, che si amplia in un sorso caldo e salato ai lati della lingua, per poi chiudere con ricordi di mela essiccata e pepe bianco. Potente e persistente.

Da Aetna, Etna Rosato Doc 2020
Uvaggio: 90% nerello mascalese, 10% nerello cappuccio
Vinificazione: Pressatura, chiarifica statica a freddo e fermentazione del mosto a temperatura controllata
Affinamento: in acciaio per alcuni mesi sui lieviti fini, poi riposo in bottiglia prima della commercializzazione
Rosa aranciato lucente nel calice, all’olfatto rivela un’intensità minerale, di polvere pirica e sensazioni salmastre, poi aromi di rosa canina e uva spina. In bocca è sapido e fresco, morbido. Un sorso strutturato, dal calore ben integrato e con un’avvolgenza salata che permane a lungo al palato, portando con sé sfumature agrumate.

De Aetna, Etna Rosso Doc 2019
Uvaggio: 90% nerello mascalese, 10% nerello cappuccio
Vinificazione: fermentazione e macerazione per circa 10 giorni con brevi rimontaggi. A seguire, fermentazione malolattica
Affinamento: in acciaio e in tonneau di rovere e quindi in bottiglia
Rosso rubino scarico e lucente, che tende a sfumare verso il granato ai lati dei calice. Il naso è ampio, dai toni ematici, ferrosi e rugginosi, poi un frutto maturo e asprigno, prugna, visciola. Al palato è freschissimo, una lama, dalla sapidità decisa. Un sorso salato e scorrevole, garbatamente increspato dal tannino. Una potenza sobria, una grazia vulcanica.

 

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