Cantine Volpi, la sostenibilità diventa manifesto

di Federica Borasio

Degustazione del primo Metodo Classico della cantina tortonese, facendo il punto sulle novità dell’azienda e sulle iniziative che vanno oltre il rispetto dell’ambiente.

Dare al territorio quanto dal territorio si è ricevuto”. È questo lo slogan con cui si potrebbe riassumere la filosofia che anima Carlo e Marco Volpi, padre e figlio alla guida di una cantina divenuta centrale nel panorama vitivinicolo dei Colli Tortonesi grazie a un approccio sostenibile alla viticoltura che coniuga agricoltura biologica e vini identitari del territorio, Timorasso Derthona e Barbera Superiore su tutti.

Il 914 è il primo metodo classico aziendale, nato come alternativa alle altre due bollicine della gamma – un Pinot Nero Rosé e un Cortese prodotti con metodo Martinotti. Una sfida che la famiglia ha voluto cogliere per confermare la versatilità del terroir dei Colli Tortonesi, ma anche un’evoluzione pensata “per guardare con rispetto al passato e al tempo necessario per produrre un buon vino”. Con un curioso gioco di numeri: 914 sono infatti i giorni – l’equivalente di 30 mesi – di riposo sui lieviti; altrettante le bottiglie prodotte e, ultimo ma non per importanza, il 1914 è anche l’anno di fondazione della cantina.

MANIFESTO DI SOSTENIBILITÀ
L’idea di sostenibilità è in realtà un manifesto, una dichiarazione d’intenti che evita ogni tipo di autoreferenzialità per passare ai fatti, mettendo lavoro e territorio al centro dell’impresa attraverso una scelta fatta di rispetto per la terra e senso di appartenenza a una Comunità estesa ben oltre i confini della vigna, con cui perseguire l’obiettivo della qualità: ambientale, economica e sociale.

Un impegno, questo, che recentemente si è tradotto nell’adesione agli standard di sostenibilità Equalitas, che dal 2022 permetteranno alla cantina di entrare nella famiglia delle circa 60 aziende certificate italiane. “Un modo per certificare il nostro impegno a valorizzare il territorio – spiega Marco Volpi – Il rispetto per l’ambiente e il tessuto sociale di Tortona è sempre stato una priorità. Ora questo impegno potrà anche essere certificato da uno standard riconosciuto a livello globale”.

E che il rispetto per il tessuto sociale animi gran parte dell’attività aziendale lo dimostra anche il fatto che, per sostenere in particolare i piccoli produttori che conferiscono loro le uve, la famiglia Volpi ha deciso di anticipare al 15 dicembre il pagamento a tutti i fornitori del 100% delle uve conferite, cosa che normalmente avviene in due tranche. “Negli oltre 100 anni di vita – prosegue Carlo Volpi – la nostra azienda è riuscita a crescere anche e soprattutto grazie alla fiducia, all’onestà e al sostegno dell’intero tessuto sociale e produttivo dei Colli Tortonesi Ora tocca a noi supportare il nostro territorio e la sua filiera. E l’anticipo nei pagamenti è uno dei modi più diretti e concreti con cui possiamo e vogliamo farlo“.

Ma oltre a questo, sono diverse le iniziative che hanno visto Cantine Volpi interessarsi anche nel sociale. A partire dal progetto Zerba Antica 2016, grazie al quale 600 bottiglie di Timorasso annata 2016, con etichette realizzate dall’artista Memo Vithana e numerate a mano, sono state messe in vendita a dicembre 2020 per sostenere il Piccolo Cottolengo Don Orione di Tortona. Una rete di solidarietà che ha permesso di raccogliere 4.000 euro a favore del centro di carità tortonese e che sarà riattivata anche quest’anno con Zerba Antica 2017. Stessa modalità, un nuovo partner interessato dalla raccolta: “Matteo 25”, associazione di volontari che da oltre 25 anni si prende cura del dormitorio per senzatetto di Tortona.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Colli Tortonesi metodo classico “914” (vendemmia 2018)
Uvaggio: pinot nero in purezza
Vinficazione: riposo di 30 mesi sui lieviti. Sboccatura il 22 novembre 2021

Nel calice si presenta con un bel colore oro e una bolla finissima e persistente. Al naso prepondera la crosta di pane, affiancata da note di erba e da sentori lievemente minerali. In bocca si esprime con un sorso fresco e ampio e con un’acidità ben dosata che pulisce il palato anticipando una chiusura piacevolmente sapida.

 

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